Leader bellicosi e il mondo tossisce

I toni si fanno duri, le seguono e dopo come si fa a fermarsi?
Lo è calcato da che scherzano con il fuoco.
È un segno che deve invitarci a pensare.
Perché le folle spesso applaudono ed è accaduto già più volte nella storia, anche recente, con i risultati che sappiamo.
Dal nostro pacifico osservatorio europeo non riusciamo a scorgere tutti i torrenti impetuosi che squassano il panorama della terra.
Se anche ci parlano di e dure, di milioni di profughi scuotiamo il capo e lo giriamo dall’altra parte.
Sono sempre troppo lontane dai nostri confini.
Eppure non è vero.
I conflitti incrementano l’emigrazione, mettono a rischio l’economia, a parte il settore militare, e ogni ulteriore tensione che dovesse aprirsi un poco più arzilla e prossima potrebbe peggiorare la crisi.
Che accadrebbe se Israele decidesse di bombardare gli impianti per l’arricchimento dell’uranio in Iran?
Che succederebbe se tra le due Coree dovesse capitare un improvviso incidente?

C’ è in giro una grande irresponsabilità.
Si esagera nelle parole ma anche nelle azioni.
Lo sprezzo per l’atro domina e uccide la pace.
E le nostre società non sono immuni dal .
La politica, divenuta povera di contenuti e di capacità, deve sbraitare a ogni piè sospinto.
Le relazioni si incanagliscono e i pregiudizi dilagano.

Obama ha tentato di indicare una via alternativa e continua a proporre dialogo: forse è giunto troppo tardi:
Il mondo è squilibrato e lo si avverte; è un sistema che tossisce e smania.
I grandi leader mondiali devono capirlo: la solita minestrina non basta; occorre una cura nuova, sostanziosa e protratta nel tempo

Sergio Tazzer, il ligure

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