Ma e’ proprio inevitabile che l’Italia a ogni estate bruci?

Fa caldo, siamo d’accordo, ma quante volte ci hanno spiegato che alle nostre latitudini e condizioni le possibilità di autocombustione in grado di provocare roghi sono quasi inesistenti.
E allora perché ad ogni estate che viene il territorio nazionale brucia?
Ieri, ad esempio, sono scoppiati ben settantatre boschivi.
La palma della regione più colpita spetta, ancora una volta alla (34 episodi), seguita, ma guarda un po’, dalla (13 episodi).
Dobbiamo sempre pensare ai piromani, agli sfaccendati e pericolosi turisti, alla cicca gettata a casaccio o alla cura becera del bosco da parte dei soliti agricoltori improvvisati del fine settimana?
C’è anche questo e parliamo di che manca e di un approccio all’ambiente malato o comunque da incubo.
Se però si guarda alle localizzazione e a quanto talora si scopre, nonché alle dinamiche sospette di molti roghi cosa si scopre? Che il dolo imperversa.

Intorno agli se ne raccontano da anni di tutti i colori.
Ci sarebbero gli del rimboschimento, della destinazione delle aree e del loro impiego, dell’urbanizzazione forzata, dietro a tanti focolai.
E spesso si parla di .
Non è anche qui un caso se le regioni più colpite sono anche quelle che hanno il peggiore inquinamento fluviale e marino.
I fatti insomma si tengono e dimostrano quanto latiti il controllo reale del territorio.

Oggi come oggi gli strumenti di contrasto sono migliorati, ma l’ tuttavia non decresce.
Ogni volta che le condizioni sono favorevoli è tutto un bruciare di boschi da un capo all’altro della penisola.
Interi polmoni verdi vanno così perduti e la desertificazione cresce con tutti i danni idrogeologici che ne possono derivare, per il dilavamento e il cedimento di crinali e versanti denudati e spogli.
Il pregio del territorio a sua volta decresce fino a scomparire.
Ma agli speculatori tutto questo non importa niente e poco ne cale anche a molteplici amministratori disonesti, corrotti o anche semplicemente, indolenti, inetti e impreparati.
Punire con severe va bene, ma qui occorre soprattutto la e quindi regole certe e applicate in tutto il paese, senza sconti né salti di responsabilità.

Sergio Tazzer, il ligure

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