Partiti in cerca di autore
Il Partito Democratico chiama domani al varco gli elettori per darsi un’identità forte e condivisa.
Il passaggio delle primarie ha un valore intrinseco che va rispettato e condiviso, in quanto permette di scegliere i leader e non di subirli.
Nei fatti non ci sono previsioni attendibile su chi parteciperà né si può essere sicuri di chi vincerà.
I precedenti passaggi tra gli iscritti hanno dato un vantaggio cospicuo a Bersani, ma Franceschini e Marino non sono stati a guardare né hanno gettato la spugna.
Ciascuno porta nel partito idee e sfumature diverse che dovranno comunque armonizzarsi, s non si vorrà proseguire in un caotico affermarsi e negarsi da un giorno all’altro.
E’ già molto, a mio avviso, che le candidature non abbiano ripercorso le divisioni tra le componenti d’origine.
Se il PD saprà finalmente darsi un programma unitario e forte, tutto il panorama politico trarrà giovamento.
E’ di chiarezza che c’è soprattutto bisogno, oggi più che mai, e di forze fresche in grado di lasciare alle spalle le ambizioni di potere, le cadute e le incertezze permanenti, a vantaggio di una scelta ferma, in grado di essere percepita al pari dei tempi duri in cui viviamo.
Si dica se si sta ancora legati al liberismo folle, solo per migliorarlo un poco o se si ‘ in cerca di altri e più provvidi orizzonti.
Si dica che Italia si vuole e come realizzarla.