Politica Italiana

Elezioni. Esclusione liste Pdl, ecco il decreto ad hoc per salvarle

Napolitano e Berluscono

Napolitano e Berluscono

Arriva il decreto salvaliste. Varato in serata dal Consiglio dei ministri il decreto che salverà le del Pdl in Lombardia e nel , il provvedimento è stato anche dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Il nuovo decreto legge è definitito interpretativo, perché nel primo articolo stabilisce che, rispetto alle formalità, hanno preminenza i diritti dell’elettorato.

Il decreto da quindi la possibilità (articolo 2) a chi si trova in posizione di irregolarità, di sanare la situazione entro 24 ore. Per quanto riguarda le situazioni specifiche di e Lombardia le 24 ore scattano dall’entrata in vigore del decreto stesso.

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Il Senato accetta le dimissioni di Di Girolamo

L'ex senatore Di Girolamo

L'ex senatore

Nicola non è più senatore. Il Senato ha accettato le dimissioni del rappresentante del Pdl eletto nella sezione estero, con 259 voti favorevoli, 16 contrari e 12 astenuti. Per lui i giudici che stanno indagando sulla mega truffa – Telecom hanno chiesto l’arresto a seguito delle accuse mosse contro di lui dall’imprenditore Mokbel.

Il voto, a scrutinio segreto, è stato preceduto da un intervento del senatore che, parlando davanti a tutto il Senato,ha ribadito le sue dimissioni. “Ho rassegnato le mie dimissioni dalla carica di senatore della Repubblica italiana – ha detto nel suo intervento – Dopo tanto fango, dopo l’ignominia di un’esposizione mediatica che mi ha descritto agli occhi del Paese come un mostro, usurpatore della politica e del mandato elettorale, credo fermamente che sia arrivato il momento della responsabilità e della verità dei fatti”.

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Elezioni regionali, è caos intorno alle liste

Roberto Formigoni

Roberto Formigoni

C’è grande confusione intorno alle liste per le prossime elezioni regionali del prossimo 28 e 29 marzo. A Milano la Corte di appello non ha riammesso la “Lista per la Lombardia” di Roberto Formigoni per l’invalidità di oltre 500 firme. A Roma, contro l’esclusione della sua lista il Pdl ha sporto una querela contro alcuni militanti radicali per “violenza prrivata” e contro i componenti dell’Ufficio Centrale per “abuso d’ufficio”.

Insieme alla denuncia, presentata presso la corte d’Appello di Roma il Pdl ha presentato il ricorso contro l’esclusione causata da un ritardo nella presentazione delle liste. “Al ricorso è allegata una denuncia-querela che l’avvocato Grazia Volo ha presentato presso la Procura della Repubblica”, spiega il responsabile elettorale nazionale del Pdl Ignazio Abrignani. “Nella denuncia querela -spiega- si denunciano i militanti del partito radicale, anche se non sono stati fatti nomi e i componenti dell’ufficio centrale per abuso d’ufficio, per avere impedito il legittimo esercizio del diritto politico di voto”.

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“La legge è uguale per tutti”. Il popolo viola torna in piazza a Roma

popolo violaIl Popolo viola torna a manifestare contro il premier e il governo. A tre mesi di distanza dal “No B Day”, sarà ancora una volta Roma e Piazza del Popolo ad ospitare la protesta. L’appuntamento è per le 14.30 per alzare la voce contro legittimo impedimento e processo breve perché – rivendicano i Viola – “la legge è uguale per tutti”.

Numerose le iniziative previste per tutto il pomeriggio. Già pervenute le adesioni di scrittori e intellettuali come Mario Monicelli, Alberto Asor Rosa, Margherita Hack, Andrea Camilleri, Giorgio Bocca, Moni Ovadia e Dario Fo. Ma le adesioni sono arrivate anche da tutti i partiti del centrosinistra e dalla Cgil che si augura sia un evento “bello e sereno”.

Di fronte alle molte adesioni politiche il popolo viola ha voluto, però sottolineare la propria indipendenza: “Siamo persone libere, autonome dai partiti”. Tant’è che per la manifestazione i Viola hanno fatto tutto da soli, rinunciando agli aiuti che per il No B Day erano arrivati dai partiti. I fondi sono stati raccolti attraverso sottoscrizioni online: alle 21 di ieri sera toccata quota 26mila euro.

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Processo Mill, la prescrizione non ferma il processo a Berlusconi, che torna ad attaccare i magistrati

L'avvocato del premier, Ghedini

L'avvocato del premier, Ghedini

Alla fine la sentenza della Corte di Cassazione, sul caso Mills è stata la prescrizione del reato, ma questo non basta ai giudici per fermare il processo a Silvio Berlusconi. I giudici milanesi hanno respinto la richiesta di sospensione del processo avanzata dai legali del Premier in attesa delle motivazioni della Cassazione. Il deposito della sentenza, infatti, avrebbe tempi “difficilmente prevedibili” per cui il processo rischierebbe una sospensione a “tempo indeterminato”.

Gli avvocati di Berlusconi, scandalizzati da questa decisione, hanno comunque ottenuto lo slittamento di un altro mese del procedimento che vede il presidente del Consiglio come unico imputato. Sulle moltissime richieste avanzate dagli avvocati del premier, volte ad allungare i tempi del processo, i giudici si sono risrvati di prendere una decisione entro il 26 marzo.

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Processo Mills, il procuratore chiede la prescrizione. Sentenza decisiva per Berlusconi

silvio-berlusconi-david-millsColpevole ma prescritto. E’ quanto chiede la procura della nei confronti dell’avvocato inglese David Mills. La sentenza della Corte di per il reato di corruzione in atti giudiziari contestati a Mills, è attesa per oggi.

L’avvocato inglese era stato condannato dalla Corte d’appello di Milano a quattro anni e mezzo di reclusione. Entro stasera sapremo se la Corte Suprema confermerà o meno la sentenza.

Secondo il sostituto procuratore generale della Gianfranco Ciani, “Non vi sono i presupposti per il proscioglimento nel merito di David Mills”. Il che confermerebbe la responsabilità del legale inglese nel reato di corruzione in atti giudiziari che sarebbe, però, caduto in prescrizione.

Infatti secondo il procuratore, l’atto di corruzione andrebbe fatto risalire non al febbraio 2000 ma al novembre 1999. Solo da quel momento andrebbe conteggiato il periodo di dieci anni, dopo il quale il reato va in prescrizione. Il termine, dunque, sarebbe già scaduto.

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Caso riciclaggio Fastweb-Telecom. Fini nega suo coinvolgimento

Il presidente della Camera Fini

Il presidente della Camera Fini

Lo “scandalo telefonia” coinvolge il presidente della Camera, Gianfranco Fini, che nega ogni legame con gli indagati. Fini, afferma con decisione di non avere nulla a che fare con il presunto caso di riciclaggio da circa 2 miliardi di euro che sta coinvolgendo alcuni dirigenti della società telefonica Fastweb e .

“Non ricordo di aver conosciuto Di Girolamo – ha affermato il presidente della Camera – e oggi voterei per il suo arresto”. Tirato in ballo nel corso di una intercettazione, Fini nega ogni legame col senatore del Pdl di cui è stato richiesto l’arresto per il coinvolgimento nella maxitruffa. Esclude di averlo convocato nei propri uffici o altrove per incontri o riunioni”.

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Elezioni regionali. Botta e risposta Bindi-Bonino. Tensione nel Pd

Emma Bonino

Emma Bonino

Rosy Bindi faccia qualcosa per ripristinare la legalità invece di criticarmi“. La risposta piccata è di Emma Bonino, candidata governatrice del Lazio alle prossime elezione regionali per il centro sinistra. La replica della leader radicale è arrivata dalle frequenze di Radio 2, nel corso della trasmissione di Barbara Palombelli, dopo che ieri Rosy Bindi, aveva criticato la scelta della Bonino di non partecipare alle iniziative del Pd per la presentazione delle liste.

La candidata governatrice è impegnata, da giorni, in uno sciopero della fame per il rispetto della e per questo non ha partecipato all’evento della discordia. “Chi non vuole fare lo sciopero della fame perchè è faticoso faccia altro – ha tuonato la Bonino -. Rosy Bindi può per esempio sentire il governo per vedere se vuole fare qualcosa”.

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Legge sul testamento bioilogico. Si può sospendere l’alimentazione se non efficace

Sospendere l’alimentazione e l’idratazione ai malati si può, se non sono più efficaci. La legge sul biotestamento cambia con l’approvazione dell’emendamento presentato dal realtore Domenico Di Virgilio votato dalla Commissione Affari sociali della Camera.

La norma, che apporta una modifica decisiva al testo di legge, dice testualmente che, alimentazione e idratazione ”devono essere mantenute fino al termine della vita ad eccezione dei casi in cui le medesime risultino non più efficaci nel fornire al paziente i fattori nutrizionali necessari alle funzioni fisiologiche esenziali del corpo”.

L’emendamento ha ottenuto 23 voti favorevoli, compreso quello della “teodem” Paola Binetti, contro i 13 contrari da parte dell’opposizione. Sul voto contrario del Partito Democratico si è espressa la capogruppo del partito alla Camera, : “Non lo abbiamo votato – ha spiegato laTurco – perché lo riteniamo peggiore del nostro, che avevamo presentato e che invece ci è stato precluso, e perchè l’emendamento non sposta niente, introduce solo una cosa che dovrebbe essere normale”.

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“Io vittima, non colpevole”. Bertolaso si difende in una lettera aperta

Guido Bertolaso

Guido Bertolaso

Sono parte lesa, non coimputato o colpevole“. Si difende così, Guido Bertolaso, capo della e coinvolto nel nuovo scandalo fatto di tangenti, favori, regali e squillo, che riempie giornali e dibattiti televisivi. La difesa è contenuta in una lettera aperta “alle donne e agli uomini della ”. E’ in atto “un’operazione contro di me“, scrive Bertolaso nella missiva che colpisce anche “le migliaia di persone che lavorano nella italiana”.

Il sottosegretario dice di sentirsi come un “alluvionato“, anche se ammette “fin d’ora di essere responsabile di qualche possibile errore e omissione” che, si giustifica, fino a prova contraria non sono “reati, congiure, atti intenzionali e voluti”.

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