Sesso e corruzione per gli appalti sul G8 alla Maddalena. Bertolaso nella bufera

Guido Bertolaso Tangenti, ville, auto di lusso ed escort in cambio di appalti milionari per i lavori di preparazione al G8 della Maddalena e per i mondiali di nuoto a Roma. Sono le “storie di ordinaria corruzione” esposte dal gip di Firenze, Rosario Lupo, nell’inchiesta che ruota attorno al sottosegretario Guido Bertolaso.

Al centro dell’inchiesta alcune intercettazioni che rimandano ad incontri sessuali organizzati dall’imprenditore romano Diego Anemone nel suo centro benessere “Salaria sport village”, in favore del capo della protezione civile.

“Il tenore delle conversazioni intercettate non consente interpretazioni diverse”, si legge nel provvedimento: a Bertolaso erano state messe a disposizione “prestazioni sessuali presso il suddetto centro”. La “festa megagalattica” in favore di Bertolaso – risulta dalle intercettazioni – è poi saltata a causa di un impegno del capo della Protezione civile. “Un’occasione, peraltro, che verrà sfruttata dal Bertolaso solo in un momento successivo”, precisa il gip.

Il festino a luci rosse doveva servire per comunicare a Bertolaso un aumento dei costi previsti per l’esecuzione delle opere del G8. L’intercettazione fondamentale dell’inchiesta vede protagonisti, il 21 novembre del 2008 Bertolaso e Rossetti, gestore del centro benessere Salaria sport village.

Bertolaso chiede a Rossetti di avere “il solito”, “quella brava”. “Sono Guido, buongiorno… Sono atterrato in questo istante dagli Stati Uniti, se oggi pomeriggio, se Francesca potesse… Io verrei volentieri, una ripassatina”. “Perfetto”, risponde Rossetti. “Perché so che è sempre molto occupata… siccome oggi pomeriggio sono abbastanza libero, ti richiamo tra un quarto d’ora”.

Intanto domani saranno interrogati Diego Anemone, Angelo Balducci, Mauro della Giovampaola e Fabio De Santis, tutti arrestati nell’ambito dell’inchiesta della procura di Firenze. De Santis, arrestato a Milano e assistito dall’avvocato Remo Pannan, sarà sentito per rogatoria nel capoluogo lombardo; Balducci, Della Giovampaola e Anemone saranno invece interrogati nel carcere di Regina Coeli a Roma dal gip fiorentino Rosario Lupo, che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare.

Per l’autorità giudiziaria fiorentina, il provvedimento dell’arresto è stato reso necessario “dall’insidiosità delle condotte degli indagati“, che avrebbero potuto “reiterare i reati, inquinare le prove e fuggire”. Dalle indagini, infatti, è emerso che “sia Balducci che Anemone avevano in programma una partenza, il che rende concreto e attuale il pericolo di fuga”.

Per l’avvocato Filippo Dinacci, difensore appena nominato da Guido Bertolaso, “siamo in presenza di un grande equivoco che sarà quanto prima chiarito”.

Articoli simili

Leave a Reply