Riordino fondi all’editoria, al via la discussione alla Camera

BonaiutiUn netto ai contributi per l’editoria, nell’ordine del 18-20%. Sono queste le prime indicazioni trapelate dalla della Camera, che ieri ha avviato la discussione per il della disciplina che regola l’ dei fondi. L’imperativo categorico, ribadito dal alla presidenza del Consiglio, , è quello di tagliare fuori dalla le testate che non ne hanno diritto.

Si cerca una soluzione condivisa con l’opposizione
per tutelare le testate che hanno diritto ai contributi garantendone l’. “Ho chiesto l’appoggio di tutti – ha detto Boaniuti – per una decisione condivisa al fine di non provocare danni all’. Il regolamento dovrà favorire l’ dei giornalisti chiedendo agli editori, al fine dell’erogazione dei contributi, l’attestazione di minimi di qualificata”.

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Cari docenti, un bel test dialettale non può farvi che bene

Una ne pensano e cento ne dicono e per la demagogia è festa grande.
Alla Cultura della Camera arrivano delle splendide proposte formato leghista e creano imbarazzo nella maggioranza e spingono l’opposizione sulle barricate.
Dopo avviene una parziale marcia indietro, ma la lotta continua è ha il suo centro nella tanto bistrattata scuola pubblica.
Il tema è la selezione dei .
Il Carroccio si è spinto fino a immaginare un e tradizioni locali per i , necessario da passarsi per essere iscritti negli albi regionali.
E già: se vuoi insegnare in un luogo devi esserne integralmente parte e può, per esempio, uno che viene dal Sud, educare con piena cognizione di causa un bel rampollo lombardo, veneto o piemontese?
Non c’è il rischio di una perdita delle radici, di una confusione radicale, di uno smarrirsi tra il Vesuvio e Pulcinella, tra l’Etna e i pomodorini di Pachino.
Penso alla matematica e a Dante spiegati in vernacolo della Val Brembana: devono sembrare un’autentica, ottava meraviglia.

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