Scritto Giovedì 12 Novembre 2009 da Nano Publishing
E’ stato presentato il DDL per la riduzione della durata dei processi e per l’istituzione del processo breve.
Il DDL si compone di tre articoli che vanno a modificare l’attuale legislazione in materia.
L’articolo 1 fissa le modalità per la durata “ragionevole” dei processi, oltre la quale, se il DDL passasse il processo verrà estinto: “non sono considerati irragionevoli i periodi che non eccedono la durata di due anni per il primo grado, di due anni per il grado di appello e di ulteriori due anni per il giudizio di legittimità, nonché di un altro anno in ogni caso di giudizio di rinvio. Il giudice, in applicazione dei parametri di cui al comma 2, può aumentare fino alla metà i termini di cui al presente comma”.
Se vengono superati i limiti di ragionevole durata, il processo viene estinto (articolo 2) “nei processi per i quali la pena edittale determinata ai sensi dell’art. 157 del codice penale è inferiore nel massimo ai dieci anni di reclusione”.
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Tag:giustizia, processi
Scritto Lunedì 12 Ottobre 2009 da Sergio Tazzer
Ieri si è celebrata la Giornata per le vittime degli incidenti sul lavoro.
Vi risparmio la cronaca e le presenze, politiche e sindacali: poco o nulla aggiungono su un argomento che fa torcere le viscere.
Il presidente Napolitano ha inviato un messaggio chiaro e severo.
Si tratta di un fenomeno insopportabile che non si addice a una moderna democrazia.
Le norme e le regole ci sono, ma vanno rispettate e applicate.
Guai a contestarle o a porle in secondo piano.
Come al solito vediamo alcuni dati forniti dall’Anmil, associazione di questa bistrattata e sfortunata categoria: dicono più di mille spiegazioni.
In cinque anni gli incidenti sul lavoro sono stati, udite, udite, addirittura cinque milioni.
Che ne deriva?
Settemila i morti accertati, trecentomila le invalidità permanenti.
Sono numeri da tragedia, da guerra che nessuno ha dichiarato ma che in troppi sono costretti a patire.
E c’e ancora chi vorrebbe moderare le regole e addolcire i controlli!
Vige già fin troppa labilità per pretendere ulteriori maglie larghe.
Ci pensino gli imprenditori e le loro associazioni.
E i sindacati?
Qui occorre andare oltre le parole, esigere fatti e altrimenti protestare in maniera dura: buona parte del paese capirebbe.
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Tag:Anmil, dati, giustizia, incidenti sul lavoro, messaggio, morti invalidi, Napolitano, numeri da tragedia, paese civile, Sicurezza, vittime
Scritto Venerdì 5 Giugno 2009 da Sergio Tazzer
E’ successo all’Università del Cairo, durante la visita in Egitto, con tutti i riflettori addosso.
Il pubblico era quanto mai eterogeneo: studenti, professori, politici, giornalisti, religiosi.
In città e nell’intero pianeta numerose sono state le televisioni accese per seguire in diretta l’acceduto
Era un discorso quanto mai atteso e Obama non ha deluso.
Si è espresso con chiarezza, senza tentennamenti e inutili lusinghe.
Ha citato più volte il Corano ed è apparso ispirato, come gli accade quando avverte su di sé il peso della storia.
Ha offerto notevoli aperture al mondo arabo ed islamico, facendo capire che l’America lo rispetta, anche all’interno dei propri stessi confini.
Ha confermato l’ovvio pensiero per cui le religioni non devono dividere nè condurre a conflitti.
Ha anche chiesto scusa per le aberrazioni dell’era Bush, tortura compresa.
Ha rievocato le aspirazioni comuni verso la libertà, la giustizia, la solidarietà, insistendo sulla verità e sul dialogo come principi fondamentali di relazione.
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Tag:chiarezza, dialogo, discorso, giustizia, libertà, Obama, percorso, rispetto, scuse, solidarietà, speranza, Università del Cairo
Scritto Mercoledì 20 Maggio 2009 da Sergio Tazzer
Si può pensare a una giustizia che fa a meno dei giudici o li emargina e controlla?
Per ogni processo che interessa un politico che faremo? Affideremo le sentenze ai sondaggi o agli esiti delle elezioni?
E se il premier è sfiorato dai sospetti che si fa? Si impedisce l’inchiesta o si butta a mare la sua uguaglianza con gli altri cittadini?
Senza una Magistratura indipendente la democrazia va a farsi benedire.
Le leggi le fa il Parlamento e devono essere rispettate, le norme costituzionali sono riferimenti obbligati.
Se esistono un codice civile e uno penale non possono essere gettati alle ortiche solo perché disturbano qualcuno di importante.
Il resto sono solo chiacchiere vuote o pericolose.
I giudici possono sbagliare e ciascuno ha pieno diritto a difendersi.
Se ci si sente perseguitati si possono sempre provare le proprie denunce e seguire tutti gli iter utili per vedersi riconosciuti innocenti e magari risarciti.
A che servono gli avvocati? A che servono ben tre gradi di processo?
Se la giustizia italiana ha un difetto è che arriva spesso troppo tardi e la politica ha le sue belle responsabilità se tutto ciò accade.
Informatevi su quante e quali risorse, dotazioni, strutture sono disponibili per amministrarla e vedrete se la colpa sta solo dalla parte più esposta e criticata.
Per non parlare poi delle farraginosità di molte nostre leggi e dei termini per applicarle.
I potenti e non i poveretti o le persone normali riescono spesso a farla franca, magari a suon di prescrizioni.
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Tag:berlusconi, giustizia, indipendenza, leggi, Politica, responsabilità, sbagli, scontro, sentenze, servizio, sondaggi, tutela
Scritto Sabato 14 Marzo 2009 da Sergio Tazzer
![2003_7_10_353_16_OPL[1]](http://it.ruid.com/photos/original/45768-k8ae44er65k8hdggbs8m.jpg)
Si sente spesso parlare di società civile e del fatto che il nostro paese ne sarebbe in gran parte privo.
Credo sia opportuno portare qualche chiarimento intorno a un tema che non è da poco.
Vediamo intanto cosa si intende per società civile.
Il concetto fa capo a tutta una serie di requisiti che potremmo raccogliere intorno al principio di responsabilità individuale e collettiva.
Esige cioè che il sentire dei cittadini sia consapevole dei destini comuni, di una libertà che non deve essere abuso, ma può armonizzarsi con un sistema di regole, comunemente accettate a rispettate.
Comporta la conoscenza e la pratica dei nessi democratici e l’esclusione di qualsiasi arbitrio egoistico o corporativo.
Richiede una partecipazione attiva alla difesa e al sostegno della vita comune, orientandola verso principi di giustizia e di equità.
Si sostanzia di educazione e di senso del dovere.
Conferisce, quindi, cittadinanza piena e produce armonia tra la libertà propria e quella degli altri.
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Tag:abuso, cittadinanza, equità, giustizia, libertà, paese privo, responsabilità individuale e collettiva, società civile