Scritto Giovedì 30 Luglio 2009 da Sergio Tazzer
Una ne pensano e cento ne dicono e per la demagogia è festa grande.
Alla Commissione Cultura della Camera arrivano delle splendide proposte formato leghista e creano imbarazzo nella maggioranza e spingono l’opposizione sulle barricate.
Dopo avviene una parziale marcia indietro, ma la lotta continua è ha il suo centro nella tanto bistrattata scuola pubblica.
Il tema è la selezione dei docenti.
Il Carroccio si è spinto fino a immaginare un test di dialetto e tradizioni locali per i docenti, necessario da passarsi per essere iscritti negli albi regionali.
E già: se vuoi insegnare in un luogo devi esserne integralmente parte e può, per esempio, uno che viene dal Sud, educare con piena cognizione di causa un bel rampollo lombardo, veneto o piemontese?
Non c’è il rischio di una perdita delle radici, di una confusione radicale, di uno smarrirsi tra il Vesuvio e Pulcinella, tra l’Etna e i pomodorini di Pachino.
Penso alla matematica e a Dante spiegati in vernacolo della Val Brembana: devono sembrare un’autentica, ottava meraviglia.
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Tag:albi regionali, buon senso, Commissione Cultura, cosapevolezza, Demagogia, docenti, proposte leghiste, studi seri, test di dialetto
Scritto Mercoledì 25 Marzo 2009 da Sergio Tazzer
![file0002117116830[1]](http://it.ruid.com/photos/original/47505-3kpjsjqyqmy68kkwbkha.jpg)
I tagli di personale che il Governo intende realizzare nella scuola pubblica per i prossimi anni scolastici stanno prendendo corpo.
Si tratta di circa quarantaduemila esuberi totali, distribuiti in due fasi.
Tutti gli ordini ne risulterebbero colpiti, con un dato più consistente per la scuola media inferiore.
Ci saranno pure duecentoquarantacinque presidi in meno e le regioni più tartassate dovrebbero risultare quelle del sud, Puglia, Campania, Calabria e Sicilia.
I docenti di sostegno rimangono più o meno quelli che erano, mentre problemi potrebbero sorgere per la gestione del tempo pieno.
Si farà infatti dove ci sono le risorse umane sufficienti e anche su tale base verrà deciso chi dovrà occuparsene e per quali tipi di insegnamento.
A me sembra una lotteria piuttosto bislacca, con la sorpresa svelata solo all’ultimo.
Mamme e papà che lavorate tremate e cominciate a convincere il nonno a limitare le uscite e i tressette o gli scoponi con gli amici e la nonna ad abbandonare il corso di ballo sudamericano, di cultura giapponese e la gara delle torte.
Insegnanti precari o meno, preparatevi per i call center.
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Tag:conti, docenti, enti locali, governo, ordini scolastici, presidi, qualità, scuola, tagli, tempo mediocre, tempo pieno