Occorre più fiducia nell’Europa
Con l’approssimarsi delle elezioni europee molti temono, nel continente e in Italia, una forte crescita delle astensioni.
Il motivo è abbastanza notorio.
Negli ultimi anni la speranza e la fiducia nelle istituzioni comunitarie sono impallidite.
Non è un caso si in diverse nazioni, Francia e Olanda ad esempio, i cittadini hanno bocciato i trattati più avanzati che spingevano in senso federale.
Si sono dovuti compiere passi indietro e quanto è uscito a Lisbona, sempre che venga da tutti confermato, è poco.
Avremmo potuto contare su una nuova Costituzione europea e su assetti unitari più democratici e ed efficienti.
Continuiamo invece a difendere le piccole patrie quando non il solo orticello di casa.
Ci sono colpe proprie delle istituzioni: non hanno voluto o forse saputo agevolare la partecipazione viva dei cittadini.
Sono apparse segnate da eccessi di burocratizzazione.
Si è visto che le politiche nazionali avevano spesso più forza di quelle comunitarie.
L’allargamento è stato faticoso ed è giunto a compiersi nel momento peggiore, in assenza di assetti unitari più maturi.
Si è tardato a fare l’Europa nelle coscienze, puntando troppo sul solo fattore economico.
Ma si sono fatti anche notevoli progressi e oggi siamo, come non mai, veri cittadini europei.
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