Lo spettro della disoccupazione grava sul G 20

Il c’è, si moltiplica, inquieta e domina i pensieri più reconditi dei leader.
Il riunito in questi giorni a Pittburgh non può dimenticarlo né sottovalutarlo.
Si parla di una possibile uscita dalla crisi, ma intanto si conferma il sostegno al sistema economico e ai cosiddetto .
Per risolvere i deficit accumulati si dovrà aspettare il sereno.
Il paziente non è ancora guarito e potrebbe tornare a peggiorare da un momento all’altro.

Sì, qualcosa si farà per mettere un poco di e di regole al ed evitare nuovi scandali a ripetizione.
Ma non parliamone ancora, aspettiamo le dichiarazioni finali: esse ci diranno se solo di parole si tratta e di eterni rimandi o se si imbocca la necessaria via della concretezza e della severità.
Tutti sanno che non si può offrire all’ mondiale l’indecoroso far finta di nulla e l’attendere che la buriana passi, per tornare agli antichi costumi.
Qualcosa verrà fuori e anche Obama ci tiene: altrimenti chi glielo perdona di aver speso patrimoni per sostenere le banche e le imprese decotte.
I cittadini sono attenti: di soldi loro si tratta, come quelli persi proprio per colpa di chi è poi stato aiutato.

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In Europa la disoccupazione cresce e spaventa

!.916.000: questi sono i nell’ nel promo trimestre del 2009.
C’è da rabbrividire se si pensa a cosa significa.
Dietro i dati ci sono persone in carne e ossa, cervello e cuore.
Accanto vivono familiari immersi nel .
E le prospettive future non sono rosee, come è stato più volte ripetuto.
Nemmeno la tanta auspicata ripresa, se e quando verrà, potrà coprire le voragini che si sono aperte.

I nostri paesi sono fortunatamente dotati di che permettono in parte di lenire la dura realtà.
Da noi è un poco peggio e si sente, in particolare laddove si tratta di impieghi precari.
Ma va ancora più male per chi è disoccupato o in cerca di un lavoro che non si trova.
Se non ci fossero, a volte, le famiglie alle spalle, sarebbe spesso una tragedia.
Molte comunità tuttavia rischiano di cedere e la Marcegaglia in persona ha parlato di numerose aziende in fase pesantemente critica e ha dato al Governo i cento giorni.
Dopo potrebbe essere troppo tardi.

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