Colloquio Berlusconi-Fini: ormai di Gianfranco non mi fido
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Un rapporto ormai logorato quello tra il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ed il Presidente della Camera Gianfranco Fini. L’incontro faccia a faccia che si è svolto ieri non ha dato i frutti sperati, semmai ha finito di accentuare le divergenze dei due. Prima dell’incontro Berlusconi si è dimostrato ai giornalisti disteso e pronto al dialogo. Successivamente non è apparso così, come poi hanno confermato le sue parole a palazzo Grazioli. Mentre Berlusconi accusa i centristi di fare il doppio gioco, Fini ribatte che il Presidente si fa troppo “condizionare da Bossi”, ed è qui che il Cavaliere si infuria. Bossi l’unico alleato dal giorno della bocciatura del Lodo Alfano. Troppi dubbi e contrasti sulle riforme da voler attuare, ormai Berlusconi è del parere che Gianfranco Fini sia ormai un amico lontano.
<<Nessun rinvio, solo una pausa tecnica>> così il Presidente del gruppo del Pdl al senato parla della vicenda attuale che coinvolge la riforma del
Dopo le vicende di Rosarno delle quali sicuramente avrete sentito parlare, ora è il Ministro degli Esteri Egiziano a farsi sentire. Denuncia ed evidenzia le aggressioni e le violenze subite dai musulmani e dagli arabi in Italia. << Il governo Italiano deve prendere le misure necessarie per la tutela delle minoranze presenti nel territorio>>. L’intervento è apparso doveroso dopo le vicende a dir poco gravi avvenute in Calabria lo scorso 8 gennaio, ma non sembrerebbe spostare l’intesa tra i due paesi. Una situazione difficile da fronteggiare come a Rosarno potrebbe nascere da un’altra parte. Qualcuno parla di razzismo, altri azzardano l’ipotesi che la situazione creatasi a Rosarno sia spinta molto dalla ‘Ndrangheta. Si può parlare per ore ed ore della situazione della cittadina, delle auto bruciate, delle aggressioni, della vita da cani degli immigrati, dello sfruttamento del loro lavoro e chi più ne ha più ne metta. Il problema dell’immigrazione non è facilmente risolvibile. E’ un fenomeno sempre esistito che sempre esisterà; il boom che abbiamo vissuto avrebbe dovuto spingere i politici italiani a creare leggi già da tempo a partire dagli anni 70-80, le prime leggi varate sono arrivate troppo tardi, non avrebbero potuto mai fronteggiare una situazione destinata a crescere a livello esponenziale come quella attuale. Ora paghiamo le conseguenze di una negligenza avuta anni fa. Questi sono i risultati. Ed è solo l’inizio.
Proprio oggi il Premier rientra a Roma con una cosa in mente prima fra tutte: mettere mano sulle