Yemen: il conflitto sconosciuto
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Dello Yemen si tratta talvolta e in positivo per le bellezze straordinarie delle sua preziosa architettura, per il fascino degli scenari naturali, per le peculiarità della cultura.
Se ne è anche parlato in occasione dei numerosi rapimenti di turisti avvenuti negli ultimi anni, segno ed esito dei frequenti e costosi dissidi tribali che vi albergano: e qui si è aperto uno spiraglio sulla frammentarietà sostanziale del paese.
Poco si sa invece di un vero e proprio conflitto che oppone l’esercito governativo ai ribelli del nord.
Questi ultimi sono sciiti, sempre islamici ma di credo differente rispetto al resto degli yemeniti che sono invece sunniti.
Inseriti nello stato dal 1962, dal 2004 lottano per ottenere una sostanziale indipendenza.
Vorrebbero ripristinare il potere temporale della loro guida spirituale, l’iman zaidita della provincia.
Né si limitano a protestare, ma hanno aperto un vero e proprio fronte armato.
E’ di ieri la notizia di un attacco che i ribelli hanno portato contro il palazzo presidenziale sito a Saada capoluogo del nord, ai confini con l’Arabia Saudita.
Volevano conquistare quello che viene considerato come un vero e proprio simbolo del potere avverso.
Il tentativo è fallito e la risposta dei governativi è stata durissima.
Sul terreno sono rimasti almeno centoquaranta morti.
Il tutto è accaduto dopo la proclamazione di una fragile e breve tregua, malamente rispettata.
Pochi giorni prima, e ne avevo dato nota in un precedente articolo, si era registrata un vera e propria strage di civili: ottantasette morti che si trovavano dove non avrebbero dovuto essere, presi per quel che non erano.
L’esercito governativo li ha bombardati, pensando che vi si nascondessero dei ribelli.
Questo e non altro significa oggi vivere in territorio di guerra.
Conflitti del genere vengono alimentati dallo spaventoso traffico di armi che invade il pianeta.
Senza questa vasta possibilità di rifornimenti non avrebbero possibilità di svilupparsi in questi termini diffusi e distruttivi.
L’Occidente, principale produttore e venditore di ordigni mortali, non ha nulla da dire?
Sergio Tazzer, il ligure