Salpa il grande centro: verso quali lidi non si sa
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Casini chiude gli stati generali dell’ipotizzato grande centro a Chianciano e magnetizza e inorgoglisce la platea.
Gode della presenza di Fini e Rutelli, quasi le due ali di un possibile futuro differente.
Scaglia saette contro Bossi, afferma di non temere elezioni anticipate e giudica che una maggioranza senza Lega la si potrebbe trovare in Parlamento in soli dieci minuti.
Composta da chi non si sa.
Il disegno generale è chiaro, porsi oltre l’orizzonte del bipartitismo in crisi e magari pure del bipolarismo, per una riedizione del centro pigliatutto, terra per i moderati e argine contro le eccedenze esterne.
Il pensiero va anzitutto e ovviamente all’elettorato cattolico, ma non disdegna altri orizzonti.
L’intento è di raccogliere i delusi dei due schieramenti, sfruttando anche le difficoltà odierne del berlusconismo.
Casini sa, tra l’altro, di essere il possibile ago della bilancia per le prossime elezioni regionali e lascia che ogni scelta crogioli per benino, fino a individuare il più conveniente e generoso compagno di viaggio.
Non ha direzioni preferenziali e attende offerte.
Ha chiuso anche con la Santa Alleanza propostagli da Franceschini,m irridendola.
Desidera le mani libere.
Ha futuro un progetto del genere?
Sul piano dei contenuti va ancora chiarito: che c’è di nuovo sotto il sole, tale da attrarre e convincere chi finora ha guardato altrove?
Si tratta esclusivamente di forme o anche di sostanza?
Se il bipartitismo è in crisi, non lo è il bipolarismo e l’unità dei cattolici è ormai da tempo perduta.
Complicato rievocarla così come esigere piena rappresentanza dei cosiddetti moderati, posto siano mai esistiti e sussistano ancora.
Casini ha piuttosto la possibilità di vendere cara una possibile intesa con terzi e di sperare in uno sviluppo futuro.
In questo senso può anche proporre la difesa dei suoi valori di fondo.
Oltre, al momento, non vi è strada, se non un puro programma di testimonianza e di paziente attesa.
Sergio Tazzer, il ligure