Elezioni in Germania: conferma della Merkel e svolta conservatrice
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Tedeschi alla svolta: lo determinano le elezioni di quest’ultima fine della settimana.
Si passa dalla grande coalizione a un governo maggiormente conservatore orientato sull’asse Cdu-Csu più i liberali del FDP.
Lo consentono i risultati e le relative rappresentanze parlamentari.
Il primo super partito, guidato dal cancelliere confermato Angela Merkel, ha ottenuto, secondo le ultime proiezioni, il 33,8 %: un calo comprensibile che non crea problemi.
Pieno è invece il successo del’altra componente la nuova intesa, formazione votata dalle classi più ricche e gratificata di un rilevante 14,6 %.
Perdono invece e molto i socialdemocratici della SPD, che raccolgono il peggior risultato storico dal 1949.
Sono loro, non troppo stranamente, ad aver pagato il maggior prezzo per la crisi.
Non a caso se la passano meglio le formazioni si sinistra, che raccolgono ottimi risultati: il 21, 4 % la Linke di Oskar Lafontaine e il 10,1 % i Verdi.
Che significato dare al voto?
La sinistra moderata paga ancora una volta il suo essere né carne né pesce.
L’incapacità di indicare una vera alternativa penalizza chi ha comunque condiviso fino a oggi responsabilità di governo e non può quindi reclamare alcuna verginità rispetto a quanto è accaduto.
Coloro che più pagano la crisi o non hanno votato o hanno scelto le formazioni della sinistra più radicale.
I votanti si sono assestati intorno al 72 % degli aventi diritto: un vero record negativo, prova di una disaffezione verso la politica.
Chi ha invece gradito il modo in cui il Governo tedesco ha affrontato la crisi ha scelto la Merkel.
Né deve stupire il successo dei liberali: è da anni che non condividono responsabilità di guida e non partecipano a coalizioni.
Nessuno può accusarli di alcunché e portano i dote la solita e gradita volontà di ridurre le tasse.
Il leader della SPD Steimeier avrò il suo da farsi per recuperare, non tanto e non solo i consensi perduti, ma una politica al partito.
La Merkel potrà invece mutare assetti e operare scelte più libere, anche se ha confermato l’ovvia volontà di rappresentare tutti i tedeschi.
Non è detto, tuttavia che avrà vita facile: il silenzio dei non votanti è un gran brutto segnale.
Sergio Tazzer , il ligure