Pakistan: al via una nuova offensiva contro i talebani

Ottantamila in fuga, altri ne seguiranno preso, verso quali mete non si sa.
E’ il solito dramma che sta dietro alle guerre, spesso malamente documentato e assai poco compreso.
Succede in Pakistan, nella regione del sud Waziristan, ai confini con l’.
Si tratta delle famose , territori praticamente sottratti al controllo governativo centrale.
Vi si assiepano i talebani in circa diecimila unità, contro cui l’esercito pakistano ha ora iniziato a scatenare una pesante .
L’operazione fa seguito ad altre già tentate e i cui esiti non erano stati decisivi.
Anche in quei casi vere e proprie masse umane avevano abbandonato abitazioni, averi, affetti e ricordi per entrare nelle terra di nessuno dei profughi.

In questi ultimi giorni si erano infittiti i , segno chiaro di una possibile recrudescenza del conflitto.
Nè d’altra parte sfugge come i numerosi realizzati dai ribelli nelle scorse settimane, altro non fossero che risposte preventive e intimidatorie, dirette a spaventare l’avversario e a ridurlo a più miti consigli.
Gli si voleva far capire quali disordini sarebbero seguiti in tutto il paese, se l’attacco avesse avuto dimensioni massicce.
Ora sembra giunta la resa dei conti e ben ventottomila soldati circa stanno avanzando verso le aree controllate dai talebani.
Hanno un massiccio corredo di aerei ed elicotteri a sostenerle e bande di commandos pronte a fornire adeguato supporto.
E’ probabile che l’operazione abbia anche il non troppo tacito sostegno, anche militare, degli Stati Uniti che più volte l’hanno chiesta e raccomandata.
In realtà, il Pakistan è atteso da giorni difficili, con alto rischio di ulteriori e più sanguinosi e una folla di sfortunati in più da assistere nelle forme possibili.
Il paese è diviso e tumultuoso, ma il Governo pakistano ha deciso comunque di passare all’azione con maggiore forza e determinazione rispetto al passato.
L’attende un prova decisiva, anche per la configurazione di suoi stessi assetti ed equilibri interni.

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Le vittime innocenti dei conflitti perpetui

Noi non siamo abituati, per fortuna, a vivere in costante situazione di guerra e non capiamo.
Giustamente ci addolora la morte dei nostri soldati, ma sappiamo pensare ai civili?
Ebbene, quanti afghani sono o sono stati feriti nel corso dei frequenti o a causa dei bombardamenti delle forze occidentali, senza averne alcuna colpa?
Quanti stanno fuggendo con ogni mezzo, cercando di venire da noi per farsi una nuova vita?
Certa quotidianità è impossibile da sopportare.
Oggi si è avuto, ad esempio, un attentato in , verificatosi, pensateci bene, in una zona di mercato e che ha fatto almeno venti .
Quante volte è accaduto qualcosa di simile in Irak o in ?
Tu esci, vai a comprare, fai il tuo lavoro o ti rechi semplicemente in una moschea o in una chiesa e in pochi secondi finisci nel nulla o costretto ad amputazioni o alla sedia a rotelle.

Ieri, nello Yemen un’azione dei militari governativi contro un’organizzazione ribelle ha colpito, per sbaglio o con consapevolezza, nel mucchio.
Ebbene i civili barbaramente uccisi sono stati ottantasette.
Pari guai hanno causato, in molti casi, i bombardamenti intelligenti o le azioni di guerra degli eserciti occidentali e americani, in particolare.
Quante volte, cercando il terrorista, si è sparato a vanvera tra persone inermi?
C’è sempre chi sta tra due fuochi ed è vessato dall’una e dall’altra parte.

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Stragi e dolori per lo Sri Lanka

Ogni tanto ci si ricorda che nello (per noi l’isola di Ceylon) è in atto da decenni una crudele guerra.
Anche qui è la storia a parlare duro e netto.
La maggioranza singalese e la minoranza tamil conoscono da secoli rapporti periodicamente difficili.
Nello scorso Novecento dopo le prime avvisaglie negli anni Sessanta, dagli Ottanta in poi si è sviluppato un conflitto che dura a tutt’oggi.
Le Tigri Tamil, considerate organizzazione terroristica, lottano per la secessione del territorio in cui vivono.
Accusano da sempre il governo di discriminazione e praticano periodici assalti ed attentati.
L’ regolare risponde con terribili controffensive e il bilancio dei tra le parti in lotta e presso la popolazione civile in tutti questi decenni è salito fino a circa settantamila persone.

Ieri è giunta notizia dell’ennesima strage.
I Tamil accusano le forze governative di aver prodotto oltre duemila , tra cui duecento bambini, a seguito dei pesanti effettuati.
Gli avversari rispondono picche e ribaltano la responsabilità sui .
Di fatto è in corso una pesante offensiva che sta mettendo alle strette le Tigri Tamil, dichiaratesi non a caso disponibili a una tregua.
Difficile che l’ accetti proprio ora che sta stanando e battendo il nemico nelle sue stesse basi.

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