Ad Obama il Premio Nobel per la Pace
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Stimolo? Speranza? Considerazione? Realtà?
Tanti possono essere i motivi che hanno convinto a scegliere, tra ben duecentocinque candidati Obama per l’annuale Nobel per la Pace.
Si è puntato ai piani più alti, come da molto tempo non avveniva.
E’ un segnale che va considerato nella certezza di quanto serve al pianeta: leader disponibili al dialogo, con una visione dei problemi oltre gli interessi spiccioli, disponibili a capire e considerare le ragioni degli altri.
Il premio verrà consegnato all’illustre destinatario il prossimo 10 dicembre a Oslo.
Le motivazioni date riguardano il ruolo svolto dal nuovo presidente americano nel rafforzamento della diplomazia internazionale e nel contributo dato alla cooperazione tra i popoli.
Nulla da eccepire, anche se il chiodo del conflitto in Afghanistan rimane.
Non bisogna tuttavia esagerare: chi guida grandi nazioni spesso ha spazi ristretti di manovra e talora a chiamarti nella lotta sono altri.
L’eredità di Bush pesa e non è facile liberarsene e il terrorismo, peraltro, preoccupa.
Obama ha molte partite complesse e pericolose davanti al suo percorso.
Ha fatto aperture notevoli e significative in tema di armi nucleari, dando prova di voler passare davvero dalle parole ai fatti.
Ha impostato un dialogo positivo con i mussulmani, a partire dallo splendido discorso tenuto presso la principale Università dei paesi islamici, a Il Cairo.
Ha mantenuto la pazienza, senza tuttavia dimostrarsi debole, nei confronti delle provocazioni venute da regimi astiosi, come quelli dell’Iran e della Corea del Sud.
Non è andato spesso oltre i discorsi, ma è da troppo poco che è in carica e non si potevano pretendere risultati immediati.
La storia ha i suoi tempi e tende continui inganni.
Ora si spera chi il premio aiuti una delle persone più potenti ma anche più innovative sulla terra a prendersi davvero sul serio e a non vivere di sondaggi e di paure elettorali come fanno in troppi suoi colleghi.
Ci vuole saggezza e un uomo multiculturale e preparato come Obama può averla e mantenerla anche grazie al bel regalo pervenutogli da Oslo.
Sergio Tazzer, il ligure