Il Fondo Monetario Internazionale prevede una lunga crisi

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Il lancia l’allarme.
La crisi sarà ancora lunga e impegnativa e ci vorranno poi alcuni anni per garantire una lenta e graduale ripresa.
Per il prossimo futuro non ci sono quindi grandi speranze, se non a livello settoriale e fino a quando dureranno i sostegni governativi.
Il guasto provocato all’economia è infatti profondo.
I terremoti in ambito finanziario si sono infatti combinati con un rallentamento naturale delle produzioni e dei consumi.
Ora è difficile risalire la china e occorrono, secondo gli esperti, azioni concertate tra i paesi più importanti del pianeta.

Il Fondo chiede adeguate politiche finanziarie, fiscali, di bilancio e di sostegno, che non sarà agevole congegnare.
I si sono già prodotti in numerosi e costosi interventi e ora hanno il fiato corto.
Ne sappiamo qualcosa anche noi, in Italia, visti anche i problemi procurati dal terremoto in Abruzzo.
I mondiali sembrano indirizzati allo sviluppo di un certo grado di collaborazione internazionale.
Occorrerà vedere se potranno agire ancora o se i vincoli di bilancio ne limiteranno il quadro di azione.

Alcuni segnali positivi ci sono, per esempio nel mercato dell’auto in Europa, dove gli incentivi sembrano aver colto nel segno, limitando le perdite.
Ma anche qui sarà da vedere quanto la spinta durerà e se sarà affiancata dal risorgere di ulteriori settori.
Di altro segno ciò che sta avvenendo in Cina, dove gli indicatori di sviluppo hanno pesantemente rallentato.
Siamo, insomma, in campo aperto e occorre , sia nelle previsioni sia nelle proposte da avviare.
Le stesse svolte promesse da Obama aspettano di essere valutate nel loro impatto effettivo.
La sensazione è che senza sarà davvero difficile rimettere in piedi l’economia.

Sergio Tazzer, il ligure

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