Tornano in Spagna le bombe dell’ETA
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Tra le risorse principali della Spagna c’è il turismo.
Questo è tanto più vero per le località balneari.
Pensate quindi a un isola come Maiorca, che ha nell’ospitalità e nella ricettività la sua fondamentale opportunità economica.
Ebbene proprio nei pressi del capoluogo, Palma, si è verificato ieri un attentato attribuito all’ETA, l’organizzazione armata che lotta per l’indipendenza delle regioni basche.
Un fuoristrada delle Guardia Civil è saltato in aria, causando l’uccisione di due poliziotti.
Un’altra ordigno è stato poi trovato, nei dintorni, per fortuna inesploso.
L’episodio richiama l’analogo tentativo operato a Burgos poco tempo prima che non aveva provocato vittime per puro caso.
Solo, si fa per dire, sessantacinque feriti, per lo più non gravi, ne erano stati l’esito.
L’ETA avrebbe quindi iniziato le sua campagna estiva, sulla base modelli già sperimentati in passato.
La volontà di colpire le forze dell’ordine, ma ancor più la Spagna stessa, nella sua immagine esterna, è chiara e definita.
Incidere sul turismo, comprimendolo proprio nelle località più emblematiche, sarebbe un colpo duro inflitto all’intero paese.
Per questo si temono, ora, ulteriori colpi bassi.
In questi ultimi anni l’ETA è stata duramente colpita nei suoi stessi vertici.
Ha probabilmente perso buona parte dell’appoggio popolare.
I paesi baschi godono oggi di un’autonomia molto ampia e di un notevole benessere economico e sociale.
Non mancano però settori, anche importanti, che continuano a pensare a una piena indipendenza dallo stato spagnolo..
Pur tuttavia la scelta armata non paga.
L’organizzazione deve allora farsi sentire, per non perdere per lo meno gli agganci con l’immaginario delle persone e continuare a valere qualcosa anche in prospettiva politica.
Altra alternativa non se ne dà, se non lo scioglimento e la fine del sogno insurrezionale.
Sergio Tazzer, il ligure