Scritto Venerdì 25 Giugno 2010 da Andrea Tirone

I manifestanti allo sciopero della Cgil
Oltre 1 milione di manifestanti secondo la Cgil
hanno preotestato oggi in tutta Italia contro la manvora economica al varo del parlamento. Una giornata che ha visto
cortei, presidi e manifestazioni in tutte le regioni e nelle principali città dello stivale. Da Milano a Napoli, da Roma a Bologna. I lavoratori della Cgil hanno incrociato le braccia e sono scesi in piazza.
Dai leader del sindacato, nelle piazze dove è andata in scena la protesta, arriva la richiesta al governo di cambiare la manovra “ingiusta, iniqua e depressiva”, di far pagare “di più chi più ha” invece che farla pesare sui “soliti noti”, i lavoratori. Lo slogan che sintetizza il concetto è: “Tutto sulle nostre spalle”.
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Tag:adesione, Bersani, Brunetta, CGIL, ingiusta, manifestazione, Manovra, sciopero generale, Susanna Camusso
Scritto Mercoledì 21 Ottobre 2009 da Sergio Tazzer
Tremonti getta il sasso nello stagno.
Riabilita il lavoro a tempo indeterminato.
In principio solo i sindacati reagiscono e commentano, il resto tace.
Salta poi su Brunetta, infaticabile e sfaticato persecutore dei famosi fannulloni e corregge, anzi silura.
Gli pare che si parli di un relitto ormai sepolto, di un refuso, di una sorta di mostro da museo delle cere.
Sacconi conferma, in toni più moderati e comprensivi, ma la sostanza non muta.
Qualcuno si spinge a pensare che l’uscita del ministro dell’Economia sia l’ennesima stilettata contro Berlusconi, sulla linea iniziata e portata avanti da Fini.
Dopo lungo silenzio compare finalmente il giudizio della Confindustria: non scherziamo!
Il lavoro fisso come dogma appartiene al passato, solo l’elasticità può produrre nuova occupazione e rimettere in gioco l’economia.
Guai a muoversi dall’integralismo liberista, nonostante i ben noti sfaceli.
La questione è chiusa? Tremonti bastonato e pentito ridotto in un angolo?
Nemmeno per idea, interviene il premier e stupisce: anche per lui il posto fisso è un valore.
Ama senza dubbio gli autonomi, il Cavaliere, ma non disdegna un occhio benevolo verso la vecchia guardia dei dipendenti storici, non segnati dalla contrattazione impazzita.
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Tag:berlusconi, Brunetta, concretezza, Confindustria, integralismo liberista, lavora a tempo indeterminato, museo delle cere, occhio benevolo, Tremonti
Scritto Sabato 10 Ottobre 2009 da Sergio Tazzer
Ieri c’è stato il grande sciopero dei metalmeccanici italiani promosso dalla Fiom.
Di mezzo non c’è soltanto il solito problema del contratto, ma pure una marea di cassintegrati e di operai sull’orlo e o nel baratro del licenziamento.
Nel frattempo il ministro Brunetta presentava le nuove norme contro i presunti fannulloni del settore pubblico.
Ci saranno controlli sui dipendenti curati da parte dei dirigenti superiori e un ruolo lo potrà avere anche il pubblico (ovvero i comuni cittadini) fornendo pagelle sul comportamento degli impiegati.
Guai poi a chi si finge malato e al medico compiacente che lo giustifica: di andrà sul penale!
Potrebbero sembrare regole ragionevoli ma…chi controllerà i controllori affinchè non diano giudizi e non compiano abusi a capocchia?
E se chi va allo sportello ne dice di tutti i colori su chi l’ha servito, semplicemente perché non si è visto dare la ragione che non ha?
Qualche spiegazione in più non guasterebbe.
Oggi non è facile lavorare ma lo è ancora meno vivere da disoccupato o da precario e a dirlo non sono solo io.
I dati dicono che in Europa, a causa della crisi, ci sono stati millesettecento suicidi e tremilacinquecento morti per eccesso nel consumo di alcol in più.
Ricordate i casi di France Telecom? Ebbene, non sono che la punta dell’iceberg.
E che ne dite del 30% di ansia e del 15 % di depressione in più, sempre a causa di problemi in ambito lavorativo?
Gli effetti negativi della crisi non sono quindi soltanto economici, ma più strettamente e semplicemente umani.
Questo va detto, perche accettare senza smuoversi il danno altrui è criminale.
Gli psicologi mettono il dito sulla piaga e raccomandano di pensare alle nuove generazioni: la precarietà è una medicina amara da inghiottire che può trasformarsi in un autentico veleno.
Ebbene, c’è tanto da pensare per la politica e per chi afferma di difendere i lavoratori.
L’uomo, ripeto ancora una volta, vale più del mercato.
Possibile che nessuno lo voglia capire?
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Tag:ansia, Brunetta, Crisi, dati, depressione, fannulloni, metalmeccanici sciopero, morti per alcol, precarietà, suicidi, veleno
Scritto Lunedì 21 Settembre 2009 da Sergio Tazzer
La politica odierna si perde nella parole, le esaspera, ne fa un missile gettato contro l’avversario.
Si producono esagerazioni a non finire, si vomita tutto il possibile, come se la verità venisse dagli sbalzi di umore o dalle fughe nella retorica più sfrontata.
Non capita solo nei nostri lidi, è un abito che viene vestito in larga parte del pianeta e non da oggi.
La prudenza che dovrebbe guidare chi ha responsabilità di peso viene abbandonata ai margini:l’ego deve esplodere e contagiare un pubblico che non aspetta altro che paprika e peperoncino in dosi industriali.
In casa nostra abbiamo avuto il Brunetta che ha parlato addirittura di colpo di stato.
Ebbene: porti le prove, vada dai magistrati, faccia nomi e cognomi, dica cosa sa e perché parla, altrimenti è solo fumo negli occhi.
Affermazioni di questo tipo sono gravi e ti aspetteresti che tutti i media ne parlassero con dovizia di particolari e con immediate indagini a tappeto: nemmeno per sogno.
L’assuefazione al nulla dei contenuti è tale che si può dire qualsiasi cosa in qualsiasi modo senza che vi si dia altro valore che di mera propaganda.
Dall’altra parte risponde Di Pietro paragonando Berlusconi addirittura a Saddam Hussein e allo stesso Hitler.
Ora, del premier si può anche pensare il peggio, ma citare esempi di quel tipo è francamente esagerato e privo di logica.
Per fortuna in Italia il sangue non è ancora scorso e nessuno ha costruito campi di concentramento opportunamente forniti di camere a gas.
Così si rischia di ottenere l’effetto contrario, di allontanare le persone dalla ricerca del vero.
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Tag:Brunetta, democrazia, Di Pietro, ego, esagerazioni, ossa rotte, Politica, prudenza, repubblicani, retorica sfrontata, Stati Uniti
Scritto Domenica 20 Settembre 2009 da Sergio Tazzer
Spararle grosse si vede che fa bene alla salute.
Visto che la maggioranza tossicchia e ha le febbre alta, non basta che il premier pontifichi secondo le sue inveterate abitudini, occorre che anche l’intendenza si faccia viva e accresca il patrimonio di proclami e profezie dalla stravaganza assicurata.
È un vezzo che, come abbiamo più volte visto, ha molti sostenitori e protagonisti anche all’estero, in genere all’interno di paesi assai poco democratici.
Questa volta, e non è di sicuro la prima, ci ha pensato lì’impareggiabile Brunetta e descrivere un fosco quadro e a distribuire giudizi cupi e irridenti di qua e di là.
Lo ha fatto durante un incontro a Cortina D’Ampezzo, che come contesto e ambiente meriterebbe di sicuro qualcosa di meglio.
Non credo, peraltro, che il ministro possa essere inserito come le Dolomiti tra i patrimoni dell’umanità.
Meglio che non provi a far domanda.
Che ha detto Briunetta?
Ha parlato addirittura di golpe.
Ma sì, avete letto bene: i potentati parassitari, burocratici, finanziari e editoriali italiani progetterebbero nientemeno che un colpo di stato.
Si darebbero da fare dietro le quinte e avrebbero coinvolto la mala sinistra come armata idiota di sfondamento, inviata a farsi ammazzare.
Quel che fa piacere è che esisterebbe anche un’inedita e imprecisata sinistra bene, la quale non sarebbe coinvolta nel terribile piano.
Forse il ministro pensa ai vari Bondi e Cicchitto che in verità hanno iniziato la loro carriera politica come mancini.
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Tag:Brunetta, febbre alta, golpe, maggioranza, mala sinistra, orrida genia, poteri forti, profezie, sport nazionale, stravaganza
Scritto Venerdì 3 Aprile 2009 da Sergio Tazzer
![file0001098059440[1]](http://it.ruid.com/photos/original/48852-pxmx9e7kzkwt93fnzwzs.jpg)
Siete sempre fuori a far compere, tornate a casa nell’orario di lavoro per accudire quei disperati dei vostri mariti e figli, fate magari anche una visita alla mammina e vi fingete malate per farvi i fatti vostri.
Cosa pretendete, donne, di far carriera? Credete che si possa andare avanti così?
Smettetela un buona volta: parere di Brunetta.
Il focoso ministro non le manda a dire, solo che le sbaglia sempre.
Deve avere un’autentica idiosincrasia per gli impiegati pubblici e ora se la prende con la parte femminile.
Tutti fannulloni, ovviamente, tranne lui che per lo meno parla molto; se poi faccia altro non si sa.
State comunque contente, care lavoratrici, tra non molto andrete in pensione come noi maschi e magari continuerete a guadagnare di meno e o stare in posti poco importanti.
Evviva le pari opportunità alla rovescia!
Questo è stato detto e timbrato nel corso di un incontro dedicato al tema, guarda un po’, “Women at work”.
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Tag:Brunetta, Carfagna, diminuzioni di personale, donne, fannulloni, idiosincrasia, impegni da incubo, settore pubblico, uffici sotto organico
Scritto Venerdì 20 Marzo 2009 da Sergio Tazzer
![file0001175751025[1]](http://it.ruid.com/photos/original/46725-sctadgdrhqk7a86d7dz1.jpg)
Fa discutere l’uscita estemporanea di Brunetta, il quale ha definito guerriglieri gli studenti universitari che nei giorni scorsi avevano protestato a Rome si erano scontrati con la polizia nel tentativo di raggiungere, senza autorizzazione, un corteo della CGIL.
Il ministro non è nuovo a battute dal tenore forte e per lo più discutibili.
Questa volta ha francamente esagerato.
Le parole talora sono pietre e bisogna usarle con prudenza e ragione.
Non abbiamo da commentare una manifestazione con morti e feriti, distruzioni diffuse e assalti a mano armata.
Ora cosa dobbiamo aspettarci: l’intervento dell’esercito o delle teste di cuoio?
Chi verrà mandato a stanare i reprobi, per gettarli nelle patrie galere?
Se chi protesta viene definito guerrigliero, siamo davvero alla frutta della democrazia.
Per fortuna si tratta di semplice retorica e di falso muso duro.
Ciò nonostante l’episodio non va sottovalutato.
Segna infatti l’insofferenza per chi ha pareri diversi e li esprime con vigore.
Manifestazioni e scioperi non sono incidenti spregevoli, ma strumenti democratici
Si può non essere d’accordo con i motivi che li ispirano e con le forme che prendono, ma da qui a criminalizzarli ce ne corre.
E gli studenti sono persone come le altre: abbiano ragione o meno, vanno comunque ascoltati e rispettati.
In fin dei conti protestano su temi che non sono astratti o capziosi, ma che riguardano la loro vita e il loro futuro.
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Tag:Brunetta, democrazia, guerriglieri, insofferenza, manovratore, parole, protesta manifestazioni, studenti universitari