Le costanti provocazione della Corea del Nord
Leggi tutti gli articoli di Sergio Tazzer
La Corea del Nord non si smentisce e prosegue nelle sua azioni inconsulte.
Il regime di Kim Song-il non abbandona lo scenario internazionale e prosegue a programmare test missilistici.
Cosa tema o voglia non si capisce bene, ma l’eccessivo isolamento fa male a tutti e il volersi inattaccabili dà sempre le vertigini.
Intanto si preparano nuove sanzioni per ridurre a più miti consigli quel Governo stranamente bellicoso.
Se ne discuterà presto all’ONU.
L’escalation non si arresta e ogni giorno ne spunta una nuova.
Ieri si è trattato di una notizia che impressiona.
Due giornaliste americane, ma di origine orientale, Euna Lee e Laura Ling sono state condannate a ben dodici anni di lavori forzati.
E’ uno schiaffo agli Stati Uniti e una sorte terribile per le povere malcapitate.
Che hanno mai fatto?
Stavano curando un’inchiesta sull’emigrazione nord coreana verso la Cina, presso i confini con quel paese.
Lavoravano per Current, media capitanato da Al Gore
Sono state prese e arrestate con le solite accuse infamanti.
Il tema dalla migrazione oltre confine non piace alle autorità nordcoreane.
Crea discredito, ma costituisce un’inequivocabile realtà.
Sono ormai un vero e proprio fiume li persone disagiate e poverissime che scappano per sottrarsi alle condizioni miserevoli in cui sono costrette a vivere.
La fame attanaglia il paese, mentre i vertici si consentono ogni sorta di libertà e fanno gli sbruffoni davanti all’intero pianeta.
Obama si è detto preoccupato e a ragione.
A Pyongyang non si scherza.
Verranno allora le sanzioni e impoveriranno ancor più una popolazione già stremata.
A pagare è sempre chi non c’entra nulla.
Sergio Tazzer, il ligure