Partiti in cerca di autore

Il Partito Democratico chiama domani al varco gli elettori per darsi un’identità forte e condivisa.
Il passaggio delle primarie ha un valore intrinseco che va rispettato e condiviso, in quanto permette di scegliere i leader e non di subirli.
Nei fatti non ci sono previsioni attendibile su chi parteciperà né si può essere sicuri di chi vincerà.
I precedenti passaggi tra gli iscritti hanno dato un vantaggio cospicuo a Bersani, ma Franceschini e Marino non sono stati a guardare né hanno gettato la spugna.
Ciascuno porta nel partito idee e sfumature diverse che dovranno comunque armonizzarsi, s non si vorrà proseguire in un caotico affermarsi e negarsi da un giorno all’altro.
E’ già molto, a mio avviso, che le candidature non abbiano ripercorso le divisioni tra le componenti d’origine.
Se il saprà finalmente darsi un e forte, tutto il panorama politico trarrà giovamento.
E’ di che c’è soprattutto bisogno, oggi più che mai, e di forze fresche in grado di lasciare alle spalle le ambizioni di potere, le cadute e le incertezze permanenti, a vantaggio di una scelta ferma, in grado di essere percepita al pari dei tempi duri in cui viviamo.
Si dica se si sta ancora legati al liberismo folle, solo per migliorarlo un poco o se si ‘ in cerca di altri e più provvidi orizzonti.
Si dica che Italia si vuole e come realizzarla.

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Tornano i pesanti sospetti sul nucleare iraniano

Si parla di disarmo nucleare, si vorrebbe procedere, ma gli incerti pullulano e mostrano come la via sia irta di chiodi.
Al centro rimane l’, con il suo programma di sviluppo atomico indirizzato a scopi civili, secondo le autorità di Teheran, alquanto minaccioso per i leader dei paesi occidentali.
La polemica sembrava un poco stemperarsi negli ultimi tempi, tutti reciprocamente ricondotti al noto principio del bastone e della carota.
Si attendeva un incontro chiarificatore senza eccessiva fretta, poi, in un nonnulla, il clima si è di nuovo incendiato.
Che è successo?
E’ avvenuta la scoperta di un secondo sito per la produzione atomica che l’ avrebbe tenuto del tutto segreto.
Come mai?

A rivelarlo è stato lo stesso in un improvviso stop ai lavori del G 20 di Pittsburgh.
Accompagnato da Gordon Brown e da Sarkozy ha illustrato la nuova pesante situazione, parlando di un’autentica alla comunità internazionale.
Sullo sfondo gravitano nuove sanzioni e questa volta anche Russia e Cina sembrano disponibili a parlarne e a deciderle.
La novità era stata già comunicata da a Medvedev e il presidente russo non ha potuto far altro che prenderne nota, parlando di grave preoccupazione.
Ora vengono richieste immediate ispezioni dell’AIEA, l’ente internazionale che sorveglia sulla non proliferazione nucleare.
Il regime iraniano, per converso, si trova isolato, inchiodato alle sue responsabilità e alla sua protervia.
Non potrà limitarsi a negare, dovrà anche spiegare, mostrare e non potrà più far conto sula storica protezione della Russia.
Perché tenere nascosto un sito, se si vuole solamente produrre energia?
Preso con le mani nel sacco, l’ rischia uno stato di accusa generalizzato.
Fare è più che necessario, prima che le situazioni sfuggano di mano.

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Obama apre e il mondo islamico gradisce

E’ successo all’, durante la in Egitto, con tutti i riflettori addosso.
Il pubblico era quanto mai eterogeneo: studenti, professori, politici, giornalisti, religiosi.
In città e nell’intero pianeta numerose sono state le televisioni accese per seguire in diretta l’acceduto
Era un quanto mai atteso e non ha deluso.
Si è espresso con chiarezza, senza tentennamenti e inutili lusinghe.
Ha citato più volte il Corano ed è apparso ispirato, come gli accade quando avverte su di sé il peso della storia.
Ha offerto notevoli aperture al mondo arabo ed islamico, facendo capire che l’America lo rispetta, anche all’interno dei propri stessi confini.
Ha confermato l’ovvio pensiero per cui le religioni non devono dividere nè condurre a conflitti.
Ha anche chiesto scusa per le aberrazioni dell’era Bush, tortura compresa.
Ha rievocato le aspirazioni comuni verso la libertà, la giustizia, la solidarietà, insistendo sulla verità e sul dialogo come principi fondamentali di relazione.

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E’ possibile il dialogo interreligioso?

La di in Medio Oriente, ormai iniziata dalla Giordania, reca domande importanti e inizia a dare risposte.
Il papa ha già sottolineato l’importanza del tra le grandi religioni del Libro che proprio in questi territori hanno le loro origini.
Ripeterà gesti già compiuti dal predecessore e cercherà di sciogliere le trascorse polemiche.
Certi passi avvenuti in passato sulla via della pacificazione non possono essere negati e nei fatti non lo sono.
Ogni fede ha pretese di universalità ma trova giovamento nel curare i rapporti con le altre e tante sono state le iniziative di condivisione che si sono sviluppate nel tempo.
Si sa molto degli integralisti, poco e male di chi pratica vie parallele con passaggi in comune.

L’attuale pontefice non vuole confusioni e non gradisce sincretismi.
Ciò non significa però che voglia comunicare un Cristianesimo aggressivo e con la spada ai fianchi.
Né aiutano le influenze politiche sulle religioni.
La cristianità non coincide con l’Occidente, semmai lo precede e lo accompagna, ma il suo respiro è ben più ampio.
L’ non riguarda solo le popolazioni arabe, ma si stende all’intero globo ed è praticato anche da diversi occidentali.
L’Ebraismo, a sua volta, non è soltanto Israele, ma ha coinvolto, nella sua pluralità di influenze e di ricerche religiose, la cultura universale
Le diverse fedi si sono combattute ma anche intrecciate, proprio nei momenti migliori.

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