Ecclestone: ottimo esempio di pescecane ai vertici

Fa parte dei cosiddetti potenti, perché il controllore di uno e commercialmente evoluto come la non può essere un tipo da bar.
Al suo intorno si muovono interessi finanziari da capogiro e, nonostante critiche, accuse, indagini e cadute, è sempre lì, imperturbabile e immarcescibile.
E’ arrivato ai vertici come i tanti pirati di oggi, che con applicazione assoluta convertono in oro tutto ciò che arrivano a toccare.
Bernie ne ha fatto di strada e per chi vuole conoscerla, la sua biografia è esemplare di cosa significhi la caduta nel liberismo senza regole e alternative.
Ogni tanto, bene o male per lui, male per noi, gli capita di fare un’intervista scandalosa che ne corrisponde in pieno al carattere, alle idee e alla sfrontatezza.
Non finge perché non deve, non ne ha bisogno: può dire tutto quel che gli frulla per la testa.

Ieri, a margine del Gran Premio del Brasile, ha concesso un’intervista al quotidiano Focha di San Paolo, in cui, tra le altre amenità, ha detto che la morte di Ayrton Senna è stata di certo una sciagura, ma la pubblicità portata alla è risultata tanta.
Chi vuol sacrificarsi tra i piloti, per accrescere i cespiti di uno pseudo sport trasformato in un giro economico fuori controllo, può accomodarsi, la benedizione interessata di Bernie è assicurata.
Ora nessuna mentita all’intervista può funzionare, dato che è tutto registrato.

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