A Roma per la fame nel mondo o per lezioni sull’Islam?

Assemblea dell’ONU: novità, speranze e preoccupazioni

L’agenda è chiara ed è stata ben definita nel corso dell’Assemblea dell’Onu da .
Era lui a dover agire da anfitrione e da al dibattito e lo ha saputo fare con il solito mordente e con toni ispirati.
Bastasse, saremmo a posto, ma non è così e anche lui lo sa e lo ha detto: le difficoltà non mancheranno di certo.
I punti cardine sono noti: riduzione degli armamenti verso una cultura della pace universale, nuove per l’economia, lotta contro i .
In più il presidente americano ha chiarito due punti cruciali di svolta rispetto al predecessore.
Si abbandona anzitutto l’isolazionismo americano, da superpotenza vanitosa e intollerante, per procedere verso un multilateralismo virtuoso.
In secondo luogo, la democrazia non può essere imposta, ma va promossa rispettando le condizioni e le culture locali.

Le reazioni sono diffusamente favorevoli e interessate ma i problemi emergono fin da subito già nell’aula.
Alcuni leader mostrano di che pasta sono fatti ed è veramente scadente.
Pur tuttavia pongono questioni serie e segnalano che non possono essere passati sotto silenzio.
sproloquia per un tempo interminabile, tanto da condizionare il procedere del lavori, ma la sua perorazione contro il Consiglio di sicurezza dell’Onu, per mezzo del quale le grandi potenze spadroneggiano con il loro diritto di veto, è più che ragionevole e motivata.
Parimenti Ahmadinejad si lancia in uno dei soliti discorsi improbabili e violenti, attacca Israele con l’aula semivuota per protesta, ma poi accusa le nazioni maggiori, soprattutto occidentali, di voler governare il mondo a loro immagine.
Anche qui, come dargli torto?

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Sempre più amici di Gheddafi

Le allieteranno con le loro acrobazie la celebrazione del quarantesimo anniversario della Rivoluzione libica condotta e attuata dal colonnello .
L’assenso è stata accordato dal ministri La Russa.
Il 30 agosto il premier Berlusconi sarà a Tripoli per la prima giornata della rinnovata amicizia tra e .
Al colonnello abbiamo pure fornito, recentemente, un poco di naviglio per pattugliare il mare in funzione anticlandestini.
Il tutto accade in un momento poco propizio e suscita quindi polemiche.
Pochi giorni fa è giunto infatti in patria uno degli attentatori colpevoli della , rilasciato per motivi di salute dal Regno Unito.
Ebbene, appena sbarcato dall’aereo è stato accolto con grandi di giubilo, scatenando i dissensi e le proteste dei governi di Sua Maestà e degli Stati Uniti.
Si trattai infatti di un carnefice e non di un eroe, che aveva voluto vendicare, con il suo gesto costato decine e decine di morti, l’aggressione subita da Reagan avvenuta con il consenso e l’aiuto dei britannici.
In quei lontani giorni un missile venne anche gettato dai libici contro di noi, esaurendo la sua corsa nei pressi di Lampedusa.
Ora le uniche cose che lascia arrivare sono barconi ricolmi di clandestini spesso organizzati dai suoi stessi connazionali.
Evidentemente il pattugliamento non funziona ancora a dovere.

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Gheddafi tra di noi

Benvenuto collonnello!
Muammar Gheddafi, leader e uomo tutto della Libia, si trova a suo agio tra i nostri governanti.
Dichiara chiuso il contenzioso con l’ attuale.
La trova , bontà sua, diversa da quella fascista che tanto dolore ha portato sulle altre sponde del Mediterraneo.
Gradisce le ottenute per il nostro ridotto e sconclusionato colonialismo.
Aveva richiesto riparazioni esorbitanti ma ora si accontenta dal ricevuto;: non era una questione di vile denaro ma di sostanza.
Ha già investito e il Governo spera investa da noi.
A suo tempo, allorchè nel lontano 1986 era stato attaccato dalle forze americane del Cow boy Ronald Reagan, si aveva anche gettato un missile contro di noi, esauritosi nei pressi di Lampedusa.
Poi però si era ravveduto, entrando coi suoi ingenti capitali nel mondo FIAT.
Oggi parla di quei tempi lontani, quando lo si considerava tra le sciagure della terra, e paragona le ferite inflitte alla Libia dagli yankee a quelle subite dalle torri gemelle.

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