Scritto Sabato 24 Ottobre 2009 da Sergio Tazzer
Il Partito Democratico chiama domani al varco gli elettori per darsi un’identità forte e condivisa.
Il passaggio delle primarie ha un valore intrinseco che va rispettato e condiviso, in quanto permette di scegliere i leader e non di subirli.
Nei fatti non ci sono previsioni attendibile su chi parteciperà né si può essere sicuri di chi vincerà.
I precedenti passaggi tra gli iscritti hanno dato un vantaggio cospicuo a Bersani, ma Franceschini e Marino non sono stati a guardare né hanno gettato la spugna.
Ciascuno porta nel partito idee e sfumature diverse che dovranno comunque armonizzarsi, s non si vorrà proseguire in un caotico affermarsi e negarsi da un giorno all’altro.
E’ già molto, a mio avviso, che le candidature non abbiano ripercorso le divisioni tra le componenti d’origine.
Se il PD saprà finalmente darsi un programma unitario e forte, tutto il panorama politico trarrà giovamento.
E’ di chiarezza che c’è soprattutto bisogno, oggi più che mai, e di forze fresche in grado di lasciare alle spalle le ambizioni di potere, le cadute e le incertezze permanenti, a vantaggio di una scelta ferma, in grado di essere percepita al pari dei tempi duri in cui viviamo.
Si dica se si sta ancora legati al liberismo folle, solo per migliorarlo un poco o se si ‘ in cerca di altri e più provvidi orizzonti.
Si dica che Italia si vuole e come realizzarla.
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Tag:chiarezza, confronto, idee diverse, identità, PD, PDL, polemiche, primarie, programma unitario, sostenza
Scritto Sabato 10 Ottobre 2009 da Sergio Tazzer
Berlusconi la bocciatura del Lodo Alfano non l’ha mandata giù.
Dice di sentirsi braccato e perseguitato come altri mai, ma forse in quella decisione presa dalla Corte Costituzionale vede un antipatico e indigesto limite al suo strapotere.
L’attacco di Napolitano si spiega in questi termini.
Il premier avrebbe forse voluto che il presidente condizionasse l’operato dei giudici da lui stessi eletti, stimando la firma apposta a suo tempo sulla legge in questione una sostanziale approvazione che comprendeva anche il dovere di difenderla.
Non è così, per chi sappia come sono configurati i vari poteri e per cosa loro affida il dettato costituzionale.
Sta di fatto che il Cavaliere, prima stizzito, poi più blando e accomodante, per ben due volte ha affermato che Napolitano è di parte, per storia, per provenienza e perfino per il come e da chi è stato eletto.
Un presidente di sinistra, insomma.
E’ ragionevole questo giudizio?
Ciascuno di noi e di per sé un singolo e mai un universo intero.
Abbiamo un’identità, delle idee, dei percorsi particolari ed è logico sia così.
L’oggettività perfetta semplicemente non esiste perché è impossibile da darsi, per lo meno dal’uomo e in questo mondo.
Ognuno avrà sempre, su qualsiasi problema, una propria opinione diversa da altre.
Quali caratteri deve avere, allora un’istituzione che detiene ruoli rappresentativi e arbitrali di primo piano e a servizio di un intero paese?
Rispetto della legge, delle prerogative statuite, di tutti gli interlocutori, ecco ciò che serve e bisogna richiedere.
Ebbene Napolitano ha agito proprio in questi termini.
Ha firmato anche leggi che non gli piacevano, ha cercato di mediare e svelenire, ha difeso il dettato costituzionale., non ha mai calcato la mano contro l’uno e contro l’altro.
Se Di Pietro lo ha accusato spesso di non avere il coraggio del rifiuto di fronte a certi provvedimenti legislativi assai discutibili, è perchè il presidente pendeva troppo a sinistra?
A tutti andrebbero date lezioni sul cosa significa il ruolo delle massime istituzioni: si eviterebbe di far circolare pericolose sciocchezze.
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Tag:berlusconi, caratteri, dettato costituzionale, di parte, identità, lodo Alfano, Napolitano, pericolose sciocchezze, rispetto della legge
Scritto Giovedì 16 Luglio 2009 da Sergio Tazzer
Sentirsi persona e non semplice produttore e consumatore.
Avvertire la propria identità e non svenderla per pochi euro o per un posto al sole.
Sapere del proprio profondo invece che credere solo nell’immagine e nell’effetto che facciamo sugli altri.
Ci sono doti umane che vanno scoperte e mai gettate.
L’incubo è dietro l’angolo ed è il vuoto di troppe vite senza senso e significato, pronte a inalberare la prima bandiera che capita, pur che sia di moda.
La politica sporca ci gongola e la crisi che viviamo è fatta di questo: concentrazione sul presente del desiderio e dell’interesse immediato, incapacità di vedere e preparare il domani.
Negli Stati Uniti si è votato Bush con convinzione, ora lo si getterebbe giù dal primo aereo utile.
Da noi si fa spregio di tutto e i disonesti ridono come non mai.
Ricordo le folle di Tangentopoli che gettavano le monetine a Craxi.
Ora dove sono?
Sospetto diano il voto ai suoi discendenti diretti, che non sono certo i socialisti.
Ci si dimentica presto degli errori e si seminano orrori.
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Tag:burattini, democrazia, doti umane, identità, incapacità di vedere il domani, marionette, persona, politica sporca, regimi morbidi, vite senza significato
Scritto Domenica 12 Luglio 2009 da Sergio Tazzer
Unità e differenze, incontri e scontri, responsabilità comuni e interessi particolari.
Oggi tutto ci appare vicino e lontano al tempo stesso.
Il sapere si allarga e le conoscenze si fanno labili.
Non basta una vita per capire e nemmeno molte, eppure occorre decidere.
Il panorama si allarga ed evoca speranze e timori.
Che dirne e che farne?
Gli scambi sono sempre esistiti, da che mondo è mondo le culture nascono, si incontrano e migrano.
Ci sono i momenti dell’identità forzata e quelli delle contaminazioni più varie.
Non è così oggi?
Tutto dice che dobbiamo rinnovarci e uscire dagli ultimi rifugi.
Contate e difendete il vostro patrimonio finchè volete, figli e nipoti ne faranno strame se non saprete comunicare valori ampi e visuali elevate.
Se la politica è piccola è perché lo siamo noi.
Altrettanto se è violenta o becera, noiosa o sguaiata.
La qualità della democrazia non sta nei destini, ma nelle scelte.
Oggi si sa che il cervello è uno strano organo: non è statico ma plastico e mobile, crea connessioni secondo quanto decidete e sperimentate.
Chi si chiude ha una coscienza chiusa e un mondo povero e stantio.
Ma chi si lascia irretire dal frastuono dilagante è altrettanto schiavo: sente e vede come gli altri vogliono e perde la misura.
Siamo più di un cumulo più o meno ordinato di cellule o di particelle atomiche.
Vibriamo con l’universo ma a una frequenza tutta nostra.
Se dovessi dire, pur con tutte le remore e i difetti del caso, Obama dà un senso di ampiezza e di prospettiva, molta nostra politica, italiana ed europea, sembra un penitenziario.
Se risorgono i fascismi e le piccole patrie siamo finiti.
Se sappiamo tendere la ali verso l’orizzonte, con prudenza e impegno, il futuro parlerà del nostro coraggio e del sogno di una umanità più libera e unita.
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Tag:ampiezza, conoscenze, contaminazioni, futuro, identità, impegno, prudenza, Sapere, scambi, speranze, timori, valori, visuali elevate
Scritto Domenica 28 Giugno 2009 da Sergio Tazzer
Genova ha accolto con ospitalità il Gay Pride 2009.
Si parla di circa centocinquantamila presenze che sono convenute in città con i soliti cortei colorati, provenendo dalle varie parti d’Italia e anche dall’estero..
Questa volta però esse hanno osservato per un lungo tratta il silenzio come forma di cordoglio e di prossimità per tutte le vittime, della repressione sia iraniana sia causata dagli altri regimi sanguinari che funestano il mondo.
Il movimento ha così voluto dare origine a una nuova spinta verso la difesa dei diritti, non solo propri ma di tutte le persone.
E questo va salutato con favore, in quanto le forme di pregiudizio e di emarginazione che oggi emergono sono molteplici e toccano una pluralità di categorie umane.
Alle volte c’è quasi la sensazione di un retrocedere che appare insensato e pericoloso.
Venendo allo specifico, è quanto mai giusto che su superino le residue ma forti discriminazioni di cui sono spesso oggetto gli omosessuali e i transessuali.
Troppi episodi di violenza e di derisione li hanno visti vittima di questo strano e idiota machismo di ritorno.
Né mancano offese e incomprensioni anche sul versante culturale.
È anche corretto vengano riconosciute giuridicamente le loro unioni così come era del resto previsto dalla proposta dei Pacs a suo tempo presentata ma non approvata.
Assai più dubbi ho in merito alla richiesta di poter adottare.
In questo caso per me conta maggiormente il diritto dei più debole.
I bambini che già per vario motivo hanno perduto i genitori hanno ragione di potere vedere sanata questa ferita nella forma che più si adatta a soddisfare le esigenze originarie, ovvero tramite la compresenza di una madre e di un padre.
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Tag:adozioni, difesa dei diritti, discriminazioni, episodi di violenza, Gay Pride, Genova, identità, riconoscimento, silenzio, unioni
Scritto Venerdì 12 Giugno 2009 da Sergio Tazzer
Ascoltate i discorsi che si fanno oggi in giro.
E’ quasi tutto trito presente, già vecchio quando ancora non è trascorso.
Si va da mese a mese senza futuro e con poco passato alla spalle.
Il più lo si dimentica o non si ha il tempo per pensarci.
Eppure la storia attira, ma è difficile raccontarla a chi ritiene che la realtà del qui ed ora sia l’unica possibile.
In realtà siamo fatti di memorie e lo è ogni singola nazione o paese, o tribù o semplice famiglia.
Non saperlo è negarsi la conoscenza di quanto ha determinato la nostra stessa identità, se esiste ancora e non è stata mangiata dalle mode e dai media.
La politica segue l’andazzo e ha paura di dire domani.
Si va da elezione a elezione con le stesse, identiche promesse.
Intanto nessuno se ne accorge, perché tutto, nella foga della pressante quotidianità, va perduto.
Ed ecco allora che si può dire e poi negare senza che si faccia troppo rumore.
Non è forse quello delle smentite il gioco più utilizzato dai nostri rappresentanti, compreso l’immarcescibile leader massimo?
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Tag:demagogie, discorsi, foga della quotidianità, identità, memorie, paura di dire domani, Politica, presente, prospettiche, storia, svegliarsi, vuoto
Scritto Sabato 9 Maggio 2009 da Sergio Tazzer
E’ di nuovo intervenuto il presidente Napolitano.
Dopo l’ONU si sono mosse le associazioni umanitarie.
Ha tuonato la Chiesa, attraverso la Conferenza Episcopale Italiana.
Gli ultimi sussulti ed episodi di lotta all’immigrazione clandestina fanno parlare e fioccano le critiche.
La maggioranza prosegue nel tentativo di reintrodurre le ronde e la maggior permanenza nel centri deputati a raccogliere chi arriva in Italia non richiesto e con mezzi di fortuna.
Il tema dell’immigrazione è caldo e non agevole da trattare.
Si presta a strumentalizzazioni di ogni tipo.
Coinvolge tutto il mondo occidentale, perché altrove vi è la tragedia.
E’ facile prendersela con i deboli.
Se tra chi immigra c’è chi delinque è logico assumere provvedimenti severi.
Ma il tutto ha altro sapore, se nel contempo non si emargina chi viene da lontano, ma anzi lo si protegge nel suo inserirsi nella nostra società.
Una lotta senza quartiere e senza logica può solo peggiorare le realtà ed esporci inutilmente a un clima aspro e denso di tensioni.
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Tag:associazioni umanitarie, critiche, diritti, identità, immigrazione, Napolitano, ONU, Padania, strumetalizzazioni