Caos liste, Formigoni riammesso. Il Tar conferma

Roberto Formigoni

Roberto Formigoni

Mentre a Roma il Tar del Lazio respingeva il ricorso del Pdl per la riammissione della Sua lista, da Milano arriva una buona notizia per il centro destra. Un altro Tar, quello della Lombardia ha confermato nel merito la riammissione della lista ‘’ di Roberto Formigoni per le .

”Non abbiamo fatto alcun discorso sul decreto del governo e la decisione prescinde da quel decreto” ha spiegato il presidente della quarta sezione del Tar della Lombardia, Adriano Leo. “Ancora non ho voluto leggere la copia del decreto – ha aggiunto Leo – Ma la decisione del Tar prescinde dal decreto salva-liste del governo emanato giorni addietro”.

Formigoni e il suo listino sono stati riammessi senza bisogno del decreto intepretativo e il governatore uscente potrà regolarmente difendere la sua poltrona nella prossima tornata elettorale.

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Regionali Lazio, Tar e Ufficio elettorale respingono ricorso Pdl

Renata Polverini

Renata Polverini

Il simbolo del Pdl non comparirà nelle schede elettorali di e provincia. Il del Lazio ha infatti respinto il del Popolo delle libertà che aveva richiesto la sospensione del provvedimento. Secondo i giudici amministrativi, presieduti da Eduardo Pugliese, non c’è abbastanza “fumus” a favore del ricorrente per sospendere l’ della lista dalle del 28-29 marzo decisa dall’ufficio elettorale del tribunale e, poi, dalla Corte d’Appello.

Secondo i giudici il decreto “interpretativo” approvato in fretta e furia dal governo Berlusconi non è applicabile in questo caso “perché le del Lazio sono disciplinate dalla legge regionale numero 2 del 2005″ e non dalla normativa nazionale “interpretata” dal governo. Quella legge, dice la sentenza, “prevedeva la presentazione dei documenti necessari alla candidatura della lista entro le ore 12 dello scorso 27 febbraio”, ma “nel verbale dei carabinieri presenti nell’ufficio elettorale della corte di appello di è scritto che alle ore 12 erano presenti solo 4 delegati di lista e che tra questi non risultava il delegato della parte ricorrente”. Insomma, niente da fare. La lista non è stata presentata in tempo e l’interpretazione successiva è carta straccia.

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Obama: “Gli usa diminuiranno il nucleare”

Barack Obama

Barack Obama

Gli Stati Uniti ridurranno il numero delle loro testate nucleari nei prossimi anni. E’ la promessa fatta ieri a a Washington, da Barack Obama.

Il presidente americano, in una dichiarazione rilasciata in occasione dei 40 anni della firma dell’Npt, il Trattato di non proliferazione delle armi nucleari, ha confermato che ruolo dell’atomica nella difesa Usa diminuirà a breve termine.

Ricordando che Usa e Russia stanno negoziando per il rinnovo del Trattato Start I sulla diminuzione degli arsenali nucleari, Obama scrive che “la nostra prossima revisione della filosofia nucleare andrà al di là della dottrina ormai superata della Guerra Fredda e ridurrà il ruolo delle armi nucleari nella nostra strategia generale di sicurezza, pur mantenendo un livello di deterrenza nucleare sicuro ed effettivo”.

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Elezioni. Esclusione liste Pdl, ecco il decreto ad hoc per salvarle

Napolitano e Berluscono

Napolitano e Berluscono

Arriva il decreto salvaliste. Varato in serata dal Consiglio dei ministri il decreto che salverà le liste del Pdl in Lombardia e nel , il provvedimento è stato anche dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Il nuovo decreto legge è definitito interpretativo, perché nel primo articolo stabilisce che, rispetto alle formalità, hanno preminenza i diritti dell’elettorato.

Il decreto da quindi la possibilità (articolo 2) a chi si trova in posizione di irregolarità, di sanare la situazione entro 24 ore. Per quanto riguarda le situazioni specifiche di e Lombardia le 24 ore scattano dall’entrata in vigore del decreto stesso.

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Il Senato accetta le dimissioni di Di Girolamo

L'ex senatore Di Girolamo

L'ex senatore Di Girolamo

Nicola Di Girolamo non è più senatore. Il Senato ha accettato le dimissioni del rappresentante del Pdl eletto nella sezione estero, con 259 voti favorevoli, 16 contrari e 12 astenuti. Per lui i giudici che stanno indagando sulla mega – Telecom hanno chiesto l’arresto a seguito delle accuse mosse contro di lui dall’imprenditore Mokbel.

Il voto, a scrutinio segreto, è stato preceduto da un intervento del senatore che, parlando davanti a tutto il Senato,ha ribadito le sue dimissioni. “Ho rassegnato le mie dimissioni dalla carica di senatore della Repubblica italiana – ha detto Di Girolamo nel suo intervento – Dopo tanto fango, dopo l’ignominia di un’esposizione mediatica che mi ha descritto agli occhi del Paese come un mostro, usurpatore della politica e del mandato elettorale, credo fermamente che sia arrivato il momento della responsabilità e della verità dei fatti”.

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Elezioni regionali, è caos intorno alle liste

Roberto Formigoni

Roberto Formigoni

C’è grande confusione intorno alle liste per le prossime elezioni regionali del prossimo 28 e 29 marzo. A Milano la Corte di appello non ha la “Lista per la Lombardia” di Roberto Formigoni per l’invalidità di oltre 500 firme. A , contro l’esclusione della sua lista il Pdl ha sporto una querela contro alcuni militanti radicali per “violenza prrivata” e contro i componenti dell’Ufficio Centrale per “abuso d’ufficio”.

Insieme alla denuncia, presentata presso la corte d’Appello di il Pdl ha presentato il ricorso contro l’esclusione causata da un ritardo nella presentazione delle liste. “Al ricorso è allegata una denuncia-querela che l’avvocato Grazia Volo ha presentato presso la Procura della Repubblica”, spiega il responsabile elettorale nazionale del Pdl Ignazio Abrignani. “Nella denuncia querela -spiega- si denunciano i militanti del partito radicale, anche se non sono stati fatti nomi e i componenti dell’ufficio centrale per abuso d’ufficio, per avere impedito il legittimo esercizio del diritto politico di voto”.

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“La legge è uguale per tutti”. Il popolo viola torna in piazza a Roma

popolo violaIl Popolo viola torna a manifestare contro il e il governo. A tre mesi di distanza dal “”, sarà ancora una volta Roma e ad ospitare la . L’appuntamento è per le 14.30 per alzare la voce contro legittimo impedimento e processo breve perché – rivendicano i Viola – “la legge è uguale per tutti”.

Numerose le iniziative previste per tutto il pomeriggio. Già pervenute le adesioni di scrittori e intellettuali come Mario Monicelli, Alberto Asor Rosa, Margherita Hack, Andrea Camilleri, Giorgio Bocca, Moni Ovadia e Dario Fo. Ma le adesioni sono arrivate anche da tutti i partiti del centrosinistra e dalla Cgil che si augura sia un evento “bello e sereno”.

Di fronte alle molte adesioni politiche il popolo viola ha voluto, però sottolineare la propria indipendenza: “Siamo persone libere, autonome dai partiti”. Tant’è che per la manifestazione i Viola hanno fatto tutto da soli, rinunciando agli aiuti che per il erano arrivati dai partiti. I fondi sono stati raccolti attraverso sottoscrizioni online: alle 21 di ieri sera toccata quota 26mila euro.

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Processo Mill, la prescrizione non ferma il processo a Berlusconi, che torna ad attaccare i magistrati

L'avvocato del premier, Ghedini

L'avvocato del premier, Ghedini

Alla fine la sentenza della Corte di Cassazione, sul caso Mills è stata la prescrizione del reato, ma questo non basta ai giudici per fermare il processo a Silvio Berlusconi. I giudici milanesi hanno la richiesta di sospensione del processo avanzata dai legali del Premier in attesa delle motivazioni della Cassazione. Il deposito della sentenza, infatti, avrebbe tempi “difficilmente prevedibili” per cui il processo rischierebbe una sospensione a “tempo indeterminato”.

Gli avvocati di Berlusconi, scandalizzati da questa decisione, hanno comunque ottenuto lo slittamento di un altro mese del procedimento che vede il presidente del Consiglio come unico imputato. Sulle moltissime richieste avanzate dagli avvocati del premier, volte ad allungare i tempi del processo, i giudici si sono risrvati di prendere una decisione entro il 26 marzo.

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Processo Mills, il procuratore chiede la prescrizione. Sentenza decisiva per Berlusconi

silvio-berlusconi-david-millsColpevole ma prescritto. E’ quanto chiede la procura della Cassazione nei confronti dell’avvocato inglese David Mills. La sentenza della Corte di Cassazione per il reato di corruzione in atti giudiziari contestati a Mills, è attesa per oggi.

L’avvocato inglese era stato condannato dalla Corte d’appello di Milano a quattro anni e mezzo di reclusione. Entro stasera sapremo se la Corte Suprema confermerà o meno la sentenza.

Secondo il sostituto procuratore generale della Cassazione Gianfranco Ciani, “Non vi sono i presupposti per il proscioglimento nel merito di David Mills”. Il che confermerebbe la responsabilità del legale inglese nel reato di corruzione in atti giudiziari che sarebbe, però, caduto in prescrizione.

Infatti secondo il procuratore, l’atto di corruzione andrebbe fatto risalire non al febbraio 2000 ma al novembre 1999. Solo da quel momento andrebbe conteggiato il periodo di dieci anni, dopo il quale il reato va in prescrizione. Il termine, dunque, sarebbe già scaduto.

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Caso riciclaggio Fastweb-Telecom. Fini nega suo coinvolgimento

Il presidente della Camera Fini

Il presidente della Camera Fini

Lo “scandalo telefonia” coinvolge il presidente della Camera, Gianfranco Fini, che nega ogni legame con gli indagati. Fini, afferma con decisione di non avere nulla a che fare con il presunto caso di riciclaggio da circa 2 miliardi di euro che sta coinvolgendo alcuni dirigenti della società telefonica Fastweb e Telecom Italia Sparkle.

“Non ricordo di aver conosciuto – ha affermato il presidente della Camera – e oggi voterei per il suo arresto”. Tirato in ballo nel corso di una intercettazione, Fini nega ogni legame col senatore del Pdl di cui è stato richiesto l’arresto per il coinvolgimento nella maxitruffa. Esclude di averlo convocato nei propri uffici o altrove per incontri o riunioni”.

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