Lode alla memoria di Falcone e Borselllino.
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Ieri ricorreva l’anniversario della strage di Capaci in cui perse la vita Giovanni Falcone insieme con la moglie e la scorta.
Accadeva diciassette anni fa e dopo due mesi un altro attentato causava la morte di Pietro Borsellino.
Con queste due perfide azioni la mafia pensava di mettere alle corde lo Stato e di costringerlo a più miti pensieri.
I due magistrati simbolo della lotta contro Cosa Nostra rimasero sul terreno ma l’Italia e Palermo finalmente reagirono.
Proseguirono le indagini, si considerarono con attenzione le piste già battute e venne allestito il maxiprocesso che condusse alla sbarra e fece condannare una congrua messe di criminali.
Il presidente Napolitano, prima nell’aula bunker dove si tennero quelle famose udienze, poi a GIbellina, nel Belice, ha ricordato i tragici fatti, lodando la memoria dei due magistrati caduti e invitando a proseguire la bonifica sul piano sia operativo che culturale.
Ha inoltre raccomandato il rispetto tra le istituzioni, con chiaro riferimento alle polemiche condotte dal premier contro il Parlamento e la Magistratura.
La sorella di Falcone, sempre in prima linea, ha indicato i segni di speranza che di anno in anno emergono e fanno pensare a una possibilità vera di battere la mafia proprio sul terreno del consenso e della rassegnazione che ha sempre prodotto.
Anche i ministri presenti e la Marcegaglia per la Confindustria hanno sottolineato i nuovi sviluppi economici e strutturali su cui verte il contrasto alla criminalità organizzata.
E proprio sul vile denaro bisogna insistere, ma anche sui versanti politici di sostegno e di raccordo, rispetto ai quali non si è mai fatto molto.
Solo se le si fa terra bruciata intorno è possibile spodestare la mafia.
Finchè rimangono gli appoggi occulti e non si danno alternative concrete ai giovani sarà difficile portare alla vittoria lo Stato e la società civile.
Sgombrare il campo dagli equivoci è estremamente necessario e la politica deve essere in primo piano nel ripulire i propri quadri dalle persone dubbie e dai sostegni impropri.
Non solo, deve dare speranza e accompagnare l’opera dei magistrati, delle forze dell’ordine, delle imprese coraggiose e dei cittadini liberi con interventi limpidi e ed esempi maturi e generosi.
Sergio Tazzer, il ligure
Agosto 17th, 2009 at 12:05
IN QUESTO PAESE CHE è A PEZZI ABBIAMO AVUTO LA FORTUNA DI AVERE UOMINI COME FALCONE E BORSELLINO,MIO PADRE ERA UN M.LLO DI P.S. FACEVA IL SUO LAVORO CON AMORE ED HA SERVITO QUESTO STATO PER 42 ANNI,SONO CONTENTA SOLO CHE NON HA POTUTO VEDERE CHE FINE HANNO FATTO GLI ITALIANI IN MANO ALLE MAFIE ED AI POLITICI CORROTTI.
GRAZIE DELLO SFOGO.