Un pianeta a rischio desertificazione
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Un pianeta a rischio desertificazione
Ieri si è tenuta la “Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità” promossa dall’ONU.
E’ l’ennesima delle scadenze con cui tentiamo di rammentarci quali problemi comporti uno sviluppo umano privo di limiti e di saggezza.
I mutamenti climatici in corso rischiano infatti di renderci la vita molto dura e vediamo il perché.
Si parla di un miliardo di persone attualmente minacciate dall’inaridirsi delle terre e dalla mancanza di acqua.
Ben un milione di profughi all’anno si formerebbero solo per tali motivi e gli scenari futuri spaventano.
L’Africa è il continente più colpito e si prevedono, da qui al 2020 migrazioni epocali verso il Mediterraneo e verso l’Europa, se nulla dovesse cambiare.
Dietro questi dati ci sono persone concrete che non hanno più di che coltivare e sfamarsi o che bevono da finti quasi esaurite e inquinate, con i relativi rischi per la salute che tutti possiamo immaginare.
Già oggi, del resto, il pianeta è arido per il 47% delle terre emerse.
L’Italia non manca di preoccupare.
Si muove verso la desertificazione circa il 21% del nostro territorio, in particolare nelle regioni meridionali.
Ma un allarme giunge anche dalle regioni montuose, lanciato dalla Convenzione delle Alpi.
I mutamenti del clima qui si congiungono con il cattivo impiego delle risorse d’acqua.
Troppe ne vanno impiegate per la produzione di energia idroelettrica, per l’agricoltura e per il turismo.
Un domani con fiumi e torrenti di portata ridotta e con il Po quasi in secca non è pi così utopistico, soprattutto se non si avranno ripensamenti nell’impiego del territorio.
Inutile dire che il quadro esposto dovrebbe mobilitare la politica ai più alti livelli nazionali e internazionali.
Qui i rischi concernono la vita quotidiana dei cittadini ma anche le stesse prospettive di tenuta economica ed è per questo che occorre ripensare l’intero modello di sviluppo, se non vogliamo veder moltiplicata la gramigna delle crisi.
Sergio Tazzer, il ligure