Cresce la disoccupazione nel nostro paese

Le cifre vere cantano e sono difficili da smentire.
L’ rivela e c’è poco da festeggiare.
Nel primo trimestre di questo 2009, se ci paragoniamo allo stesso periodo dello scorso anno, si sono persi ben duecentoquattromila posti di lavoro e cui centoquattordicimila nel Mezzogiorno.
Il giunge così a toccare il 7,9% e, come già si sa, le previsioni per il prossimo futuro sono nere.
Era da anni che non si presentavano problemi del genere e siamo solo all’inizio
Qui si parla quindi di un’emergenza seria che testimonia come la crisi non sia solo il frutto di un pessimismo senza ragione.
Il mercato del lavoro, tra l’altro, è oggi in frenata, perché molti imprenditori prima di assumere vogliono comprendere dove andremo a parare.
Nessuno ha voglia di correre rischi, in questa condizione di insicurezza e di debolezza.
Difficile quindi reimpiegarsi e i dolori non si fermano qui.
Dobbiamo considerare tutti i cassintegrati e i precari con il futuro in forse e i redditi compressi.

Tutti gli studi europei concordano nel dare per certo un ulteriore aumento nei prossimi mesi della disoccupazione fino a oltre il 10%.
Come avrete constatato, in Italia ci siamo già vicini.
Gli attuali ammortizzatori sociali contrastano solo in parte le difficoltà di chi perde il lavoro.
Non consentono alcuna tranquillità e troppe famiglie risultano a rischio bancarotta.
Ieri ho trattato del pericolo sfratti.
Ma è tutto il processo economico a decadere se i numeri di chi ha scarsi redditi si fanno elevati.
La ripresa stessa non avrebbe a che appigliarsi.

Gli che invitano il a prendersi carico di tali scompensi non hanno finora trovato ascolto.
Forse bisognerà aspettare la fine di questo turno delle amministrative, ma di progetti nuovi non si è sentito affatto parlare.
Tergiversare ancora sarebbe deleterio e il disagio sociale potrebbe esplodere da un momento all’altro.
E’ qui che si vede davvero quanto valga chi guida il vapore.

Sergio Tazzer, il ligure

Articoli simili

Leave a Reply