Sciopero generale, un milione nelle piazze d’Italia

I manifestanti allo sciopero della Cgil

I manifestanti allo sciopero della Cgil

Oltre 1 milione di manifestanti secondo la Cgil hanno preotestato oggi in tutta Italia contro la manvora economica al varo del parlamento. Una giornata che ha visto cortei, presidi e manifestazioni in tutte le regioni e nelle principali città dello stivale. Da Milano a Napoli, da Roma a Bologna. I lavoratori della Cgil hanno incrociato le braccia e sono scesi in piazza.

Dai leader del sindacato, nelle piazze dove è andata in scena la protesta, arriva la richiesta al governo di cambiare la “ingiusta, iniqua e depressiva”, di far pagare “di più chi più ha” invece che farla pesare sui “soliti noti”, i lavoratori. Lo slogan che sintetizza il concetto è: “Tutto sulle nostre spalle”.

Leggi tutto »

Continua il balletto sul posto fisso

Tremonti getta il sasso nello stagno.
Riabilita il lavoro a tempo indeterminato.
In principio solo i sindacati reagiscono e commentano, il resto tace.
Salta poi su , infaticabile e sfaticato persecutore dei famosi e corregge, anzi silura.
Gli pare che si parli di un relitto ormai sepolto, di un refuso, di una sorta di mostro da .
Sacconi conferma, in toni più moderati e comprensivi, ma la sostanza non muta.
Qualcuno si spinge a pensare che l’uscita del ministro dell’Economia sia l’ennesima stilettata contro Berlusconi, sulla linea iniziata e portata avanti da Fini.
Dopo lungo silenzio compare finalmente il giudizio della Confindustria: non scherziamo!
Il lavoro fisso come dogma appartiene al passato, solo l’elasticità può produrre nuova occupazione e rimettere in gioco l’economia.
Guai a muoversi dall’, nonostante i ben noti sfaceli.
La questione è chiusa? Tremonti bastonato e pentito ridotto in un angolo?
Nemmeno per idea, interviene il premier e stupisce: anche per lui il posto fisso è un valore.
Ama senza dubbio gli autonomi, il Cavaliere, ma non disdegna un verso la vecchia guardia dei dipendenti storici, non segnati dalla contrattazione impazzita.

Leggi tutto »

Duro lavorare, ancor più restare a casa!

Ieri c’è stato il grande sciopero dei metalmeccanici italiani promosso dalla Fiom.
Di mezzo non c’è soltanto il solito problema del contratto, ma pure una marea di cassintegrati e di operai sull’orlo e o nel baratro del licenziamento.
Nel frattempo il ministro Brunetta presentava le nuove norme contro i presunti fannulloni del settore pubblico.
Ci saranno controlli sui dipendenti curati da parte dei dirigenti superiori e un ruolo lo potrà avere anche il pubblico (ovvero i comuni cittadini) fornendo pagelle sul comportamento degli impiegati.
Guai poi a chi si finge malato e al medico compiacente che lo giustifica: di andrà sul penale!
Potrebbero sembrare regole ragionevoli ma…chi controllerà i controllori affinchè non diano giudizi e non compiano abusi a capocchia?
E se chi va allo sportello ne dice di tutti i colori su chi l’ha servito, semplicemente perché non si è visto dare la ragione che non ha?
Qualche spiegazione in più non guasterebbe.

Oggi non è facile lavorare ma lo è ancora meno vivere da disoccupato o da precario e a dirlo non sono solo io.
I dicono che in Europa, a causa della crisi, ci sono stati millesettecento suicidi e tremilacinquecento morti per eccesso nel consumo di alcol in più.
Ricordate i casi di France Telecom? Ebbene, non sono che la punta dell’iceberg.
E che ne dite del 30% di e del 15 % di in più, sempre a causa di problemi in ambito lavorativo?
Gli effetti negativi della crisi non sono quindi soltanto economici, ma più strettamente e semplicemente umani.
Questo va detto, perche accettare senza smuoversi il danno altrui è criminale.
Gli psicologi mettono il dito sulla piaga e raccomandano di pensare alle nuove generazioni: la precarietà è una medicina amara da inghiottire che può trasformarsi in un autentico veleno.
Ebbene, c’è tanto da pensare per la politica e per chi afferma di difendere i lavoratori.
L’uomo, ripeto ancora una volta, vale più del mercato.
Possibile che nessuno lo voglia capire?

Leggi tutto »

Parole di fuoco scagliate nel nulla

La odierna si perde nella , le esaspera, ne fa un missile gettato contro l’avversario.
Si producono esagerazioni a non finire, si vomita tutto il possibile, come se la verità venisse dagli sbalzi di umore o dalle fughe nella retorica più sfrontata.
Non capita solo nei nostri lidi, è un abito che viene vestito in larga parte del pianeta e non da oggi.
La prudenza che dovrebbe guidare chi ha responsabilità di peso viene abbandonata ai margini:l’ego deve esplodere e contagiare un pubblico che non aspetta altro che paprika e peperoncino in dosi industriali.

In casa nostra abbiamo avuto il Brunetta che ha parlato addirittura di colpo di stato.
Ebbene: porti le prove, vada dai magistrati, faccia nomi e cognomi, dica cosa sa e perché parla, altrimenti è solo fumo negli occhi.
Affermazioni di questo tipo sono gravi e ti aspetteresti che tutti i media ne parlassero con dovizia di particolari e con immediate indagini a tappeto: nemmeno per sogno.
L’assuefazione al nulla dei contenuti è tale che si può dire qualsiasi cosa in qualsiasi modo senza che vi si dia altro valore che di mera propaganda.
Dall’altra parte risponde Di Pietro paragonando addirittura a Saddam Hussein e allo stesso Hitler.
Ora, del premier si può anche pensare il peggio, ma citare esempi di quel tipo è francamente esagerato e privo di logica.
Per fortuna in Italia il sangue non è ancora scorso e nessuno ha costruito campi di concentramento opportunamente forniti di camere a gas.
Così si rischia di ottenere l’effetto contrario, di allontanare le persone dalla ricerca del vero.

Leggi tutto »

Per Brunetta c’è da temere un colpo si stato

Spararle grosse si vede che fa bene alla salute.
Visto che la maggioranza tossicchia e ha le febbre alta, non basta che il premier pontifichi secondo le sue inveterate abitudini, occorre che anche l’intendenza si faccia viva e accresca il patrimonio di proclami e profezie dalla assicurata.
È un vezzo che, come abbiamo più volte visto, ha molti sostenitori e protagonisti anche all’estero, in genere all’interno di paesi assai poco democratici.
Questa volta, e non è di sicuro la prima, ci ha pensato lì’impareggiabile Brunetta e descrivere un fosco quadro e a distribuire giudizi cupi e irridenti di qua e di là.
Lo ha fatto durante un incontro a Cortina D’Ampezzo, che come contesto e ambiente meriterebbe di sicuro qualcosa di meglio.
Non credo, peraltro, che il ministro possa essere inserito come le Dolomiti tra i patrimoni dell’umanità.
Meglio che non provi a far domanda.

Che ha detto Briunetta?
Ha parlato addirittura di .
Ma sì, avete letto bene: i potentati parassitari, burocratici, finanziari e editoriali italiani progetterebbero nientemeno che un colpo di stato.
Si darebbero da fare dietro le quinte e avrebbero coinvolto la mala sinistra come armata idiota di sfondamento, inviata a farsi ammazzare.
Quel che fa piacere è che esisterebbe anche un’inedita e imprecisata sinistra bene, la quale non sarebbe coinvolta nel terribile piano.
Forse il ministro pensa ai vari Bondi e Cicchitto che in verità hanno iniziato la loro carriera politica come mancini.

Leggi tutto »

Lavoratrici del settore pubblico tremate: Brunetta imperversa

file0001098059440[1]

Siete sempre fuori a far compere, tornate a casa nell’orario di lavoro per accudire quei disperati dei vostri mariti e figli, fate magari anche una visita alla mammina e vi fingete malate per farvi i fatti vostri.
Cosa pretendete, , di far carriera? Credete che si possa andare avanti così?
Smettetela un buona volta: parere di Brunetta.
Il focoso ministro non le manda a dire, solo che le sbaglia sempre.
Deve avere un’autentica per gli impiegati pubblici e ora se la prende con la parte femminile.
Tutti fannulloni, ovviamente, tranne lui che per lo meno parla molto; se poi faccia altro non si sa.
State comunque contente, care lavoratrici, tra non molto andrete in pensione come noi maschi e magari continuerete a guadagnare di meno e o stare in posti poco importanti.
Evviva le pari opportunità alla rovescia!
Questo è stato detto e timbrato nel corso di un incontro dedicato al tema, guarda un po’, “Women at work”.

Leggi tutto »

Attenzione agli studenti guerriglieri!

file0001175751025[1]

Fa discutere l’uscita estemporanea di , il quale ha definito gli studenti universitari che nei giorni scorsi avevano protestato a Rome si erano scontrati con la polizia nel tentativo di raggiungere, senza autorizzazione, un corteo della .
Il ministro non è nuovo a battute dal tenore forte e per lo più discutibili.
Questa volta ha francamente esagerato.
Le parole talora sono pietre e bisogna usarle con prudenza e ragione.
Non abbiamo da commentare una con morti e feriti, distruzioni diffuse e assalti a mano armata.
Ora cosa dobbiamo aspettarci: l’intervento dell’esercito o delle teste di cuoio?
Chi verrà mandato a stanare i reprobi, per gettarli nelle patrie galere?

Se chi protesta viene definito guerrigliero, siamo davvero alla frutta della democrazia.
Per fortuna si tratta di semplice retorica e di falso muso duro.
Ciò nonostante l’episodio non va sottovalutato.
Segna infatti l’insofferenza per chi ha pareri diversi e li esprime con vigore.
Manifestazioni e scioperi non sono incidenti spregevoli, ma strumenti democratici
Si può non essere d’accordo con i motivi che li ispirano e con le forme che prendono, ma da qui a criminalizzarli ce ne corre.
E gli studenti sono persone come le altre: abbiano ragione o meno, vanno comunque ascoltati e rispettati.
In fin dei conti protestano su temi che non sono astratti o capziosi, ma che riguardano la loro vita e il loro futuro.

Leggi tutto »