La guerra sporca della banda Bush
Cosa abbia combinato l’amministrazione Bush nel corso del suo mandato lo si viene a scoprire chiramente ora, con rammarico ma senza sorprese.
La cosiddetta lotta contro il terrorismo è stata condotta in termini che fanno pensare e inorridire.
Nel corso della guerra in Afghanistan almeno millecinquecento talebani catturati vennero barbaramente uccisi da parte di un signore della guerra amico degli americani e al soldo della CIA.
I resti, fatti opportunamente sparire, i sono stati da poco trovati ed è scoppiato l’ennesimo scandalo.
Perdi più si sa ormai cosa sta dietro alle tante nefandezze compiute nelle carceri stile Guantanamo e Abu Graib.
Vi erano indirizzi precisi e segreti che partivano direttamente dalla Casa Bianca e miravano a far capire fino a che punto ci si potesse spingere negli interrogatori contro i presunti terroristi catturati e detenuti.
Il sospettato numero uno è il cattivo per eccellenza: l’ex vicepresidente Dick Cheney.
Difficile però che Bush non ne sapesse nulla.
Chi invece non era stato informato come di dovere era il Congresso e qui si aprono scenari del tutto nuovi.
Parte infatti un inchiesta che potrebbe giungere a incriminare tutti quei membri dell’amministrazione presidenziale che avessero preso parte alla faccenda.
Potrebbero essere solo la famosa punta dell’iceberg.