E’ ufficialmente nato il Partito della Libertà

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Il presidente ha battezzato ieri la nascita del Partito della Libertà nel bel mezzo di una ed entusiasta.
Introdotto dalla più giovane deputata della formazione, tale Annagrazia Calabria, si è poi profuso in un lungo discorso, condito di citazioni storiche, presagi, album dei riferimenti e per il futuro.
Né ha mancato di attaccare l’opposizione, ricondotta al solito e ormai stantio modello del chi non sa staccarsi dalle sue radici comuniste e aderire davvero alla democrazia.
Fa sorridere o stupire, ma si vede che funziona ancora.
La ribalta romana era certamente scenografica, condita di tutte le diavolerie mediatiche e degna di un colossal americano.
La evidentemente non madera i moderati

Ma non scherziamoci troppo.
L’evento è importante e porta a compiere un ulteriore passo della strana e recente del italiano.
Chi oggi ricorda l’assetto dei partiti nel corso della prima Repubblica, sa che razza di terremoti siano accaduti, fino a rendere irriconoscibile l’intero quadro.
C’è però da chiedersi se il percorso intervenuto sia riuscito o meno a migliorare la politica il paese.
Non solo, i vecchi problemi di autoreferenzialità e di chiusura negli interessi di casta e di lobby sono stati superati? L’Italia è oggi un paese più moderno ed europeo?
Lascio a voi la risposta.

Il nuovo partito nasce sotto buoni auspici elettorali, ma dovrà per forza confrontarsi con alcune difficoltà oggettive.
Da una parte vi è il peso della , dall’altra l’ di due possibili e diverse anime, che potremmo anche riassumere nella diatriba tra e .
Per il momento è il primo ad avere l’intera scena per sé, dopo essersi garantito il plauso della vasta schiera degli ex colonnelli di AN.
Il futuro potrebbe dare risposte differenti e comunque richiedere una gestione meno univoca.

Sergio Tazzer, il ligure

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