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Il raduno leghista a Pontida. Bossi: “Solo io ministro per il federalismo”

Il Senatur, Umberto Bossi a Pontida

Il Senatur, Umberto Bossi a Pontida

C’è un solo ministro per il federalismo e sono io”. Fuga ogni dubbio il Senatur in comizio a Pontida, dopo la nomina di Aldo Brancher a ministro per l’attuazione del federalismo. “Per la riforma – ha continuato il capo leghista – la coppia è sempre quella, io e Calderoli. Con Brancher non è cambiato nulla, si è passati dal federalismo al decentramento”.

Ci pensa Umberto Bossi a scaldare il clima della adunata annuale dei leghisti nella piana di Pontida. Il clima non è clemente con i padani più intransigenti. Pioggia, freddo e vento rovinano la festa ai verdi della lega. Le avversità ambientali, però, non modificano la solita atmosfera. Bancarelle con gadget leghisti, magliette con le scritte delle regioni, il profumo padano, gli indumenti intimi con la scritta “Padania Libera”, i distintivi, i cd e i libri sulla storia della Padania della Lega contro il Barbarossa o ovviamente di Umberto Bossi. E poi il “Va, pensiero” ad aprire la maniofestazione giunta, quest’anno, alla 26esima edizione.

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Berlusconi sulle intercettazioni: ” Siamo tutti spiati”

Il premier Silvio Berlusconi

Il premier Silvio

Il premier Silvio non si rassegna a vedere prolungati i tempi di approvazione del disegno di legge sulle intercettazioni. E rilancia: “dobbiamo impedire che questa legge subisca la triste sorte che di solito tocca alle leggi che non piacciano alla sinistra e ai suoi pm politicizzati. Cambiamola, emendiamola, rivediamola, ma approviamola è nell’interesse di tutti, altro che casta”.

Silvio ha fretta, e per convincere gli italiani della necessità del provvedimento, lancia l’allarme sull’ “abuso sistematico delle intercettazioni telefoniche e la loro pubblicazione sui giornali o addirittura in televisione”. “Nessuno – dice il Cavaliere nel corso di un messaggio ai “Promotori della Libertà” – sta mettendo in discussione l’utilità delle intercettazioni nella lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata e non è vero che si vuol tutelare una presunta casta come affermano, sapendo di mentire, la sinistra, la lobby dei magistrati politicizzati e i giornalisti di sinistra: il problema è semplice e grave, siamo tutti spiati“.

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Aldo Brancher nominato ministro per l’attuazione del federalismo

Il neo ministro Brancher durante la nomina

Il neo ministro Brancher durante la nomina

è stato nominato ministro senza portafoglio per l’Attuazione del Federalismo. La nomina dell’ex sottosegretario di Stato nel dipartimento per le riforme istituzionali e la devoluzione, è stata firmata oggi dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano su proposta del Presidente del Consiglio . Il neo ministro ha giurato al Quirinale la fedeltà alla Repubblica.

La nomina del nuovo ministro scatena le politiche. Tra i più contrariati Antonio Di Pietro, che va all’attacco: “Ricordo molto bene Brancher coinvolto in Tangentopoli per fatti molto gravi, e a me pare che il messaggio che si manda ai cittadini sia uno solo: il delitto paga e che conviene fare il delinquente perché magari si diventa anche ministro”.

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Del Turco, a processo le telfonate hard dell’ex governatore

L'ex governatore dell'Abruzzo, Del Turco

L'ex governatore dell'Abruzzo,

Le telefonate a luci rosse di fatte dagli uffici della , spiattellate in faccia al giudice. E’ qunato accaduto durante l‘udienza preliminare del processo che vede imputato l’ex governatore abruzzese per la Sanitopoli della regione. Ad elencare nei dettagli le intercetazioni il pubblico ministero che si occupa del caso, Nicola Trifuoggi, durante la sua requisitoria.

Secondo il Pm all’epoca di Ottaviano , alla presidenza abbruzzese erano all’ordine del giorno: “sesso telefonico sulle linee della Regione”, “uffici trasformati in alcova“, “amanti stipendiate come consulenti della giunta”, viaggi di piacere in alberghi a cinque stelle con i soldi pubblici. E l’imprenditore della sanità Vincenzo Angelini che “pagava tangenti”. Tutto questo mentre “la regione sprofondava nel debito sanitario”.

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Zaia cambia l’inno col Va pensiero ad un’inaugurazione

Il ministro leghista, Luca Zaia

Il ministro leghista, Luca Zaia

Il ministro e neo-governatore del Veneto Luca Zaia interviene all’inaugurazione di una scuola e fa sostituire l’inno di Mameli col Va pensiero. E scoppia la polemica, soprattutto con l’ala finiana del Pdl. Da parte Sua il ministro si difende: l’inno è stato cantato regolarmente e poi, io non mi occupo dei programmi delle cerimonie“.

La noitizia è stata riportata da “La tribuna”, che avrebbe raccolto la denuncia della direttrice dell’ufficio scolastico regionale, Carmela Palumbo, infuriata per il cambio di programma. Secondo il giornale il governatore del Veneto, Luca Zaia, arrivato all’inaugurazione della nuova scuola primaria di Fanzolo di Vedelago (Treviso), ha preteso di sostituire l’esecuzione dell’inno nazionale con il Va pensiero, più gradito al ministro leghista.

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Berlusconi – Zapatero: in conferenza stampa il premier saluta e se va

Berlusconi e Zapatero durante il loro incontro

Berlusconi e durante il loro incontro

Nuova gaffe internazinale del premier Silvio Berlusconi. Questa volta a fare le spese dell’eccentricità del nostro presidente del Consiglio è stato Josè Luis . Al termine dell’incontro tra i due primi ministri, al momento della conferenza stampa, Berlusconi ha rilasciato solo una breve dichiarazione ai cronisti. Poi, tra lo stupore generale è andato via, lasciando il solo a rispondere alle domande dei giornalisti. ”Lo ringrazio per la visita – dice Berlusconi rivolgendosi a – e lo saluto come si saluta un santo perché oggi ha avuto la benedizione del Papa e in questo momento è in uno stato di assoluta grazia. Lo lascio a voi”, ha concluso congedandosi dai giornalisti.

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Il governo cade due volte alla Camera

La camera dei deputati

La camera dei deputati

Alla camera due scricchiolii dell’esecutivo. Il governo è, infatti, stato battuto per due volte di seguito su altrettanti emendamenti del Pd, nell’aula della Camera, alla riforma della “governance” della Sanità. L’assemblea di Montecitorio ha approvato due proposte di modifica al testo di cui è prima firmataria Livia Turco.

Gli emendamenti riguardano il primo articolo del testo sulla “governance” della Sanità. In dettaglio, si tratta dell’emendamento 1.33 (passato con 247 sì e 242 no) e 1.34 (251 sì e 245 no). Il relatore ha chiesto una riunione del comitato dei Nove. Dopo la sospensione della seduta, l’annuncio che la riforma della governance della Sanità torna in commissione Affari sociali.

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Manovra economica, la Cgil indice sciopero generale il 25 giugno

Il logo della Cgil

Il logo della Cgil

Contro la manovra economica considerata “iniqua e sbagliata” la Cgil ha proclamato uno sciopero generale per il 25 giugno prossimo.Lo ha comunicato il sindacato di Corso d’Italia, il cui comitato direttivo ha approvato all’unanimità il documento conclusivo presentato dal segretario generale Guglielmo Epifani.

L’iniziativa di protesta durerà almeno 4 ore per i lavoratori dei settori privati (i metalmeccanici della FIOM CGIL sciopereranno per otto ore) e per l’intera giornata per quelli pubblici, con manifestazioni che si svolgeranno nella stessa giornata a carattere regionale o territoriale. Eccezione saranno le regioni Liguria (esclusa la provincia di La Spezia che scioperera’ il 25 giugno), Toscana e Piemonte, che effettueranno lo sciopero il 2 luglio 2010.

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Berlusconi: “la protezione civile rischia attentati in Abruzzo”

Il premier Silvio Berlusconi

Il premier Silvio Berlusconi

Il premier evoca il rischio di “colpi di pistola alla testa” per gli uomini della impegnati in Abruzzo. Lo fa sottolinenado i rischi ai quali vanno incontro gli uomini di Bertolaso, se qualcuno desse seguito alle accuse della procura dell’Aquila, che sta indaganto su eventuali responsabilità nel mancato allarme alla popolazione prima del terremoto del 6 aprile 2009.

Lo fa intervenendo all’Assemblea di Federalberghi: “qualcuno con la mente fragile rischia che gli spari in testa” – dice Berlusconi, motivando così il suo invito agli uomini della a non recarsi “più in Abruzzo finché esisterà l’accusa di omicidio colposo”. O quanto meno, ha continuato il premier “di farlo senza rendersi riconoscibili”.

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Maggioranza battuta alla camera. Tutti contro Rosi Bindi accusata di irregolarità

Il deputato del Pd, Rosy Bindi

Il deputato del Pd, Rosy Bindi

La maggioranza è stata battuta su un decreto per alcune demolizioni in Campania. Ma il Pdl accusa la Bindi di non aver rispettato la abituale tra le dichiarazioni di voto il voto stesso. Da qui le scene, per la verità un po’ comiche, di parlamentari che correvano per il parlamento per non perdedre la votazione.

Il decreto su cui è stato battuto il è quello “recante temporanea sospensione di talune demolizioni disposte dall’autorità giudiziaria in Campania”. Dopo le dichiarazioni di voto, la presidente di turno, Rosi Bindi, ha aperto la votazione. I deputati di maggioranza e opposizione, usciti dall’aula per la canonica prima della votazione, a quel punto hanno iniziato a correre al loro posto per andare a votare. In quel momento però, la Bindi dichiarava chiusa la votazione, annunciando che la pregiudiziale era stata approvata con 249 voti a favore, 231 contrari e un astenuto.

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