Immigrazione: il fronte sud chiama l’Europa

Sula gestione dei l’ latita.
Queste sono le considerazioni e le lamentele del ministro degli Esteri .
La scatenata dalla avvenuta nel Mediterraneo ha posto in difficoltà il Governo che si sente accerchiato.
Anche la Chiesa ha avuto parole dure, così come le principali associazioni umanitarie.
Seguire la Lega nelle sue virate razziste non ha fatto bene all’esecutivo, serve soltanto a rinforzare Bossi.
Per il resto i problemi esistono sul serio e sarebbe miope gettarli addosso soltanto a Berlusconi e compagnia.
non ha tutti i torti.
L’Italia e Malta, costantemente ai ferri corti, sono costrette a gestire pressoché da sole l’imponente flusso che dall’Africa punta a nostri ricchi paesi..
Un minore impatto lo ha la Spagna, per il resto tutti abbastanza tranquilli o meno preoccupati.

L’Unione Europea per ora glissa: se ne parlerà a fine ottobre.
Nei fatti nemmeno l’ultimo tragico episodio serve a dare la sveglia su un tema così importante e difficile da gestire.
La responsabilità deve essere comune e muoversi su più direzioni.
Ma il nostro continente ha e da noi troppo si gioca sul filo della retorica.
Il della penisola, la Sicilia in particolare, sono il canale d’accesso naturale e più seguito e l’attuale crisi non può che accrescere i flussi di chi cerca altrove l’indispensabile che la patria non gli concede.
Solo un approccio globale può consentire, al tempo stesso, di diminuire i flussi e di gestirne meglio e con umanità l’.
Dobbiamo aiutare i paesi dell’Africa a crescere: si tratta di elementare giustizi ma anche del nostro stesso interesse.
Per il resto vanno adottate politiche serie di integrazione, concordate da tutti i paesi europei, sulla scorta di una .
Molti che giungono in Italia non vogliono fermarsi nel nostro paese, magari cercano di raggiungere altre mete.
Solo conoscendo ed essendo preparati possiamo quindi adottare le soluzioni di volta in volta migliori.

Sergio Tazzer, il ligure

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