Scritto Martedì 29 Settembre 2009 da Sergio Tazzer
Emma Marcegaglia ammonisce.
La mafia allarga i suoi affari, corrompe il sistema economico, può sfruttare la crisi a proprio beneficio.
Intervenendo alla presentazione del libro “Mafia pulita” di Elio Veltri e Arturo Laudati, la presidente di Confindustria ha parlato chiaro.
L’economia nazionale appare sfalsata dalla presenza delle organizzazioni mafiose, che assume dimensioni enormi.
In senso stretto si tratta di un giro di affari che raggiunge 175 miliardi di euro che si accrescono fino a 400 se ci considera il complesso delle attività sommerse e illegali.
Fatevi un poco i vostri conti e considerate se il monito è giustificato o meno.
La Marcegaglia ha insistito facendo capire come le attuali condizioni incerte dell’apparato produttivo e di servizio costituiscano altrettanta manna per chi ha capitali freschi da investire e bisogno di riciclarli e farli rendere a dovere.
L’inquinamento è quindi in crescita e ha buone prospettive di debordare se non si studiano adeguati correttivi.
E qui nasce la proposta di un patto contro l’illegalità che dovrebbe coinvolgere la politica in tutta la sua interezza, le forze dell’ordine e la magistratura.
Né deve essere escluso, ma va invece promosso un appoggio forte e concreto da parte dell’opinione pubblica e delle diverse componenti e forze sociali.
Confindustria sarebbe disponibile a esserne parte attiva e già sta curando e curerà il sostegno a quegli imprenditori pronti a denunciare intimidazioni e interferenze.
Servirebbe inoltre, soprattutto nel Mezzogiorno, il sostegno a uno sviluppo sano ed equilibrato, sottratto alle morse criminali.
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Scritto Lunedì 7 Settembre 2009 da Sergio Tazzer
C’è un nodo che interessa tutti: non far deragliare l’economia del nostro paese.
Il dialogo riaperto tra Confindustria e la CGIL mostra la convinzione che da soli non si va da nessuna parte.
Le differenze di vedute rimangono, ma la consapevolezza dei pericoli che viviamo fa procedere la possibilità di giungere a una qualche forma di intesa.
Ieri, a Cernobbio, Marcegaglia ed Epifani si sono parlati per circa un’ora e mezza.
L’una propone un piano comune per superare insieme il momento buio e salvare il sistema produttivo.
L’altro dichiara una disponibilità di massima, ma vuole che si proceda oltre le parole verso i fatti concreti.
Il percorso non sarà quindi agevole e richiede un terzo interlocutore, il Governo, ma è da salutare con favore la ripresa di contatti tra due parti che nell’ultimo anno si erano trovate a scontrarsi senza requie.
Il richiamo all’esecutivo riguarda principalmente gli ammortizzatori sociali e la possibile diminuzione delle tasse sui salari dei lavoratori.
Vedremo ora se al primo passo ne seguiranno altri.
Il piano ricercato da Confindustria non può tardare troppo dal definirsi e iniziare a realizzarsi.
I problemi che coinvolgono diverse imprese devono essere affrontati quanto prima, per non cospargere il terreno di troppe macerie.
Ne va anche della pace sociale e gli attuali segnali che provengono da diverse situazioni critiche fanno capire che occorre essere attenti e tempestivi.
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Scritto Sabato 22 Agosto 2009 da Sergio Tazzer
Si incontrano i banchieri centrali per analizzare il decorso della crisi ed emerge un cauto ottimismo.
A farsene principale interprete è il governatore del Fed statunitense Bernanke.
I segnali di ripresa sono buoni, anche se la normalità non è ancora all’orizzonte e il percorso sarà tutt’altro che agevole.
A preoccupare, manca dirlo, sono i dati sulla disoccupazione, che rimane elevata ance sulle sponde americane dove si assesta oltre il 9%.
DA noi il panorama non è diverso e forse questo è il motivo che rende prudente il governatore della BCE, Trichet.
Egli stima che molto ancora occorra fare per consentire un superamento effettivo e a lungo termine dei problemi emersi.
Occorre monitorare ma anche intervenire e le politiche delle diverse istituzioni devono tuttora ispirarsi a una politica responsabile ed accorta.
Né si può evitare di affrontare il nodo delle regole, cui sottoporre i mercati finanziario per evitare ulteriori sbandamenti futuri.
Non dobbiamo insomma illuderci ma nemmeno disperare.
La luce potrà riapparire se non pretenderemo di tornare a fare follie e se terremo conto di tutti i fattori implicati nella gestione della crisi.
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Tag:appello accorato, bancheri centrali, Bernancke, cauto ottimismo, Crisi, governo, interventi di sostegno, Marcegaglia, politiche accorte, prudenza, sindacati
Scritto Giovedì 21 Maggio 2009 da Sergio Tazzer
Quando si dice che un disco gira a vuoto significa che il discorso è ormai vecchio, stantio e stanca: proseguire l’ascolto non avrebbe alcun senso.
L’Italia e però la terra dei miracoli e delle fazioni scatenate.
La critica latita e il popolo si lascia frastornare.
Berlusconi, all’assemblea di Confindustria, ha ribadito per l’ennesima volta le origini psicologiche dell’attuale crisi e ha raccomandato il solito ottimismo a poco prezzo.
Se ne siamo ripieni e conviti oltre ogni ragionevolezza il Governo può continuare la sua marcia tranquilla e spassosa.
Il premier ha, ovviamente, imputato alla sinistra l’odiosa responsabilità di spargere umori neri che contagerebbero il paese.
Fosse mai l’opposizione così potente da far apparire il giorno come la notte!
Ed è inoltre tanto forte l’influsso dei nostri, presunti comunisti da estendersi a livello mondiale, senza che nemmeno Obama se ne accorga?
Altrove i discorsi sono diversi, ma quando non sai cosa fare o forse non vuoi nemmeno fare i pretesti sono tutti buoni.
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Tag:berlusconi, Confindustria, Crisi, disco che gira a vuoto, Marcegaglia, origini spicologiche, proclami, realtà, richiesta riforme
Scritto Sabato 14 Marzo 2009 da Sergio Tazzer
![1159338824pn6V56[1]](http://it.ruid.com/photos/original/45967-ht71599k3efqrd8endtt.jpg)
Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria non le ha mandate a dire, le ha dette.
Naturalmente con cortesia, ma con fermezza, ha chiarito che la crisi c’è, può peggiorare e necessitano interventi decisi per sostenere le imprese.
Ha chiamato, insomma, il Governo a una maggiore incisività di intervento e proposta.
Ha chiarito, peraltro, che le sue non erano esagerazioni mediatiche, ma parole dettate dalla concretezza.
Il presidente Berlusconi, parrebbe, non convince troppo con le sue perenni ventate di ottimismo.
I due si vedranno, peraltro, in settimana e avranno modo di chiarirsi e forse di intendersi sull’ulteriore percorso da avviare.
La sveglia ci vuole per tutti.
I momenti duri evocano una responsabilità comune e, nel passato, a salvarci, c’è stata la concertazione: ovvero tutti i principali attori intorno a un tavolo per tirare fuori delle soluzioni efficaci e condivise.
Oggi non se ne parla, sembra una bestemmia, una perdita di tempo o, forse, non ci si fida.
Oppure si vuol decidere in solitudine.
Sta di fatto che dall’alto non vengono grandi esempi.
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Tag:berlusconi, concertazione, Confindustria, Crisi, esempi, interventi, Marcegaglia, solitudine, vertici