Pregi e limiti del voto
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Oggi e domani, come ben sappiamo, si tengono le elezioni europee e le amministrative.
Siamo tutti chiamati al voto, secondo quello che è un caposaldo della democrazia.
E’, questa, la modalità che ci permette di scegliere i nostri rappresentanti, cui conferiamo una delega.
Come va intesa questa delega?
Non è mai assoluta, ovvero non dà a chi ne gode una possibilità illimitata di progettare e di agire.
Si esercita all’interno delle leggi e delle norme e deve rispondere all’universalità dei cittadini, oltre che ai diretti elettori.
Se viene intesa in senso più generale e tenta di svincolarsi dal sistema di regole che presiede ai funzionamenti delle diverse istituzioni, si rischiano svolte autoritarie.
Bisogna sempre ricordare che con regolari votazioni sono saliti al potere sia Mussolini che Hitler.
Il voto è quindi incluso in una più vasta rete di tutele democratiche che ne salvaguardano e delimitano il senso.
Attenzione, poi, a come ci è permesso di scegliere.
Con l’attuale legge elettorale i partiti presentano liste bloccate, rispetto a cui avviene la selezione.
Ci è così impedito di votare in termini del tutto autonomi i candidati che vogliamo.
Ciò significa che chi viene eletto è più legato alle segreterie dei partiti che a noi e questa è una lesione autentica dei nostri diritti e una possibilità in più perché la politica si riduca a un gioco di casta.
Un altro riferimento utile per verificare la libertà del voto sta nel come i cittadini vengono informati delle diverse proposte e posizioni.
Più il dibattito è ampio e concreto è più è possibile farsi delle opinioni.
Qui hanno grande ruolo i mezzi di comunicazione.
Se sono autenticamente liberi ci aiutano, altrimenti ci sviano.
Chi vince, infine, non può mai dimenticare i diritti della minoranza, che deve essere consultata soprattutto quando si tratti di riforme strutturali.
Il voto non autorizza a far tutto da sé, anche perché è relativo a una specifica legislatura e non può estendere i suoi significati all’infinito.
Attenti, quindi, a chi pensa che le elezioni siano una lotta per la morte e per la vita.
Sergio Tazzer, il ligure