Berlusconi e dintorni: problemi vecchi per una politica imbalsamata
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Per chi ragiona sono tempi duri.
Vecchi problemi ci vengono presentati come assolute novità.
Sulle sentenze che riguardano più o meno da vicino il premier scoppia il solito cicaleccio.
E ora tutti guardano alla sorte dell’ormai mitico Lodo Alfano.
Se la Corte Costituzionale lo boccia che succede?
E’ un fatto politico? L’ultimo assalto dei poteri forti che vogliono gettare al macero la democrazia elettiva per odio verso Berlusconi?
Se la memoria non vi manca, questa è una storia vecchissima, ormai decrepita.
Il polverone però scatta sempre e non lascia guardare alla realtà.
Il Cavaliere ha troppi scheletri negli armadi, tra presunti e reali e non è tutta invenzione della magistratura comunista.
Molto del suo passato di imprenditore è dubbio.
Non è solo un fatto personale.
Questa debolezza continua a pesare come un macigno sugli sviluppi del paese.
Si torna sempre da quelle parti.
Il premier è sotto assedio?
Lui vuole andare avanti, ma intorno è un gran vociare di altre soluzioni: elezioni anticipate, governi del presidente, esecutivo di passaggio.
Fini ha chiarito che i governi devono nascere dalla volontà popolare e non dal Parlamento.
In linea di principio è vero, ma il passato ha visto presentarsi una pluralità di esecutivi ponte, soprattutto nei momenti di crisi acuta, in attesa di ulteriori passaggi elettorali
Quello del presidente della Camera sembra comunque un blocco dato anche all’interno della maggioranza stessa.
Berlusconi difficilmente si farà da parte, anche se le situazioni dovessero precipitare.
Finora siamo alla pretattica, ma il senso di rovina imminente comincia a estendersi.
Ne dubito tuttavia e vedo che intanto non si parla della crisi occupazionale e sociale che sta attanagliando il paese.
Sempre lì si torna, come se il mondo fosse immobile: il premier, i suoi infiniti guai giudiziari e i relativi bisogni di ultratutela.
Sergio Tazzer, il ligure