Congresso Idv, Di Pietro blinda l’alleanza col Pd per tornare al governo
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L’Italia dei Valori apre al Partito Democratico e consolida la sua alleanza per non rimanere solo una forza di opposizione, ma costruire una vera alternativa a Berlusconi. Che l’obiettivo del congresso dell’Idv fosse questo lo si era intuito dallo slogan della manifestazione, “L’alternativa per una nuova Italia”, Di Pietro con il suo discorso lo ha confermato.
Piena sintonia con Bersani e i democratici, vecchie ruggini messe da parte in nome dell’obiettivo comune: tornare a governare il Paese scalzando via Berlusconi. “Abbiamo da fare. Dobbiamo ripulire la piazza per fare il bene della democrazia” arringa l’ex pm dal palco.
Poi l’annuncio della svolta: “Basta all’opposizione solo di pancia o di piazza. Se vuoi fare l’opposizione che urla solo nelle piazze va bene, c’è il nostro zoccolo duro che ci vota, che può essere il 2% o l’8%, dipende dal mal di pancia che c’è in quel momento”. Ma non basta. “Come dice il mio amico Bersani (applaudito con Vendola al suo arrivo ndr) , di opposizione si muore. E’ il momento dell’alternativa”.
Un’apertura convinta che trova l’apprezzamento del Pd: “E’ importante dire alternativa e mi fa piacere che l’Idv abbia fatto un ulteriore passo verso questa direzione” replica Bersani. A sancire il rinato amore tra i due alleati l’abbraccio sul palco tra i due leader, Di Pietro e Bersani.
Il consolidamento dell’alleanza Idv – Pd non è piaciuta a Pierferdinando Casini che ha commentato con preoccupazione: “Un partito che non riconosce nemmeno l’aggressione a Berlusconi è un ostacolo per ogni alleanza di governo”. Per Casini, l’Idv “è un partito di rissa, nemmeno di piazza…. Non è un partito serio un partito che dà voce a Genchi”.
Poco prima dal palco del convegno Idv Gioacchino Genchi, aveva messo in dubbio la veridicità dell’aggressione a Berlusconi di Mialno. “Nel lancio della statuetta del duomo di Milano a Berlusconi non c’è nulla di vero”, aveva tuonato il consulente informatico, definendo il lancio della statuetta una “pantomima coronata da quell’uscita di quel fazzoletto nero ed enorme che sembrava quello di Silvan dal quale mancava solo che uscisse un coniglio”.
Insinuazioni da cui Di Pietro ha subito preso le distanze: “La teoria del finto attentato mi pare inimmaginabile e fantasiosa”, afferma in una nota il leader dell’Italia dei Valori. “Purtroppo la statuetta in faccia al presidente del Consiglio c’è stata ed è stato un atto grave ed inaccettabile. Credo che sia bene non costruirci teoremi sopra”.
Tant’è che a breve giro di posta arriva anche la rettifica di Genchi: “E’ evidente che il mio intervento di oggi è stato totalmente frainteso”, si legge in una nota. “Le mie parole, infatti, non facevano alcun riferimento alla dinamica dell’attentato e non intendevano affatto metterne in dubbio la veridicità. Mi riferivo, in realtà, a quanto accaduto immediatamente dopo – chiarisce il consulente informatico – ovvero, al fatto che la scorta del presidente del Consiglio non abbia provveduto con tempestività ed immediatezza ad allontanare il premier da quella situazione di grave pericolo”.
Per finire, prima di abbandonare il congresso, Di Pietro annuncia il prolungamento del suo impegno politico fino al 2013: “Il mio impegno è questo, poi farò il socio onorario, se sarà raggiunto l’obiettivo di ridare all’Italia un governo democratico. Passerò la mano, ma solo quando la nave dell’Idv sarà arrivata in porto”.
Foto da www.repubblica.it