Archivi di Luglio 2010

Fini risponde al premier: “Non lascio la presidenza della Camera”

E’ un Gianfranco teso ma determinato quello che risponde alle dichiarazioni del premier di ieri, chiudendo le porte ad ogni riconciliazione. Il affida ad una pagina e mezzo di dichiarazione le sue dure considerazioni comunicate alla stampa in un albergo nel centro di Roma.

Le parole di sono dure come macigni: “Ieri è stata scritta una brutta pagina per il centrodestra – attacca il presidentre della Camera – e più in generale per la politica italiana. In due ore, senza la possibilità di esprimere le mie ragioni, sono stato di fatto espulso dal partito che ho contribuito a fondare”. All’invito di Berlusconi a lasciare la seconda carica dello stato, risponde picche: “Non darò le dimissioni – annuncia -, il presidente non deve certo garantire la maggioranza che lo ha eletto. Sostenerlo dimostra una logica aziendale, modello amministratore delegato-consiglio d’amministrazione, che di certo non ha nulla a che vedere con le nostre istituzioni”.

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Fini – Berlusconi è rottura

Il premier Silvio Berlusconi

Il premier Silvio Berlusconi

Berlusconi ha rotto gli indugi. Dopo mesi di tira e molla ha rotto definitivamente con il presidente della Camera Gianfranco Fini, tagliando fuori dal partito lui e i suoi “seguaci”. L’ al temine dell’ del partito di oggi. Un incontro breve, durato meno di un’ora.

Le parole di Berlusconi in conferenza stapa non lasciano spazio a equivoci: “Facciano pure i gruppi autonomi tanto sono fuori”. Non solo. Dal Cavaliere arriva un attacco durissimo alla terza carica dello Stato: “Allo Stato viene meno la fiducia nei confronti del ruolo di garanzia del presidente della Camera indicato dalla maggioranza uscita vittoriosa dalle elezioni”. E alla domanda se il cofondatore debba lasciare il suo incarico il capo del governo risponde: “Riteniamo che siano i membri del Parlamento a dover assumere un’iniziativa al riguardo”. La replica dell’ex leader di An sul punto è secca: “La presidenza della Camera non è nelle disponibilità del presidente del Consiglio…”

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Manovra, tagliati di 1000 euro gli stipendi dei parlamentari

Il ministro per la semplificazione, Calderoli

Il ministro per la semplificazione, Calderoli

Sarà di mille euro netti al mese il sulla retribuzione dei deputati deciso dall’ufficio di presidenza della Camera sulla base delle indicazioni della manovra economica. Il inciderà per 500 euro sulla diaria di soggiorno (oggi pari a 4.003,11 euro) e per i restanti 500 sulla somma destinata al “rapporto eletto-elettore”, quei 4.190 euro destinati anche ai “portaborse”.

La Camera dei deputati, inoltre, taglierà complessivamente nei prossimi tre anni (tra il 2011 e il 2013), 60 milioni di euro, sul complesso di tutte le spese. La somma, si sottolinea, andrà ad aggiungersi ai risparmi, stimabili in 300 milioni di euro, conseguiti dalla Camera, in termini di riduzione della dinamica di crescita della dotazione, tra il 2006 e il 2010.

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Wikileaks, svelati migliaia di documenti segreti sulla guerra in Afghanistan

Il sito Wikileaks

Il sito

Una fuga di notizie senza precedenti. Sono i 92 mila documenti riservati del Pentagono sui sei anni di guerra degli Stati Uniti in Afghanistan, diffusi dal sito internet .org. Uno scoop eccezionale, che mette in luce il peggio compiuto dall’esercito a stelle e strisce in questa guerra senza fine e che il portale, creato appositamente per pubblicare documenti riservati, ha consegnato al New York Times in Usa, al Guardian in Gran Bretagna e al Der Spiegel in Germania.

Rapporti scottanti che potrebbero contenere “le prove di crimini di guerra”: dalle morti di civili di cui non si è mai saputo nulla, all’esistenza di un’unità segreta incaricata di “uccidere o catturare” ogni talebano senza alcun processo; dai droni “Reaper” telecomandati a distanza da una base del Nevada al doppio gioco dei servizi segreti pakistani (Isi) che alleati degli Usa, aiuterebbero i talebani.

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P3, interrogato Verdini: “Non mi dimetto”

Il coordinatore Pdl, Denis Verdini

Il coordinatore Pdl, Denis Verdini

Il coordinatore del Pdl, Denis Verdini, è stato ricevuto a Roma dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dal pm Rodolfo Sabelli, per essere interrogato nell’ambito dell’inchiesta P3. “Voglio usare bene questo momento”, ha detto prima di entrare a colloquio con il magistrato. Arrivato negli uffici della Procura di Roma pochi minuti prima delle ore 15 del pomeriggio, l’esponente del Pdl – assistito dagli avvocati Marco Rocchi e Franco Coppi – è uscito pochi minuti prima di mezzanotte, dopo ben 9 ore di interrogatorio. Le accuse ipotizzate a carico di Verdini riguardano l’appoggio che avrebbe dato al comitato d’affari che faceva riferimento all’imprenditore Flavio Carboni, arrestato nelle scorse settimane.

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Napolitano sulla P3: “che squallore. I giudici vadano a fondo”

Napolitano durante la cerimonia del ventaglio

durante la cerimonia del ventaglio

Giorgio si dice indignato e allarmato “per l’emergere di fenomeni di corruzione e di trame inquinanti, anche ad opera di squallide consorterie”. Il riferimento è chiaramente alla vicenda della P3, la nuova loggia massonica su cui sta indagando la procura di Roma. Le parole del presidente arrivano durante la cerimonia del Ventaglio, alla vigilia dell’approvazione finale alla Camera della manovra finanziaria.

non ha parlato solo di P3 ma ha lanciato molti avvertimenti al Paese e, in particolare, alla classe politica. Per il Presidente della Repubblica “si deve intervenire senza alcuna incertezza o reticenza su ogni inquinamento o deviazione nella vita pubblica e nei comportamenti di organi dello Stato ma senza cedere a nessun gioco al massacro tra le istituzioni e nelle istituzioni”.

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Ddl intercettazioni, via libera all’emendamento anti bavaglio

Un operatore durante un'intercettazione

Un operatore durante un'intercettazione

Disco verde della Commissione giustizia per l’emendamento del governo che allenta il bavaglio all’informazione in materia di intercettazioni. La modifica al testo del ddl, proposta dal sottosegretario alla Giustizia , prevede che spetti al magistrato, nel corso della cosiddetta udienza filtro, selezionare le intercettazioni considerate rilevanti e che potranno essere pubblicate “per riassunto” da quelle, non pubblicabili, relative a fatti, circostanze e persone estranee alle indagini.

L’emendamento, molto apprezzato dall’ala finiana del Pdl, è stato approvato insieme a molti altri. Tra questi anche uno presentato dall’Udc che cancella l’autorizzazione delle Camere per le intercettazioni indirette di parlamentari. Il testo originario del disegno di legge conteneva, infatti, una norma che estendeva la necessità dell’autorizzazione della Camera di appartenenza anche nel caso in cui le intercettazioni fossero essere eseguite nei confronti di soggetti diversi dai parlamentari se, da qualsiasi atto di indagine, emergesse che tali operazioni siano finalizzate ad accedere alla sfera di comunicazione del parlamentare.

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Bossi, dito medio ai fotografi alla cena della Lega

Il dito medio di Umberto Bossi

Il di Umberto Bossi

Bossi ci ricasca. A due anni dal riferito all’inno di Mameli, durante un comizio a Padova, ha ripetuto il gestaccio, stavolta rivolto ai . Il senatur non ha gradito la presenza dei all’ingresso di , dove si è svolta la cena leghista. Per questo Umberto Bossi ha risposto ai flash alzando il da dietro il finestrino della sua vettura, finendo con l’essere irrimediabilmente immortalato.

La cena era organizzata al Gianicolo dagli stati maggiori del Carroccio per i tradizionali auguri prima della pausa estiva. Ospite d’eccezione il ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Tra i primi ad arrivare a i governatori di Piemonte e Veneto, Roberto Cota e Luca Zaia, entrambi in completo blu ma senza cravatta. Più casual il ministro dell’ Interno, Roberto Maroni, addirittura in bermuda – rigorosamente verdi – il ministro Roberto Calderoli, mentre il sottosegretario Roberto Castelli a jeans chiari e maniche di camicia. Tra gli ultimi ad arrivare, intorno alle 21.30, il Senatùr. l’unico ad entrare in macchina a , la stessa in cui il Barcellona ha festeggiato un anno fa la vittoria della Champions League.

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Addio a Eleonora Chiavarelli, la vedova di Aldo Moro

Eleonora Moro, vedova di Aldo

Eleonora Moro, vedova di Aldo

E’ morta Eleonora Chiavarelli, vedova di Aldo Moro, lo statista democristiano ucciso dalle Brigate Rosse. Aveva 94 anni. I funerali si svolgeranno oggi a Torrita Tiberina, cittadina dove è sepolto anche il marito.

Durante il sequestro del marito non si stancò di implorare di trattare con i brigatisti o comunque di compiere ogni azione per salvargli la vita, e dopo la morte fu grande accusatrice della Dc.

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato alla famiglia Moro il suo messaggio di cordoglio: “Apprendo con sincera commozione la triste notizia della scomparsa della signora Eleonora Moro, dolente testimone della tragedia che colpì la sua famiglia e l’intera nazione col sequestro e l’assassinio di una delle più eminenti personalità dell’Italia repubblicana”.

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P3, interrogato Cosentino: “Mai screditato Caldoro”

L'esponente del Pdl, Nicola Cosentino

L'esponente del Pdl, Nicola Cosentino

Non ho in alcun modo tentato di Stefano Caldoro“. Sono queste in sostanza le dichiazioni rilasciate da Nicola Cosentino agli inquirenti che lo hanno interrogato a Roma, nell’ambito dell’inchiesta sulla cosiddetta P3. Il pm Rodolfo Sabelli e il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo non hanno rilasciato alcuna indicazione rispetto all’incontro con Cosentino. Capaldo ha solo chiarito che nel corso dell’atto istruttorio a Cosentino non sono state fatte ascoltare intercettazioni perché “queste non sono utilizzabili quando coinvolgono parlamentari”.

Da parte sua l’ex sottosegretario all’Economia si è detto convinto di aver “chiarito tutto quello che c’era da chiarire. Penso di aver dato risposte a tutte le domande”.

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