Orrore a Baghdad

Povero ! Uscire dal non è facile.
Poco tempo è passato da quando le truppe americane si sono ritirate dai principali centri del paese.
Il doveva passare al Governo locale e poteva essere questa la prova di un raggiunto equilibrio non più umiliante e dettato dallo straniero.
Era stato fatto molto lavoro per pacificare le diverse etnie e fedi che ospita l’antica Mesopotamia, una terra ricca di storia e di cultura come poche altre.
L’illusione di un seppur parziale successo è durata poco.
Gli , per una certa stagione si erano diradati, come se il processo di pacificazione avesse portato crepe anche nel più acerrimo fronte ribelle.
Ora sappiamo che era una ritirata strategica in vista di un’ulteriore campagna acquisti, fondata sul permanente disastro di una terra troppo a lungo martoriata.

No, il terrorismo non c’era in , né il perfido Saddam Hussein l’aveva mai chiamato in causa.
Le bugie hanno le gambe corte, si diceva una volta.
E’ stata la guerra di Bush a richiamare frotte di integralisti e a cementarli con diverse aree del dissenso locali.
Ora si vocifera di un’alleanza tra e i revanscisti del vecchio, disciolto partito .
E’ un dato che fa pensare.
Ci ricorda come gli Stati Uniti abbiano gestito malamente, con poca o nulla accortezza, il dopo Saddam, generando odi e volontà di rivincita.

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