Fulmini e lampi intorno alla RAI

Alla si vive di , più che di una programmazione seria e adeguata a un servizio pubblico.
Il manovratore non vuole essere disturbato e guai a chi ci prova.
Potete capire se poi si tratta del solito con l’ormai mitico “Annozero”.
Basta una puntata e…Apriti cielo!
Si è riparlato della ? Chi si permette?
Si sono citati gli scandali gravitati intorno al premier? E che modi sono questi?
, si sa, pensa che la dovrebbe essere amica di chi governa, in quanto eletto dalla maggioranza del popolo.
E così partono i suoi e puntano a una bella verifica dell’accaduto.
Ci pensa il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scaiola a partire con una bella convocazione dei vertici .
C’è molta carne al fuoco, tra cui la discussione del nuovo , ma c’è anche il caso su cui riflettere e assumere decisioni, se possibili, dure, molto dure.

Normalmente, in tutti i programmi di politica che l’emittente pubblica propone c’è sempre ampia possibilità di contradditorio, salvo in certi e ben conosciuti “Porta a Porta”.
Anche ad “Annozero”, sono sempre presenti politici della maggioranza e giornalisti loro amici che possono difendere come credono il Governo, il premier e tutto ciò che gli aggrada.
Il conduttore propone temi pepati? Fa domande imbarazzanti? E’ parte del suo mestiere.
Se dovesse offendere, incorrerebbe in querele.

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Può non piacere, ma chi informa deve restare libero

Il costante attacco di alla stampa che non gli piace inizia ad assumere e tali da preoccupare.
Reiterare agli imprenditori l’invito a non sostenere con la pubblicità le testate che insistono sugli aspetti crudi della crisi e o lo attaccano alle questioni personali, è comportamento altamente censurabile.
L’invito viene infatti da chi detiene responsabilità di governo e sta prendendo provvedimenti che vanno a supporto dell’universo produttivo.
Anche se questa non è la volontà, l’appello può comunque apparire una minaccia.

Il premier ha il pieno e di contrattaccare su tutte le questioni che crede.
Deve però farlo nel degli equilibri formali e concreti che contraddistinguono una democrazia.
In questo quadro la libertà di stampa e di informazione non può essere lesa.
Né i giornali devono per forza raccontare la realtà così come lui la vede.
Ci sono per tutti.
I mezzi per rispondere a eventuali calunnie esistono e ciascuno può attivarli quando vuole.
Su altri piani si tratta di vedute e di analisi che possono essere contraddette ma non eliminate dal dibattito solo perché non piacciono.

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