Scritto Sabato 26 Settembre 2009 da Sergio Tazzer
Si parla di limiti ai bonus per i manager, dati spesso anche a quelli più idioti e inefficaci, tanto per non smentire il capitalismo da rapina.
Si cerca di dar regole al sistema finanziario con tempistiche piuttosto larghe, da qui al 2012.
C’è chi afferma che molto è già mutato: ne vedremo presto gli esiti.
Ci si impegna a lottare contro la disoccupazione: in quali termini non si sa.
Si è stilato un patto per la crescita sostenibile: il concetto vale parecchio ma va spiegato e la realtà deve seguire.
Come la metteremo con il mercato senza limiti?
Si pensa di aiutare i paesi emergenti e in questo impegno confluiscono anche la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale.
E delle nazioni che affondano che ne facciamo? Ordiniamo una bella serie di bare? Costruiamo graziosi cimiteri con vista sulla savana?
Sul clima qualcosa si farà: vedremo a Copenaghen.
Non resta molto tempo e la natura non è sensibile a nostri ordini e desideri, va dove le pare.
Il G 20 ci propone queste ricette, finora sul libro: non è ancora chiaro se finiranno mai nel piatto e con quale gusto.
L’unica speranza è che i leader dei grandi allargati abbiano capito la lezione e siano consapevoli delle sfide che ci aspettano.
Fosse solo retorica, ci sarebbe da condurli su un’isola deserta, lasciandoli a sbrigarsela da soli, senza più ledere le nostre vite.
Alle pelle e al potere tuttavia ci tengono e allora proviamo un poco a fidarci, anche se i risultati non sono mai pari alle attese.
C’è paura di sfidare le lobby fanatiche e intransigenti?
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Tag:cilma, coragggio, crescita sostenibile, G 20, giusti conti, limiti ai bonus, onestà, paesi emergenti, regole, speranza
Scritto Venerdì 25 Settembre 2009 da Sergio Tazzer
L’ONU meriterebbe maggior centralità, ma passare dal G 8 al G 20 è un vero progresso, che va salutato con favore.
Ormai gran parte della popolazione mondiale risulta, almeno sulla carta, rappresentata.
Non è questione da poco, visto che ormai ogni problema di cui ci si occupa, sia economico, strategico o sociale, investe l’intero pianeta.
Nell’età della globalizzazione forzata le frontiere non garantiscono molto.
Solo accordi più vasti possono tenere a freno l’irreparabile disordine.
La crisi ci insegna proprio questo: la mancanza di una politica di largo respiro ha generato l’irresponsabilità generale, compreso il paradiso dei pochi fatto pagare ai molti.
Ci si è poi accorti che non poteva funzionare, che non giova affamare e poi pretendere il continuo sviluppo dei consumi.
L’era del G 7 significava il privilegio assoluto dell’asse occidentale e dei suoi bisogni, con tutte le altre istituzioni internazionali (ONU, FMI, Banca Mondiale) penosamente allineate.
Il resto del mondo stava alla finestra a guardare assise spesso pretenziose, blindate e inconcludenti, come quelle tipiche della troppo lunga era Bush.
Tanto doveva essere il mercato a decidere.
E abbiamo visto come è andata a finire.
Oggi non si può più accettare un tale sistema perverso.
Ed ecco il passaggio a un nuovo ordine, che tiene conto, oltretutto dei nuovi,mutati rapporti di forza.
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Tag:battesimo, Crisi, G 20, G 8, Globalizzazione, nuovo ordine, ONU, privilegio, resto del mondo, sistema perverso
Scritto Venerdì 25 Settembre 2009 da Sergio Tazzer
Il fantasma c’è, si moltiplica, inquieta e domina i pensieri più reconditi dei leader.
Il G 20 riunito in questi giorni a Pittburgh non può dimenticarlo né sottovalutarlo.
Si parla di una possibile uscita dalla crisi, ma intanto si conferma il sostegno al sistema economico e ai cosiddetto ammortizzatori sociali.
Per risolvere i deficit accumulati si dovrà aspettare il sereno.
Il paziente non è ancora guarito e potrebbe tornare a peggiorare da un momento all’altro.
Sì, qualcosa si farà per mettere un poco di ordine e di regole al sistema finanziario ed evitare nuovi scandali a ripetizione.
Ma non parliamone ancora, aspettiamo le dichiarazioni finali: esse ci diranno se solo di parole si tratta e di eterni rimandi o se si imbocca la necessaria via della concretezza e della severità.
Tutti sanno che non si può offrire all’opinione pubblica mondiale l’indecoroso far finta di nulla e l’attendere che la buriana passi, per tornare agli antichi costumi.
Qualcosa verrà fuori e anche Obama ci tiene: altrimenti chi glielo perdona di aver speso patrimoni per sostenere le banche e le imprese decotte.
I cittadini sono attenti: di soldi loro si tratta, come quelli persi proprio per colpa di chi è poi stato aiutato.
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Tag:ammortizzatori sociali, conferma sostegno, disoccupazione, fantasma, G 20, innovazione, opinione pubblica, ordine, pace sociale, ricette, sistema finanziario, solidarietà
Scritto Venerdì 3 Aprile 2009 da Sergio Tazzer
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G 20: trovato l’accordo, il paziente respira
Alla fine ce l’hanno fatta e il brodino è servito.
Il paziente può cominciare a sperare, anche se le nubi sulle sfonda sono tutt’altro che diradate.
Ci sono voluti tempo e pazienza per non far fallire il vertice, ma tutti i leader sapevano che occorreva trovare per forza un accordo.
In questi casi si punta al ribasso; questa volta c’è stato maggior coraggio e una visione più ampia e confortante.
Il primo risultato è proprio questo: si è riusciti a dialogare e a decidere e non era facile, dati i problemi sul tavolo e le differenze nei modi di intenderne la soluzione.
La scelta di continuare a concertare, per esempio attraverso un prossimo G 20 che dovrebbe tenersi il prossimo autunno in Giappone, conforta.
Col passaggio del G 8 previsto in Italia, si crea così un percorso che permetterà di monitorare i risultati delle azioni intraprese e di assumere ulteriori decisioni sulla base delle nuove realtà emerse.
E’ un metodo che vale se si continua a guardare al concreto.
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Tag:controllo, coraggio, decisioni, G 20, iniezioni di denaro, intesa, paradisi fiscali, sistema finanziario
Scritto Mercoledì 1 Aprile 2009 da Sergio Tazzer
![file000508772169[1]](http://it.ruid.com/photos/original/48495-yxn95m7r16tkjqsq8p2f.jpg)
Arrivano alla spicciolata, cominciano a incontrarsi, fanno pretattica, non sanno cosa attendersi e avvertono sulle spalle responsabilità gravi.
Sono i leader di questo G 20 di Londra in via di apertura.
Sanno di non poter fallire, ma accordarsi e trovare il bandolo della matassa non è semplice.
All’intorno il mondo sta ad aspettare, chi deve farsi sentire, del mondo sindacale e sociale, manda messaggi e molti manifestano e manifesteranno ancora.
Il clima è controverso: è duro rinunciare ai propri interessi e pregiudizi, ma bisognerà saltare l’ostacolo.
Obama dice che bisogna agire in fretta e propende per degli scossoni a breve in grado di mettere subito in moto l’economia.
Desidera provvedimenti spendibili e da subito efficaci.
I cinesi attaccano la centralità del dollaro.
Sarkozy scalpita, non gradisce quanto uscito dagli studi preparatori e ha affermato che se non si andrà sul concreto è pronto a prendere armi e bagagli e tornarsene a casa.
Gli europei, in genere, vorrebbero parlare delle nuove regole da imporre, soprattutto, al mercato finanziario.
Chiedono scelte di prospettiva.
Si parla di grandi riforme che dovrebbero addirittura interessare il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale.
Gordon Brown, che ospita il vertice, è preoccupato e non vorrebbe veder crescere troppo la temperatura.
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Tag:G 20, Incontri, leader, nuove regole, popolazioni impaurite, provvedimenti, scelte
Scritto Sabato 28 Marzo 2009 da Sergio Tazzer
![file000304892487[1]](http://it.ruid.com/photos/original/47954-4a6sd7bzaentkszsawhw.jpg)
Tornano le proteste contro il G 20, l’incontro tra i grandi della terra che si terrà a Londra la prossima settimana.
Oggi migliaia di persone appartenenti ad organizzazioni umanitarie e sindacali di vario genere sfileranno nella capitale britannica dall’Embankement fino a Hyde Park.
Il Governo inglese ha rafforzato le misure di sicurezza ma gli organizzatori della manifestazione assicurano che tutto avverrà in termini pacifici e ordinati.
Ci aspettiamo un corteo, come al solito, assai colorato ma anche desideroso, soprattutto, di farsi sentire e capire
Era da tempo che il cosiddetto settore no global non si muoveva con eguale forza contro le grandi assisi mondiali.
I tempi di crisi richiamano è l’agenda è quanto mai fitta.
Da più parti di evocano maggiore equità e un mondo sottratto agli appetiti dei paesi e dei sistemi economici più ricchi.
La frattura, del resto, è ormai entrata all’interno delle nostre società.
Difficile quindi, che il prossimo G 200 evochi i fasti del passato; l’opinione pubblica non sopporterebbe falsi trionfalismi e chiede risposte concrete.
I cosiddetti “grandi” sanno di dover pensare a un pianeta in difficoltà, ma non hanno facili ricette e forse nemmeno la cultura per indurre svolte significative.
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Tag:agenda fitta, Cile, Crisi, G 20, Londra, no global, protesta, ricette, sinistre, squilibri