Nuove indagini sulle morti di Falcone e Borsellino
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Sentori di retroscena misteriosi intorno alle attività della mafia ve ne sono sempre stati.
Per lungo tempo si è parlato del cosiddetto terzo livello, ipotizzando accordi tra la criminalità organizzata e settori delle politica, dell’alta società e dei cosiddetti poteri forti.
Diversi processi hanno lasciato intravedere scenari interessanti su questi connubi, ma non si è mai potuto condurre l’analisi fino in fondo e mettere alla sbarra tutti coloro che lo meritavano.
Si ricordano polemiche a non finire intorno alle accuse poste ad Andreotti e ai suoi sodali politici nel territorio siciliano.
Ora sembra ritornare una nuova stagione di indagini pesanti.
L’oggetto sarebbero gli attentati di Capaci e di via D’Amelio in cui perirono rispettivamente Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
Erano i magistrati di punta nella lotta contro la mafia, quelli che erano riusciti a penetrarne i segreti e forse ad affacciarsi al contesto più ampio e cupo in cui agiva..
Non a caso vennero colpiti in uno dei momenti più tragici del confronto tra lo Stato e la peggiore criminalità del paese.
Chi si muove oggi è la procura di Caltanissetta.
L’ipotesi gira intorno a un possibile coinvolgimento di apparati deviati dei nostri servizi segreti.
Si cerca, in particolare, uno strano individuo, un agente detto lo sfregiato.
La sua presenza, costante e misteriosa, sarebbe stata notata nei pressi delle due stragi e di precedenti episodi di intimidazione.
Potrebbe sapere e dire molto, se lo so si riuscisse a interrogare.
La storia italiana presenta numerosi lati oscuri.
Intorno alla mafia si sono mossi interessi inconfessabili.
Denaro e potere vivono l’uno accanto e spesso si intrecciano in una morsa infernale che soffoca la verità e la giustizia..
In Sicilia questo accordo ha un significato del tutto particolare.
L’omertà e le minacce proteggono il sottosuolo dove si incontrano i potentati più diversi, segreti e palesi.
Smuovere la crosta ha significato e significa a tutt’oggi la morte.
Eppure proprio da questa operazione può venire per l’isola la sola speranza di un pieno riscatto.
Sergio Tazzer, il ligure