La guerra sporca della banda Bush

Cosa abbia combinato l’ nel corso del suo mandato lo si viene a scoprire chiramente ora, con rammarico ma senza sorprese.
La cosiddetta lotta contro il terrorismo è stata condotta in termini che fanno pensare e inorridire.
Nel corso della guerra in almeno millecinquecento catturati vennero barbaramente uccisi da parte di un signore della guerra amico degli americani e al soldo della .
I resti, fatti opportunamente sparire, i sono stati da poco trovati ed è scoppiato l’ennesimo .

Perdi più si sa ormai cosa sta dietro alle tante nefandezze compiute nelle carceri stile Guantanamo e Abu Graib.
Vi erano precisi e segreti che partivano direttamente dalla Casa Bianca e miravano a far capire fino a che punto ci si potesse spingere negli interrogatori contro i presunti terroristi catturati e detenuti.
Il sospettato numero uno è il cattivo per eccellenza: l’ex vicepresidente Dick Cheney.
Difficile però che Bush non ne sapesse nulla.
Chi invece non era stato informato come di dovere era il e qui si aprono scenari del tutto nuovi.
Parte infatti un che potrebbe giungere a incriminare tutti quei membri dell’amministrazione presidenziale che avessero preso parte alla faccenda.
Potrebbero essere solo la famosa punta dell’iceberg.

non aveva premuto più che tanto per scoprire la verità.
Il suo interesse è per l’oggi e per il domani, tutte le altre sonno partite scomode e potenzialmente lesive.
In gioco non c’è infatti soltanto la banda Bush ma la credibilità complessiva della democrazia americana che si è fatta turpi lanare a piacere.
No n è una bella figura di fronte al mondo quella che gli Stati Uniti fanno, anche se ora si è cambiata rotta.
La realtà tuttavia preme e il nuovo presidente non ha potuto che dare il via libera alla ricerca della verità, quale chi essa sia.
E’ ormai cerro che ne sapremo e ne vedremo delle belle.

Sergio Tazzer, il ligure

Articoli simili

Leave a Reply