Elezioni regionali. Vittorie al fotofinish per Cota in Piemonte e Polverini nel Lazio

Renata Polverini nuovo governatore del Lazio

Renata nuovo governatore del

Alla fine hanno vinto tutti e non ha vinto nessuno. Almeno a parole. In realtà il risultato delle regionali 2010 ha dato indicazioni precise. Numericamente tra Pd e è finita 7 a 6 per i democratici, per quanto riguarda il governo delle regioni. Ma il risultato assoluto non deve ingannare: si partiva dall’11 a 2 per il centro sinistra nel 2005. La nuova tornata elettorale ha visto il Partito democratico cedere 4 regioni in cui aveva vinto cinque anni fa: Piemonte, , Campania e Calabria.

Il primo dato che emerge da questo voto, però, è l’astensionismo crescente. Dei 41 milioni di italiani chiamati a esprimere la propria preferenza solo il 64,22% si sono recati alle urne, con un calo di circa otto punti percentuali alle precedenti . Un astensionismo figlio di un crescente disamore dei cittadini nei confronti di una politica sempre più lontanta dai problemi dei cittadini e sempre più “sporca”.

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Regionali Lazio, Tar e Ufficio elettorale respingono ricorso Pdl

Renata Polverini

Renata Polverini

Il simbolo del Pdl non comparirà nelle schede elettorali di Roma e provincia. Il Tar del Lazio ha infatti il ricorso del Popolo delle libertà che aveva richiesto la sospensione del provvedimento. Secondo i giudici amministrativi, presieduti da Eduardo Pugliese, non c’è abbastanza “fumus” a favore del ricorrente per sospendere l’esclusione della lista dalle regionali del 28-29 marzo decisa dall’ufficio elettorale del tribunale e, poi, dalla Corte d’Appello.

Secondo i giudici il decreto “interpretativo” approvato in fretta e furia dal governo non è applicabile in questo caso “perché le regionali del Lazio sono disciplinate dalla legge regionale numero 2 del 2005″ e non dalla normativa nazionale “interpretata” dal governo. Quella legge, dice la sentenza, “prevedeva la presentazione dei documenti necessari alla candidatura della lista entro le ore 12 dello scorso 27 febbraio”, ma “nel verbale dei carabinieri presenti nell’ufficio elettorale della corte di appello di Roma è scritto che alle ore 12 erano presenti solo 4 delegati di lista e che tra questi non risultava il delegato della parte ricorrente”. Insomma, niente da fare. La lista non è stata presentata in tempo e l’interpretazione successiva è carta straccia.

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Elezioni regionali. Botta e risposta Bindi-Bonino. Tensione nel Pd

Rosy Bindi faccia qualcosa per ripristinare la legalità invece di criticarmi“. La risposta piccata è di , candidata governatrice del alle prossime elezione regionali per il centro sinistra. La replica della leader radicale è arrivata dalle frequenze di Radio 2, nel corso della trasmissione di Barbara Palombelli, dopo che ieri Rosy Bindi, aveva criticato la scelta della di non partecipare alle iniziative del Pd per la presentazione delle liste.

La candidata governatrice è impegnata, da giorni, in uno sciopero della fame per il della legge elettorale e per questo non ha partecipato all’evento della discordia. “Chi non vuole fare lo sciopero della fame perchè è faticoso faccia altro – ha tuonato la -. Rosy Bindi può per esempio sentire il governo per vedere se vuole fare qualcosa”.

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Commissariato il Comune di Fondi: le mafie prosperano ovunque

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Il ministro ha deciso per il commissariamento del di , come era stato richiesto dalla .
Il provvedimento è stato preso a motivo delle comprovate infiltrazioni mafiose che avrebbero funestato le scelte dell’amministrazione locale.
La notizia può sfuggire e apparire secondaria è invece lascia intravedere un intero mondo.
Aggiungetevi che tra anni fa un fatto analogo aveva interessato Nettuno e vi convincerete di quale emergenza si tratti.
Si parla di Lazio, per chi non lo sa, e non del profondo Sud, notoriamente infiltrato dalla criminalità organizzata.

La forza di camorra, n’drangheta e mafia propriamente detta non si misura ormai solo negli storici territori da cui esse provengono.
L’invasione è partita già da diversi anni e riguarda l’Italia nel suo complesso.
Il basso Lazio, in particolare,è da tempo sotto il mirino e rischia di essere assorbito sempre più nella logica degli .
Qui non bastano solo la magistratura e le forze dell’ordine, occorre che la politica si svegli e la popolazione venga sensibilizzata.
La morsa sugli appalti e sull’economia è già potente e potrebbe debordare.
Le presenze plurime e gli intrecci che ne derivano fanno pensare a un territorio ridotto a preda.

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