Processo breve, il testo del DDL

JusticeE’ stato presentato il DDL per la riduzione della durata dei e per l’istituzione del processo breve.

Il DDL si compone di tre articoli che vanno a modificare l’attuale legislazione in materia.

L’articolo 1 fissa le modalità per la durata “ragionevole” dei , oltre la quale, se il DDL passasse il processo verrà estinto: “non sono considerati irragionevoli i periodi che non eccedono la durata di due anni per il primo grado, di due anni per il grado di appello e di ulteriori due anni per il giudizio di legittimità, nonché di un altro anno in ogni caso di giudizio di rinvio. Il giudice, in applicazione dei parametri di cui al comma 2, può aumentare fino alla metà i termini di cui al presente comma”.

Se vengono superati i limiti di ragionevole durata, il processo viene estinto (articolo 2) “nei per i quali la pena edittale determinata ai sensi dell’art. 157 del codice penale è inferiore nel massimo ai dieci anni di reclusione”.

Leggi tutto »

Troppi incidenti sul lavoro: indegni per un paese civile

Ieri si è celebrata la Giornata per le vittime degli .
Vi risparmio la cronaca e le presenze, politiche e sindacali: poco o nulla aggiungono su un argomento che fa torcere le viscere.
Il presidente ha inviato un chiaro e severo.
Si tratta di un fenomeno insopportabile che non si addice a una moderna democrazia.
Le norme e le regole ci sono, ma vanno rispettate e applicate.
Guai a contestarle o a porle in secondo piano.

Come al solito vediamo alcuni dati forniti dall’Anmil, associazione di questa bistrattata e sfortunata categoria: dicono più di mille spiegazioni.
In cinque anni gli sono stati, udite, udite, addirittura cinque milioni.
Che ne deriva?
Settemila i morti accertati, trecentomila le invalidità permanenti.
Sono , da guerra che nessuno ha dichiarato ma che in troppi sono costretti a patire.
E c’e ancora chi vorrebbe moderare le regole e addolcire i controlli!
Vige già fin troppa labilità per pretendere ulteriori maglie larghe.
Ci pensino gli imprenditori e le loro associazioni.
E i sindacati?
Qui occorre andare oltre le parole, esigere fatti e altrimenti protestare in maniera dura: buona parte del paese capirebbe.

Leggi tutto »

Obama apre e il mondo islamico gradisce

E’ successo all’, durante la visita in Egitto, con tutti i riflettori addosso.
Il pubblico era quanto mai eterogeneo: studenti, professori, politici, giornalisti, religiosi.
In città e nell’intero pianeta numerose sono state le televisioni accese per seguire in diretta l’acceduto
Era un discorso quanto mai atteso e non ha deluso.
Si è espresso con , senza tentennamenti e inutili lusinghe.
Ha citato più volte il Corano ed è apparso ispirato, come gli accade quando avverte su di sé il peso della storia.
Ha offerto notevoli aperture al mondo arabo ed islamico, facendo capire che l’America lo rispetta, anche all’interno dei propri stessi confini.
Ha confermato l’ovvio pensiero per cui le religioni non devono dividere nè condurre a conflitti.
Ha anche chiesto scusa per le aberrazioni dell’era Bush, tortura compresa.
Ha rievocato le aspirazioni comuni verso la libertà, la giustizia, la solidarietà, insistendo sulla verità e sul dialogo come principi fondamentali di relazione.

Leggi tutto »

No alla giustizia a comando

Si può pensare a una che fa a meno dei giudici o li emargina e controlla?
Per ogni processo che interessa un politico che faremo? Affideremo le sentenze ai sondaggi o agli esiti delle elezioni?
E se il premier è sfiorato dai sospetti che si fa? Si impedisce l’inchiesta o si butta a mare la sua uguaglianza con gli altri cittadini?
Senza una Magistratura indipendente la democrazia va a farsi benedire.
Le le fa il Parlamento e devono essere rispettate, le norme costituzionali sono riferimenti obbligati.
Se esistono un codice civile e uno penale non possono essere gettati alle ortiche solo perché disturbano qualcuno di importante.
Il resto sono solo chiacchiere vuote o pericolose.

I giudici possono sbagliare e ciascuno ha pieno diritto a difendersi.
Se ci si sente perseguitati si possono sempre provare le proprie denunce e seguire tutti gli iter utili per vedersi riconosciuti innocenti e magari risarciti.
A che servono gli avvocati? A che servono ben tre gradi di processo?
Se la italiana ha un difetto è che arriva spesso troppo tardi e la politica ha le sue belle responsabilità se tutto ciò accade.
Informatevi su quante e quali risorse, dotazioni, strutture sono disponibili per amministrarla e vedrete se la colpa sta solo dalla parte più esposta e criticata.
Per non parlare poi delle farraginosità di molte nostre e dei termini per applicarle.
I potenti e non i poveretti o le persone normali riescono spesso a farla franca, magari a suon di prescrizioni.

Leggi tutto »

C’è, in Italia, una società civile?

2003_7_10_353_16_OPL[1]

Si sente spesso parlare di società civile e del fatto che il nostro paese ne sarebbe in gran parte privo.
Credo sia opportuno portare qualche chiarimento intorno a un tema che non è da poco.

Vediamo intanto cosa si intende per società civile.
Il concetto fa capo a tutta una serie di requisiti che potremmo raccogliere intorno al principio di .
Esige cioè che il sentire dei cittadini sia consapevole dei destini comuni, di una libertà che non deve essere abuso, ma può armonizzarsi con un sistema di regole, comunemente accettate a rispettate.
Comporta la conoscenza e la pratica dei nessi democratici e l’esclusione di qualsiasi arbitrio egoistico o corporativo.
Richiede una partecipazione attiva alla difesa e al sostegno della vita comune, orientandola verso principi di giustizia e di equità.
Si sostanzia di educazione e di senso del dovere.
Conferisce, quindi, cittadinanza piena e produce armonia tra la libertà propria e quella degli altri.

Leggi tutto »