Prime aperture sul nucleare iraniano
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Quando la demagogia lascia il posto alla trattativa e alla realtà i risultati si vedono.
Bene hanno fatto gli Stati Uniti a non insistere sulle sanzioni possibili, senza prima aver ascoltato i propri interlocutori sotto accusa.
Corretto il comportamento degli iraniani, i quali hanno invitato gli esperti dell’AIEA nel proprio paese per le previste verifiche.
In poco tempo trent’anni di freddezza e di totale incomunicabilità sono stati superati da un dialogo franco ma produttivo.
Lo affermano tutti i partecipanti ai colloqui di Ginevra sul nucleare di Teheran.
La riunione ha interessato i cosiddetti 5 + 1 (USA; Russia, Cina, Gran Bretagna Francia e Germania) e i rappresentanti della repubblica islamica.
Obama ha parlato di un messaggio chiaro e univoco inviato dalla comunità internazionale al regime degli ayatollah
I suoi negoziatori hanno tuttavia ben accolto la nuova disponibilità iraniana, che ha anche compreso la proposta di far arricchire presso un paese terzo (prevedibilmente la Russia) il proprio uranio.
La Francia ha insistito con forza nel chiedere l’immediata apertura del sito tenuto segreto alle ispezioni.
E’ probabile che venga accontentata.
I contatti verranno comunque ripresi prima delle fine di ottobre ma importante è che l’atmosfera sia stata serena e favorevole allo sviluppo di intese concrete.
L’Iran, più che dell’arma nucleare, ha bisogno di uscire dall’isolamento in cui si trova da troppi anni.
E’ del resto un interlocutore necessario per la risoluzione di parecchie crisi, tra cui quella afghana.
Naturale che si gettino dei ponti reciproci, anche se un passato di costanti incomprensioni non lo si supera in un attimo
Le ultime vicende che hanno interessato le elezioni iraniane e le repressioni della protesta avvenuta a Teheran non agevolano il dialogo, così come insospettisce il segreto mantenuto dagli iraniani sul proprio sviluppo nucleare.
Oggi è però tempo di lasciare gli indugi e i fumi di guerra per provare a capirsi.
Il primo passo è stato compiuto, altri dovranno seguirne per stemperare un’atmosfera fattasi cupa.
Sergio Tazzer, il ligure