Riflessioni a margine dell’8 Marzo
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L’8 Marzo si è appena concluso e giova quindi avviare un poco di riflessione sulla condizione femminile.
Il doverne parlare evoca purtroppo il permanere di difficoltà e di problemi irrisolti.
Beato il giorno in cui non dovremo più far capo ad alcuna categoria e ogni persona verrà apprezzata per quello che integralmente e singolarmente è.
Purtroppo questa è una meta ancora lontana, forse irraggiungibile.
Le realtà delle donna è migliorata in molte parti del mondo, ma in altre resta miserevole.
Di cosa si tratti lo scopriamo ad esempio quando si parla di matrimoni combinati e di puro interesse o di pratiche come l’infibulazione.
Gli stessi processi avvenuti in Occidente non sono privi di contraddizioni e di cadute.
Anche le normative hanno fatto fatica ad aggiornarsi.
Basti pensare come non molti anni fa lo stupro fosse ancora considerato un reato contro la morale e non contro la persona.
Si aveva più rispetto per le regole scritte nella mente o sulla carta che per un corpo e uno spirito straziati.
Il lavoro femminile in Italia è cresciuto e ha trovato norme a difenderlo, ma la realtà spesso è dura.
Chiedere congedi per maternità mette a rischio i posti di lavoro e non siamo così intelligenti da permettere che tutto ciò accada, come se i bambini fossero meno importanti di un minimo di profitto in più.
Il mobbing è venuto a galla, ma è ancora assai difficile che venga denunciato e represso.
L’accesso alle carriere si è fatto più ampio, ma siamo ancora distanti da una diffusa parità nelle opportunità e nei ricavi economici.
Ciò che appare fermo o in arretramento è il rispetto sostanziale, quello che non deriva dalle norme e dalle tutele, ma si basa invece sulla consapevolezza e sulla responsabilità.
Vi è violenza fisica e psicologica, negli atti e nelle parole, per strada , sul posto di lavoro, a scuola e in famiglia.
L’insicurezza generale origina mostri e il cammino dei diritti resi concreti si fa più duro.
Percorrere fino in fondo il cammino intrapreso non è compito solo delle donne, riguarda tutte le persone di buona volontà.
Sergio Tazzer, il ligure
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