Fecondazione assistita: cade il limite dei tre embrioni

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La sulla è stata dichiarata parzialmente illegittima dalla Corte Costituzionale nella parte che limita a tre gli da impiantare, e nel suo non prevedere sufficienti tutele per la salute della donna nelle relative procedure.
La sentenza segue una serie di ricorsi presentati da associazioni e da singoli cittadini.
Occorrerà ora vedere quali esiti si avranno a livello operativo e se il Governo provvederà a in che termini a fornire nuove linee guida.

Si dimostra così forte la difficoltà a stabilire per settori critici sul piano e dei diritti individuali e collettivi.
La si è inizialmente sviluppata in Italia e nel mondo in totale assenza di regole.
Come oggi sempre più spesso accade, lo sviluppo scientifico e tecnologico ha prodotto anche qui esiti in mancanza di direttive chiare di indirizzo e di controllo.
E tutti possiamo ricordare lo strano mercato cui aveva dato origine.
Accanto alla soluzioni di problemi reali in forme comprensibili, molto altro accadeva.
Non ricordate forse? Uteri in affitto, banche del seme sorte ovunque e all’improvviso, dissidi tra mamme presunte e reali..
Naturale che si dovesse quindi prevedere una qualche legge diretta a contenere le casistiche e a proporre un ragionevole tra diritti e cautele.
Purtroppo si è voluti andare oltre in termini restrittivi, senza considerare l’aderenza delle al dettato costituzionale e, direi, allo stesso buon senso.

Si tratta certamente di questioni controverse sul piano perchè attengono il che cosa sia vita e fino a dove deve situarsi il rispetto dell’embrione: occorre essere prudenti ma anche saggi.
Ciascuno deciderà in cuore proprio ciò che è giusto o meno, ma una legge, se si applica a un settore, deve poter funzionare al meglio e risultare coerente e cautelativa in tutti i suoi passaggi.
Quella in vigore aveva le sue debolezze, dovute a un eccesso di ideologia.
A nostro monito rimangono comunque quegli strani depositi frigoriferi dove vengono tenuti gli in eccesso, non si sa fino a quando e a che scopo.
Mostrano le nostre incertezze nel definire lo statuto della vita, a fronte dell’esuberanza tecnologica.
Sullo sfondo non c’è, forse, la tanto temuta eugenetica, ma la confusione sì.

Sergio Tazzer, il ligure

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