Italia dei valori, al via il primo congresso nazionale

congresso IdvL’ dei Valori alla prova del congresso. Quello che si è aperto oggi a Roma è, infatti, il primo convegno nazionale del partito di Antonio Di Pietro.

Lo slogan che accompagnerà la fino alla chiusura di domenica dice “L’alternativa per una nuova ”. In effetti il gruppo dell’ex di Milano è in forte ascesa tra i sondaggi pre elettorali, nonostante le ultime polemiche legate ad un presunto coinvolgimento del leader Idv con la ai tempi di mani pulite. Accuse che per la verità appaiono piuttosto flebili e basate su assunti un po’ strampalati.

I 3.607 delegati in modo particolare di giustizia e legalità, da sempre i temi più cari all’Idv. L’intervento di Di Pietro è atteso per doamni, quando il congresso entrera’ nel vivo. In platea ad ascoltare l’ex pm ci sarà anche il segretario del Pd Pier Luigi Bersani.

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La Corea del Nord prosegue la sua strategia d’urto

La Corea del Nord prosegue a far impazzire l’Estremo Oriente.
Dopo il test nucleare svolto la scorsa settimana, la tensione è giorno per giorno cresciuta e ora siamo a un nuovo punto critico.
Le forze della Corea del Sud e quelle statunitensi presidiano l’area in pieno accordo.
Il dirimpettaio settentrionale ha voluto, a sua volta, alzare il tiro, affermando che non accetterà mai che le proprie navi possono essere controllate e arrestate per garantire gli effetti dell’embargo in corso.
La risposta, ha assicurato, sarebbe militare.

Se il regime nordcoreano bleffi o faccia sul serio è motivo tuttora di analisi.
Di certo ha motivi interni, dove l’attuale cerca di confermare il futuro delle vera e propria dinastia cui appartiene.
La successione di questa strana versione comunista continua infatti a prevedere il passaggio dello scettro da padre a figlio.
Il paese intanto langue e permane serrato a più chiavi: si parla di povertà drammatiche e di abusi continui della casta al potere.
Per mantenere questo tragico equilibrio interno, quest’ultima punta, come sempre si fa in simili occasioni, sull’orgoglio nazionale e sulla proiezione verso l’esterno di tutte le tensioni intime.

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Obama chiude Guantanamo: e poi?

Guantanamo deve chiudere e chiuderà.
La famosa e orrida prigione che ospita presunti terroristi e al cui interno sono stati ampiamente documentati casi di tortura vedrà serrate le porte, probabilmente nel gennaio del 2010.
Lo ha detto il presidente Barack Obama che desidera così voltare pagina dopo gli eccessi dell’era Bush.
Restano i prigionieri che verranno trattati diversamente, a seconda delle e delle indagini loro riferite.
Alcuni avranno processi ordinari, altri dovranno presentarsi dinanzi a corti militari, altri ancora saranno destinati ad altri luoghi di detenzione, parte negli Stati Uniti, parte all’estero.
Rimane un gruppo di maggiori indiziati con alto indice di pericolosità per i quali si deve ancora trovare una sistemazione adeguata.
In realtà la distruzione di un simbolo non basta per chi abbia a cuore i diritti umani.
Quel che accadrà in futuro avrà caratteristiche di rispetto e di trasparenza o la partita continuerà a svolgersi in termini discutibili, magari con meno riflettori al seguito?
Aldilà della pur comprensibile difesa della sicurezza nazionale, sarebbe bello constatare davvero che l’America torna ad essere in pieno uno stato di diritto.

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