Povere democrazie nostre, così sfiancate
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Se si esclude il caso di Obama, oggi le leadership occidentali appaiono in difficoltà e alquanto sbiadite.
Anche apparenti fenomeni, come Sarkozy e Zapatero, sono in fase calante.
Nei fatti è tutta la politica a faticare di fronte alla crisi e al nuovo passo che il mondo richiede per uscirne.
Lo scandalo che ha colpito il Regno Unito e di cui ho trattato in un precedente articolo dimostra quanto sia complicato uscire da una nozione affaristica e di piccolo cabotaggio dell’impegno parlamentare e governativo.
La sensazione e che non ci siano orizzonti ideali e che tutto si disperda nella gestione del presente.
L’estraniamento che la politica ha subito lunghi anni a causa del prevalere assoluto dell’economia e della finanza, sembra renderla debole e incerta, ora che ha recuperato le sue reali responsabilità.
Il problema è che il panorama di valori e di orientamenti di prospettiva è stato desertificato.
Le nozioni di destra e sinistra appaiono confuse e non si vede ancora, all’orizzonte, chi possa portare il nuovo.
La democrazia stessa si svuota, a causa di una crescente disaffezione che i cittadini avvertono per un sistema che funziona male e spesso alle loro stesse spalle.
Gli Stati Uniti soli paiono aver scommesso per un effettivo rinnovamento, forse proprio perché sono stati i più devastati dalla crisi in corso.
Noi appariamo più stanchi.
Si riattiizzano le proteste ma non sembrano trovare una sponda tra i partiti tradizionali.
Manca un dibattito vero ed è come se si aspettasse che la burrasca passi per tornare all’antico.
Qualcosa si vuole fare per rimettere in piedi la baracca, c’è forse più coesione e più volontà di trovare insieme delle vie, ma il vuoto valoriale è notevole.
Oggi come non mai occorrono invece forze rinnovate da una nozione alta della politica che superi la pura gestione.
Le democrazie devono recuperare i loro nessi con la solidarietà, i diritti e la partecipazione diffusa.
Non abbiamo bisogno di una casta mondiale che decide al posto nostro, ma di una riscoperta della comunicazione di base tra cittadini attenti e partecipi e forze politiche sensibili e propositive.
Senza orientamenti ideali e volontà oneste non si va lontano e il disagio è destinato a crescere.
Sergio Tazzer, il ligure