Grave attentato in Iran: cresce la tensione internazionale

E’ stavolta l’ a patire gli esiti nefasti in di .
Lo sfondo è torbido e i motivi traggono origine dalle solite .
La divisione storica tra sciiti e sunniti sopravvive anche in certe zone marginali del territorio persiano e ha già dato diversi problemi alla Repubblica Islamica.
Ieri, nella città , nel Sistan Beluchistan, la violenza ha colpito duro, provocando almeno quarantanove morti e decine di feriti, colti di sorpresa mentre partecipavano a un’esposizione artigiana.
Tra i deceduti compaiono gli obiettivi dell’attacco, ovvero sei alti ufficiali dei , tra cui il generale vicario delle forze di terra, che erano scesi in zona, si afferma, proprio per favorire una riconciliazione tra le diverse comunità religiose.
La rivendicazione è presto giunta e fa capo ai ribelli sunniti di , un gruppo che agisce, forse non a caso, presso le frontiere con l’Afghanistan e non è nuovo a imprese del genere.

L’attentato è giunto in un per Teheran.
Da un parte la protesta interna non è stata ancora domata, dall’altra giungono oggi a un nuovo difficile appuntamento i negoziati internazionali sulle scelte nucleari voluti da Ahmadinejad.
La tensione è forte, perchè gli iraniani accusano, senza mezzi termini, gli , e, in primo luogo, Stati Uniti e Gran Bretagna, di essere gli ispiratori dell’eccidio.
Chiamano in causa i rispettivi , i quali fornirebbero assistenza logistica e addestramento ai ribelli, usandoli per destabilizzare il regime degli ayatollah.

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