Fame: quota un miliardo e oltre di vittime

La c’è eccome e cresce, cresce senza fermarsi mai.
Infinite sono state raccontate dalla fine del secolo scorso agli inizi dell’attuale decennio.
Si diceva che progressivamente, ma in tempi prevedibili, tutti sul pianeta avrebbero potuto contare su un’alimentazione corretta.
Si promettevano aiuti e si stabilivano progetti per interventi a lungo termine.
La carta ha cantato, ma la sinfonia si è spenta e la realtà è peggiorata.
Si è fatto poco o nulla nei periodi di vacche grasse, figuratevi oggi.
La noi la sentiamo, ma altri vanno peggio: non hanno nemmeno la forza per accorgersene e lacrime per piangere.
Lo dicono i della , lo confermano gli esperti: mai così male dal 1970.

La è un fatto per di nostri fratelli sparsi ovunque nel mondo.
Ve ne sono 622 milioni nei paesi poveri dell’Asia e dell’area del Pacifico, 15 anche in quelli più ricchi.
Se ne contano 265 nell’area sud sahariana dell’Africa e 53 tra America Latina e Caraibi.
Ne troviamo infine 42 tra Vicino Oriente e Nord Africa.
Questa è la , la sintesi di un mondo sperequato e ingiusto che condanna a morte per nascita e sfruttamento.

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