Fini verso un nuovo partito. E intanto querela libero

Il presidente della Camera, Fini

Il presidente della Camera, Fini

Con l’apertura della Festa Tricolore di Mirabello, non si smorzano le tensioni all’interno della maggioranza. Le dichiarazioni di giornata degli esponenti di “Futuro e Libertà” sembrano imporre un’accelerazione in vista del nuovo partito dei finiani. Il viceministro dello Sviluppo, Adoldo Urso, lo lascia intuire chiaramente: “Se il Pdl non resetta tutto, la creazione di un nuovo partito è inevitabile”. Il nodo della discordia è ancora l’espulsione di Gianfranco Fini, decretata con il documento stilato dall’Ufficio di presidenza del Pdl il 29 luglio. In attesa di un passo indietro, che per il momento non arriva, Futuro e Libertà sembra orientarsi verso la creazione di una nuova forza politica.

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Gheddafi se va. Restano le polemiche

È terminata la visita di in Italia. Il si è imbarcato a Ciampino sull’aereo che lo riporta in patria. Ma il giorno dopo i festeggiamenti per il trattato di amicizia tra Italia e Libia, le lezioni di Corano alle italiane, lo spettacolo equestre e la cena di gala, non si placano le polemiche sulla visita del Colonnello nel nostro Paese. Anche i vescovi intervengono sulla vicenda, definendola un’ “incresciosa ”. E il presidente del Veneto, Luca Zaia (Lega), rincara le critiche già mosse nei giorni scorsi dalla Lega: “‘ i suoi inviti all’islamizzazione li vada a fare a casa sua”, ha detto, facendo eco al titolo con cui la Padania apre la prima pagina di oggi.

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Vertice a palazzo Grazioli sul processo breve

Il premier, Silvio Berlusconi

Il premier, Silvio Berlusconi

Il provvedimento sul processo breve è la condizione indispensabile per proseguire l’azione di governo. Silvio Berlusconi l’ha ripetuto anche oggi in un ristretto a Palazzo Grazioli. Due ore di discussione con il ministro della Giustizia Angelino Alfano e l’onorevole Niccolò Ghedini, ai quali poi si è aggiunto il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. Si è parlato di come superare le perplessità dei finiani e ottenere l’approvazione definitiva della norma anche alla Camera. Non sono ammessi boicottaggi da parte di “Futuro e Libertà”. Anche se i finiani frenano: i nodi restano, dice Italo Bocchino. Sulla norma arriva anche un nuovo attacco al governo da parte di Famiglia Cristiana. Il processo breve è una “falsa priorità”, scrive il settimanale dei paolini, in un paese che è la “Cenerentola d’Europa”, per gli aiuti alle famiglie.

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Gheddafi a Roma tra parate, lezioni di corano e tante polemiche

Una delle hostess a lezione di Corano

Una delle a lezione di Corano

Una giornata intensa e decisamente varia quella vissuta oggi dal Muammar Gheddafi. Dopo aver impartito la seconda lezione a 200 ragazze e aver incontrato il premier , in serata ha partecipato ai festeggiamenti per l’anniversario del Trattato di amicizia tra Libia e Italia organizzati nella caserma ‘Salvo D’Acquisto’. Qui, prima di assistere al Carosello storico dell’Arma del reggimento dei carabinieri a cavallo, il ha preso la parola per un lungo intervento: ”Saluto il grande coraggio del mio grande amico Silvio ”, ha detto, ringraziando l’Italia per la condanna del colonialismo e per il coraggio dimostrato ammettendo gli errori del passato. “Non vogliamo commettere lo stesso errore un’altra volta – ha detto ancora – vogliamo amicizia e collaborazione e che il Mar Mediterraneo sia un mare di pace”. Gheddafi ha anche parlato del problema dell’immigrazione: ”Per fermare l’immigrazione clandestina – ha concluso il – la Libia, sostenuta dall’Italia, chiede all’Europa, che un domani, davanti a milioni di immigrati che avanzano potrebbe diventare Africa, almeno 5 miliardi di euro all’anno”.

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Berlusconi non si fida nemmeno di Napolitano

Il presidente del Consiglio Berlusconi

Il presidente del Consiglio

Non c’è soltanto il cruccio sui a guastare l’ultimo week end di agosto del Cavaliere. Nemmeno il Milan, l’affare Ibrahimovic, le barzellette nello spogliatoio rossonero – dove il premier è piombato a sorpresa in serata dopo un giorno passato in riva al Lago Maggiore – hanno potuto fargli dimenticare infatti la vera “emergenza” di queste settimane, il processo breve. Due problemi – il caso Fini e lo scudo contro i processi milanesi – che finiscono per intrecciarsi, ai quali tuttavia in queste ore se ne è aggiunto un altro che li sovrasta entrambi: l’atteggiamento del Quirinale.

Di Napolitano non mi fido più“, ha ripetuto nelle ultime riunioni dedicate al tema. Molto più del comportamento dei “futuristi” di Fini, con i quali stanno trattando Calderoli e Cota, è il presidente della Repubblica a monopolizzare l’attenzione del premier. Firmerà? Non firmerà? Di questo si discute a palazzo Grazioli, soppesando mosse e contromosse. Lo scenario elaborato dai consiglieri del Cavaliere è infatti da incubo. A dicembre la Consulta potrebbe bocciare il legittimo impedimento, una “legge-ponte” concepita per arrivare al lodo Alfano costituzionale, per il quale tuttavia si prevedono tempi lunghissimi. A questo punto il processo breve resterebbe l’unica arma a disposizione del premier per sfuggire a una condanna penale (a cinque anni, con interdizione dai pubblici uffici) a Milano.

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Gheddafi in visita a Roma: “L’Islam sarà religione d’europa”

La limousine del leader libico Gheddafi

La limousine del leader libico

Fedele al suo stile, il colonnello fa già parlare di sè nel primo giorno della sua romana per il secondo anniversario del trattato di amicizia tra Italia e Libia. Dopo una serie di cambi di programma, è atterrato a Ciampino dopo le 13. Anche questa volta, come nello scorso novembre, la Guida della Rivoluzione non ha voluto rinunciare a impartire lezioni di Corano. Platea d’eccezione: 500 hostess reclutate da un’agenzia per un gettone di presenza di 70 euro. A patto, hanno rivelato alcune, di non rivelare dettagli sull’evento.

L’Islam diventi la religione dell’Europa”, è stato il messaggio del leader libico, che ha invitato le presenti a convertirsi. E tre ragazze lo hanno preso in parola, abbracciando la fede musulmana, in una cerimonia lampo officiata dal Colonnello in persona. Per tutte le partecipanti in regalo una copia del Corano. Mentre per domani è in programma una seconda lezione. Non tutte però hanno gradito: due hostess hanno lasciato il seminario anzitempo. La giornata del Colonnello si è poi conclusa in centro, con una cena al ristorante “Passetto”. Prima di una passeggiata a Campo de’ Fiori per un cappuccino con gelato. Bagno di folla per e molto lavoro per le forze di polizia impegnate a garantire la sicurezza del leader libico.

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Bersani, contro Berlusconi un nuovo Ulivo

Il leader del Pd, Bersani

Il leader del Pd, Bersani

Il governo non arriverà a fine legislatura. Ne è convinto il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. Una valutazione espressa nel corso del meeting di Comunione e Liberazione di Rimini, che, precisa il segretario del Pd, prescinde da questo “agosto vergognoso”. L’esecutivo ha aggiunto Bersani “non ce la può fare. Non saprei quando ma il disfacimento è profondo”. “Possono vivacchiare”, afferma il segretario del Pd, “ma non è rimontabile”.

Ecco perché Bersani è tornato sulla sua proposta di lanciare un nuovo Ulivo. Più di un nuovo Ulivo “ci vuole un nuovo popolo. E lo troviamo state tranquilli”. Secondo Bersani “in quella parola, Ulivo, c’è un patto forte di forze politiche che credono anche nell’esigenza di riorganizzare strutturalmente il campo del centrosinistra semplificandolo. E’ l’idea di forze politiche che si mettono al servizio di una riscossa civica“.

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Tensione Pdl, coordinatori convocano finiani per incompatibilità

Berlusconi insieme ai tre coordinatori del Pdl

Berlusconi insieme ai tre coordinatori del

Clima teso nella maggioranza tra le due correnti del . I coordinatori del hanno annunciato la convocazione dei finiani che hanno incarichi nel partito, per verificarne l’eventuale incompatibilità. Una scelta che ha provocato la dura reazione degli esponenti di “Futuro e Libertà”. Una decisione che di certo non aiuta il riavvicinamento.

Insomma sembra già incrinarsi la fragile tregua all’interno della maggioranza. Nonostante proprio questa mattina in un messaggio ai Promotori della Libertà, Berlusconi abbia liquidato come un “teatrino” la crisi delle ultime settimane: un’estate di “vecchia politica” e “chiacchiere”. Alla quale contrapporre l’impegno di “tutti i rappresentanti eletti con il sui cinque punti programmatici”, per portare a termine la legislatura.

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Famiglia Cristiana a muso duro contro Berlusconi. Il Pdl: è pornografia

Il settimanale famiglia cristiana

Il settimanale famiglia cristiana

Famiglia Cristiana attacca. Il Pdl risponde. La regola del ”berlusconismo”? Per il settimanale dei paolini il ”metodo” seguito con l’ex direttore di Dino Boffo parla chiaro: ”Chi dissente, va distrutto”.

A stretto giro arriva la replica di Sandro Bondi. “Soprattutto come cattolico”, dice il coordinatore del Pdl, “provo sentimenti di sconcerto e di disgusto dopo aver letto l’editoriale del direttore di Famiglia Cristiana”.

La Costituzione dimezzata. E’ il titolo dell’editoriale di “Famiglia Cristiana”, in edicola da domani. Nell’articolo Beppe Del Colle prende di mira il presidente del Consiglio e le sue recenti esternazioni sui “formalismi costituzionali”. ”Berlusconi ha detto chiaro e tondo che nel cammino verso le elezioni anticipate – qualora il piano dei cinque punti non riceva rapidamente la del Parlamento – non si farà incantare da nessuno, tantomeno dai ‘formalismi costituzionali’”.

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Soppia la polemica sulle donne tra finiani e Pdl

Lorenzin

Le ministro donna del Pdl

Le ministro donna del

Non c’è pace tra il e gli amici nemici di “Futuro e Libertà”. Dopo il grande gelo tra Berlusconi e Fini adesso è la volta di una polemica tutta rosa. Protagoniste le donne dei due gruppi parlamentari che, sulle orme dei loro leader, danno segnali di mal sopportazione. A innescare la polemica le dichiarazioni di , ex governatrice della provincia irachena di Dhi Qar, dove si trova la città di Nassirya. Eletta senatrice nel 2008 come capolista del in Campania è stata una dei dieci senatori che a Palazzo Madama hanno dato vita al gruppo di Fli. Intervistata da Kaus Davi, oggi, non è stata di certo tenera con le ex colleghe di partito.

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