Tartaglia, il gip gli concede i domiciliari in una comunità

massimo-tartaglia all’interno di una comunità. Lo ha deciso oggi il per , l’uomo che lo scorso 13 dicembre a aveva aggredito il premier tirandogli una miniatura del Duomo.

Il giudice milanese ha dunque accolto l’istanza dei difensori di , gli Daniela Insalaco e Gianmarco Rubino, che avevano richiesto i domiciliari. Anche la Procura si era detta d’accordo.

che attualmente si trova in stato di detenzione nel reparto di psichiatria dell’ospedale San Carlo, verrò trasferito in una già individuata dai suoi legali. Perché il trasferimento avvenga manca solo il nulla osta dei sanitari del reparto di psichiatria dell’ospedale San Carlo.

Contenta per la decisione la mamma dell’aggressore: “Non sapevo nulla. Ora chiamo per avere notizie. Ma certamente mi sembra una bella cosa”, ha detto a caldo la signora.

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Recuperare cittadinanza

Non si è cittadini di una nazione e di un paese solo perché si può godere di riconoscimento e di una serie stabile di .
Il concetto, nella sua integralità non comprende unicamente l’appartenenza ma si gioca anche sulla partecipazione attiva e responsabile.
Si hanno opportunità, si ottiene rispetto, libertà.
Ci sono pure da assolvere e norme cui attenersi.
In un contesto civile e realmente democratico si danno equilibri virtuosi e trasparenti tra l’individuo e la collettività, fino a quell’espressione politica caratteristica che è lo Stato con tutte le istituzioni che ne derivano e dipendono.
La viene allora considerata un valore e permette a chi ne è investito di sentirsi inserito in una comunità più vasta con cui si intrecciano relazioni consapevoli e reciprocamente fruttuose.

In Italia non è facile sentirsi cittadini a pieno titolo.
Da una parte esistono caste, lobby, nuclei di potere che premono e differenziano fino a escludere e condizionare.
Dall’altra abbiamo persone che più che chiedere cercano soluzioni interessate e non danno alcun peso alle regole comuni.
Qui allignano le raccomandazioni, le tangenti, il voto di scambio, l’evasione, il menefreghismo diffuso.
Ne scaturisce quella giungla di comportamenti impropri che rende ingestibile e fragile la nostra società: qui la decade.

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