Occorre più fiducia nell’Europa

Con l’approssimarsi delle molti temono, nel continente e in Italia, una forte crescita delle .
Il motivo è abbastanza notorio.
Negli ultimi anni la speranza e la fiducia nelle istituzioni comunitarie sono impallidite.
Non è un caso si in diverse nazioni, Francia e Olanda ad esempio, i cittadini hanno bocciato i trattati più avanzati che spingevano in senso federale.
Si sono dovuti compiere e quanto è uscito a Lisbona, sempre che venga da tutti confermato, è poco.
Avremmo potuto contare su una nuova Costituzione europea e su assetti unitari più democratici e ed efficienti.
Continuiamo invece a difendere le piccole patrie quando non il solo orticello di casa.

Ci sono colpe proprie delle istituzioni: non hanno voluto o forse saputo agevolare la partecipazione viva dei cittadini.
Sono apparse segnate da eccessi di .
Si è visto che le politiche nazionali avevano spesso più forza di quelle comunitarie.
L’allargamento è stato faticoso ed è giunto a compiersi nel momento peggiore, in assenza di assetti unitari più maturi.
Si è tardato a fare l’Europa nelle coscienze, puntando troppo sul solo fattore economico.
Ma si sono fatti anche notevoli progressi e oggi siamo, come non mai, veri cittadini europei.

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La Giunta della Regione Sicilia va a bagno

Mentre il premier si trastulla con il caso Noemi, dalla Sicilia gli giunge un’altra notizia poco gradita.
La Giunta è in ed è lo stesso presidente e governatore ad aver rovinato la frittata.
O meglio, pare che l’intruglio fosse già da tempo immangiabile.
Il leader del Movimento per l’autonomia ne ha quindi preso atto e ora manda il benservito ai suoi assessori.
Costoro attendono il decreto di revoca, perchè da soli, naturalmente, non hanno nessuna intenzione di andarsene.
ha poi dato a tutti le quarantotto ore, per costituire un nuovo governo regionale, letteralmente con chi ci sta.

Vincere con oltre il sessantacinque per cento dei voti evidentemente non basta.
è altra cosa e proprio i numeri e il senso di poter fare qualsiasi cosa danno alla testa.
Sicchè la Giunta siciliana ha proceduto al rallentatore e tra mille incomprensioni e polemiche fino allo sbando oggi emerso.
Il futuro è nebuloso e forse le quarantotto ore sono piuttosto poche.
C’è chi pensa addirittura a un ribaltone o a una sorta di coalizione fantasiosa e multicolore.
Potrà però permettersi un tale smacco proprio alla vigilia delle ?
Franceschini afferma festoso che questo è un primo franamento cui potrebbero seguirne altri.
Difficile valutare se si tratta di impressioni veritiere o di semplici auspici.

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Nuova formazione politica a sinistra per le Europee

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In previsione delle è nata una denominata Sinistra e Libertà.
Ieri ha avuto modo di presentarsi con una manifestazione tenutasi a Roma, durante la quale sono stati proposti i programmi e il simbolo.
Essa è sorta dall’accordo tra diverse componenti, quali i socialisti dello Sdi,i Verdi e Sinistra Democratica, con l’apporto di membri del PDCI e degli ex di Rifondazione Comunista riuniti intorno a Niki Vendola
Si tratta dell’ in un’area che era uscita con una pesante sconfitta dalle ultime elezioni politiche e tenta ora di darsi una nuova configurazione.

I problemi sono reali e il percorso non è facile.
La storia della sinistra ha sviluppato nel tempo una sorta di virus della .
Ora si trova a confrontarsi con un panorama politico più compatto che non l’ha accolta, dove le formazioni minori faticano ad essere recepite e votate.
Se ci si produce sotto troppe sigle o non si trasmette l’effetto di una collaborazione reale, l’elettore viene preso da sfiducia e va altrove, oppure non vota nemmeno.
Oltre i discorsi occorre l’efficacia e le troppe divisioni non la favoriscono.
Il dibattito è ben comprensibile e utile, se però sa sganciarsi dagli eccessi di ideologizzazione e di dogmatismo.

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